I Constance Hotels alle Seychelles

Seychelles

Il paradiso esiste, non è neppure troppo lontano e si chiama Seychelles.
Raggiungibili da Milano o da Roma con voli Qatar Airways, con scalo a Doha e successiva coincidenza per Mahé, queste isole rappresentano una delle mete più affascinanti dell’Oceano Indiano.

Le Seychelles contano più di cento isolette e atolli, tutti contraddistinti da un verde lussureggiante che domina l’orizzonte, tra fitte giungle di mangrovie e palme. Gran parte della vegetazione è protetta dall’UNESCO: acquistare un terreno per costruire significa confrontarsi con le autorità locali per stabilire quali piante possano essere abbattute e quali no.

Come in gran parte dell’Oceano Indiano, a dominare la scena luxury dei resort troviamo la catena Constance Hotels, leader nel settore dell’ospitalità anche alle Maldive, a Mauritius e in Madagascar. La vera punta di diamante del gruppo è senza dubbio la ristorazione: le wine cellar presenti in ogni proprietà attirano una clientela esigente, fidelizzandola nella scelta delle vacanze.

Sull’isola di Mahé abbiamo soggiornato al Constance Ephelia, il più grande cinque stelle di tutte le Seychelles. Per orientarsi tra le sue vaste dimensioni servono almeno un paio di giorni. Gli spostamenti all’interno del resort possono avvenire in bicicletta o tramite le navette che circolano continuamente.

Il resort si sviluppa tra il lato nord e quello sud dell’isola e vanta ben cinque spiagge, dove l’oceano assume tonalità che dal turchese virano allo smeraldo, riflettendo i colori della vegetazione circostante.

La sostenibilità è un valore centrale per tutti i resort Constance: l’obiettivo è raggiungere il totale “plastic free”. Emblematico il sistema di desalinizzazione dell’acqua oceanica, grazie al quale viene prodotta tutta l’acqua imbottigliata utilizzata nella struttura.

La palestra ultramoderna è dotata di attrezzature Technogym di ultima generazione e include lezioni di yoga. Un altro momento di assoluto relax è rappresentato dalla SPA, che si estende su 5.000 metri quadrati e utilizza sia prodotti propri sia quelli firmati Sisley. Il menù dei trattamenti è ricco e la zona relax è davvero unica.

A guidare l’intera proposta gastronomica è lo chef italiano Giovanni Ottone, che da anni segue con passione tutti i ristoranti del resort. Dal buffet mediterraneo del pranzo, con proposte sempre diverse, al ristorante creolo Seselwa, dove la cucina locale si esprime in un mix di frutti tropicali e pesce: imperdibili l’insalata di mango e quella di cuore di palma.

Per gli amanti della cucina asiatica, Adam & Eve è la scelta ideale: uno chef di origini cinesi propone una cucina fusion in cui la tradizione thai è protagonista, con un trionfo di red e green curry al latte di cocco.
Per una serata speciale, il fine dining firmato Giovanni Ottone,forte delle sue esperienze con chef stellati francesi regala una vera esperienza di degustazione.

Non mancano le escursioni in barca per ammirare la meravigliosa barriera corallina. Attenzione però: niente lettini sulla battigia. Le spiagge delle Seychelles sono tutte pubbliche e accessibili anche alla popolazione locale, che potrebbe richiamare chi se ne appropria indebitamente.

Spostiamoci ora sull’isola di Praslin, la più celebre dell’arcipelago, dove sorge il Constance Lemuria, parte dei Leading Hotels of the World e recentemente insignito di due Chiavi Michelin. Questo resort, più raccolto e intimo, incarna perfettamente l’idea di vacanza in un luogo incontaminato.

Una figura davvero particolare è quella del turtle manager: qui vivono Donatello, Leo e molte altre tartarughe ultracinquantenni, abituate al contatto umano. Incontrarle è un’esperienza rara e indimenticabile.

Le sistemazioni comprendono casette su due livelli con junior suite, tutte vista mare, arredate in stile tropicale, oltre a ville con una o due camere. Il resort vanta anche un campo da golf a 18 buche, il più grande delle Seychelles, che sono lo Stato più piccolo dell’Africa.

Il ristorante Nest offre una vista mozzafiato sulla spiaggia privata del resort, dove il tempo sembra rallentare, soprattutto a tavola. A guidare la proposta culinaria è il Director of Culinary catalano Jordi Vila. Per comprendere appieno la sua visione gastronomica, è d’obbligo provare il fine dining del ristorante Diva: elegante e di design, propone il meglio della cucina internazionale, accompagnata dai wine pairing del sommelier italiano Alessandro Sgariglia.

Per un’atmosfera più informale, direttamente sulla spiaggia, Takamaka è l’opzione perfetta: carpacci di pesce freschissimo e cocktail tropicali a base di rum locali e internazionali.

Sempre a Praslin, nascosta tra una vegetazione lussureggiante e raggiungibile solo a piedi o via mare, Anse Georgette è spesso citata come una delle spiagge più suggestive dell’arcipelago. Sabbia bianchissima, acque color smeraldo e imponenti massi di granito creano un paesaggio primordiale, quasi intatto.

Lemuria, alle Seychelles, non è soltanto un continente perduto: è un invito a guardare oltre la superficie, ad ascoltare la memoria della Terra e a riconoscere che, talvolta, i miti raccontano verità che la scienza non può misurare.