La cupeta di ” Stella”

La ricetta della cupeta, in fondo, è di una semplicità quasi disarmante.

Zucchero da sciogliere a fuoco basso in una casseruola, mandorle tostate da buttarci dentro quando il primo sarà di un bel marrone ambrato, aromi naturali di vaniglia o di limone per una sfumatura “esotica”, un po’ di lavoro di spatola su una superficie fredda e via.

Così, infatti, la cupeta, dolce tradizionale delle feste salentine – natalizie, ma non solo –  e omologa tutta meridionale del torrone, sarebbe pronta.

IL SEMPLICE DIVENTA SUBLIME

Ma l’arte, si sa, si disvela proprio nel rendere il semplice sublime.

E qui la storia di questa specialità che da sempre inonda di profumi irresistibili le serate salentine, invernali o estive che siano – e il patrimonio di memoria di una popolazione intera, la gens salentina – si interseca con quella di un ceppo familiare capace di trasformare appunto l’artigianalità in arte.

L’ARTIGIANALITÀ DIVENTA ARTE CON STELLA

I cognomi, d’altronde, non sono a caso.

E la cupeta, dolce di inequivocabile origine araba (e per questo presente in tutto il Sud Italia con numerose varianti di straordinaria bontà), ha alla sua massima espressione gustativa una firma ch’è tutto un programma: Stella

STELLA DAL 1881

1881: Vincenzo Stella da Martano, piccolo paese a matrice grika (cioè greco-antica) a qualche chilometro dal capoluogo salentino, decidendo di fare il pasticcere e non il carpentiere, cambiò per sempre, pur inconsapevolmente, il corso della sua vita e di quella dei suoi discendenti. 

Pasticcere specializzato, però: in cupeta e mustaccioli – altra bontà dolce (anche) salentina, ma di origine romana, stavolta – da commercializzare durante le feste patronali che d’estate affollano il Salento.

IL LABORATORIO ARTIGIANALE A MARTANO

Il successo è immediato, e la cupeta preparata nel laboratorio artigianale di Martano diventa uno dei simboli del Salento e delle sue feste comandate e una ricetta che si tramanda di padre in figlio.

COSIMO STELLA

E quasi cent’anni dopo quella famosa svolta esistenziale,  nel 1978, Cosimo Stella, nipote illuminato di Vincenzo e fondatore dell’azienda “Stella dolciumi”, apporta la prima grande innovazione al business familiare.

Infatti, niente più baracche per vendere durante le feste patronali il torrone di mandorle e zucchero caramellato, ma il primo camion-negozio.

Tanto di vetrina e banco per la lavorazione a vista della cupeta, che diventa anche motivo di grande attrazione visiva e turistica: forse tra i primi cooking show d’Italia, in fondo.

E, ancora, dopo qualche anno arriva anche il  negozio tradizionale nel centro di Martano. Una vetrina istituzionale delle specialità Stella, fatte da sempre con le migliori mandorle baresi e materie prime di qualità assoluta.

IL 2016

Nel 2016 la scomparsa di Cosimo Stella, colui che aveva traghettato l’azienda nella modernità.

La mano passa alla figlia Valeria, cui poco tempo dopo si aggiunge Michela, la terzogenita.

E’ il momento in cui “Dolciumi Stella”, realtà imprenditoriale che ha visto sempre al timone gli uomini di famiglia – ma in cabina di regia, a ben vedere, le donne Stella – cambia mood e visione del mondo, arricchendo le strategie aziendali con una sensibilità tutta femminile.

IL 2020

Non a caso, nel 2020 –  in piena pandemia, con le feste patronali cancellate e le occasioni di introito più che diradate – la nuova leadership aziendale decide il gran passo.

E così nasce a Lecce un vero e proprio store Stella davanti all’Anfiteatro romano, uno dei luoghi più gettonati dalle migliaia di turisti che affluiscono ogni anno nel capoluogo salentino.

Qui protagonista è sì la cupeta, ma in buona compagnia di una serie di altre ghiottonerie: le mandorle tostate e aromatizzate alle erbe della macchia mediterranea, per esempio.

IL RINNOVAMENTO

Un rinnovato occhio all’estetica del marchio e del packaging.

A stretto giro di posta, inoltre, arrivano un secondo punto vendita a Otranto, altra località salentina di grande appeal turistico, e l’e-commerce, anch’esso praticato all’insegna di una sensibilità tutta rosa – di grande “visione della complessità”.

“Portiamo avanti la tradizione della nostra azienda con la stessa cura e attenzione dei nostri predecessori”, dicono Valeria e Michela all’unisono, “ma con uno sguardo attento al futuro”. E certamente con un pizzico di bellezza in più.

Cura del packaging, attenzione ai piccoli particolari, nuovi prodotti che si rifanno sempre alla tradizione anche nella versione salata, come le mandorle tostate e aromatizzate alle erbe della macchia mediterranea.

LA PANDEMIA

La seconda prova arriva con la pandemia, che per il settore di Stella si traduce in feste patronali cancellate e occasioni di introito ridotte al lumicino. Che fare? Chiudere baracca e burattini? O immaginare, piuttosto, una nuova via?

VALERIA E MICHELA

Valeria e Michela, non si danno per vinte e anzi rilanciano, con l’apertura prima di un temporary store nel centro storico di Lecce e poi di un vero e proprio store Stella davanti all’Anfiteatro romano, gemellato con un altro punto vendita a Otranto, seguiti dall’e-commerce. 

Luoghi che ripropongono il clima allegro delle feste, con i carretti e le luminarie, dove approvvigionarsi tutto l’anno di cupeta e altre bontà.

Luoghi che narrano di un territorio che sa valorizzare le proprie tipicità e che le racconta ai turisti anche attraverso le preparazioni dal vivo e le degustazioni.

“Portiamo avanti la tradizione della nostra azienda con la stessa cura e attenzione dei nostri predecessori”, dicono Valeria e Michela, “mantenendo le radici ma con uno sguardo attento al futuro”.