Castle Elvira, luxury boutique hotel a due passi da Lecce

Castle Elvira

Dalla rovina al mito: una storia di rinascita e visione a Castle Elvira, boutique hotel di lusso nel Nord Salento dove design, arte e ospitalità ridisegnano un luogo dell’anima.

“Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano.”
Canticchiavo questa canzone mentre arrivavo a Castle Elvira, qualche sera fa.
Non so perché, ma a volte mi capitano cose che sembrano segnali, come se l’universo si divertisse a mandarmi messaggi.
E infatti, a fine serata, quando sono risalita in macchina e ho acceso il motore, la radio ha rimandato in onda la stessa canzone di Venditti. È stato lì che ho capito: era esattamente la colonna sonora che ci voleva per raccontare Castle Elvira. Perché, a suo modo, parla di amori che si perdono e poi si ritrovano. E dunque, perché no, di luoghi che restano in silenzio per anni, prima di tornare. In attesa della persona giusta che li sappia vedere. E amare all’istante.

Londra – Puglia – Napoli: il filo invisibile

La storia di Castle Elvira, oggi luxury boutique hotel immerso in un parco che è molto più di un polmone verde per i paesi del nord Salento, in Puglia, comincia alla fine dell’Ottocento. E comincia a Napoli, con il genio assoluto del teatro di tutti i tempi: Eduardo Scarpetta. Fu lui a costruire sul Vomero la celebre Villa Santarella, una dimora in stile liberty napoletano, merlata come un castello. Qualche anno più tardi, un ufficiale napoletano innamorato di una nobildonna salentina volle portare quel sogno architettonico fin quaggiù, nelle campagna di Trepuzzi, cittadina a pochi chilometri da Lecce. Nacque così la “Casina Bice”, poi per tutti il “Castello di Sant’Elia”: un luogo nato per custodire l’estate e la felicità, che invece si trasformò subito in un mausoleo dell’assenza. La giovane figlia Elvira morì tragicamente e i genitori, travolti dal dolore, la lasciarono intatta, sprangata, come se il tempo potesse in qualche modo fermarsi. Per oltre un secolo quel castello è rimasto lì, divorato dall’incuria e dal vandalismo: rifugio per amori clandestini e rave proibiti, scenario di riti e fuochi segreti, di scritte sui muri, di porte divelte e calcinacci.

Poi, un giorno, due londinesi in viaggio in Puglia si fermano ai piedi della collina di Sant’Elia.
Steven Riseley, già ristoratore di successo a Londra, e Harvey B‑Brown, artista e regista pluripremiato, lo vedono e capiscono che non serve più andare oltre. Harvey B‑Brown, londinese, ha alle spalle una carriera straordinaria: ha firmato campagne di moda e videoclip per icone come George Michael, Elton John, Shirley Bassey, Bryan Ferry, Moschino, Naomi Campbell e Kate Moss; ha curato scenografie e allestimenti per Harvey Nichols e Liberty a Londra, e la sua estetica visionaria ha fatto il giro del mondo.
Quel luogo, ferito e abbandonato, stava aspettando proprio loro.

Il restauro di Castle Elvira come un atto d’amore.


Quattro anni di lavoro maniacale con i migliori artigiani locali, che ha riportato alla luce ogni dettaglio. Sono tornati a vivere i soffitti affrescati e le cementine, le tipiche mattonelle salentine dai motivi geometrici, che sono state smontate per installare il riscaldamento a pavimento e poi ricollocate una a una, restaurate come tessere di un mosaico prezioso.

Oggi quel guscio svuotato è diventato un tempio di eleganza e di gusto, dove l’approccio visionario ed eccentrico di Harvey B‑Brown si traduce in un equilibrio raro: design eclettico e colori audaci convivono con la sobrietà delle linee, in un dialogo continuo tra passato e futuro. E dalle finestre – alte, luminose – si ha sempre la sensazione di un confine sottile: dentro, il trionfo dei dettagli e della misura; fuori, il parco selvaggio che respira. Tanto i colori e i contrasti all’interno, quanto le infinite sfumature di verde che si inseguono all’esterno: un gioco di rimandi che trasforma ogni stanza in una piccola scena teatrale sospesa tra due mondi.

Un boutique hotel che è anche una galleria d’arte

Oggi Castle Elvira è un luxury boutique hotel riconosciuto a livello internazionale, tra i “101 migliori hotel al mondo” per Tatler Travel e nella top five di Vogue per la Puglia. Ma chiamarlo solo hotel è riduttivo: è una galleria d’arte, una wunderkammer elegantissima, dove ogni stanza è pensata come un mondo a sé, un rifugio creativo che dichiara amore per la bellezza.

Harvey B‑Brown ha portato qui il suo universo: insieme al fotografo e artista David Scheinmann firma la serie “Adored and Adorned”, meta‑ritratti che decorano le pareti delle suite e dei saloni come una costellazione di storie. Ogni volto, impreziosito da materiali, vernici e collage, è un ritratto dell’anima. E tra queste opere, sorprendono i grandi ritratti di cani: monumentali, ironici e teneri insieme, capaci di strappare un sorriso e di trasformarsi in icone contemporanee.
Accanto, oggetti di design del Novecento, pezzi unici, arredi eclettici: nulla è mai scontato. Ogni stanza è diversa e ogni spazio è un incontro.

L’amore e la meraviglia

Ed è forse qui che si capisce davvero cosa muove Castle Elvira.
Perché dietro le torri, i saloni e l’arte, quello che si sente è soprattutto amore.
L’amore di un padre che, alla fine dell’Ottocento, ha provato a costruire la felicità dando forma ai sogni. E che, in qualche modo, sembra trovare oggi il suo riscatto, come se quei sogni avessero aspettato un secolo per tornare a vivere.
L’amore per l’Arte, che qui non si è limitato a trasformare gli spazi ma li ha riletti, dando loro un nuovo senso: camere e saloni sono diventati un atlante di volti e visioni.
E poi l’amore di Steven&Harvey per la Puglia: non hanno visto solo un paesaggio, ma un ritmo diverso, una terra che custodisce gesti antichi, relazioni vere, un’identità forte. L’hanno scelta come si sceglie una persona, per affinità segrete.
Questo castello è la loro dichiarazione: l’amore romantico, l’amore per la bellezza, l’amore per un luogo che li ha accolti.

Un avamposto di eleganza nel Nord Salento

La tenuta di quindici ettari è un mosaico verde di agrumi, pini domestici, macchia mediterranea, cactus e agavi giganti. Si affaccia sul Percorso della Salute che collega Trepuzzi a Squinzano: ogni giorno, lungo la strada che costeggia il castello, frotte di persone corrono e camminano, e in questo brulicare di vita si confondono, senza clamore, le celebrity che arrivano qui. È un turismo di fascia alta, interamente internazionale, che sceglie questo luogo per la sua riservatezza. Ma non solo.

Una volta varcata la soglia il tempo rallenta. Fanno eccezione le serate-evento organizzate al castello, ormai entrate nella leggenda: non semplici feste, ma veri e propri gironi danteschi in chiave contemporanea, vortici di eleganza sfacciata e creatività senza freni, dove per una notte il luogo si trasforma in un carnevale visionario e raffinato, unico nel suo genere. Basta fare un giro su Instagram per averne un assaggio: https://www.instagram.com/castle_elvira/

Ma a dettare il ritmo della quotidianità è il tempo lento, il silenzio, il relax. Le suite sono distribuite tra il castello, la torre medievale e la masseria storica. Tre piscine, vasche idromassaggio in pietra, terrazze panoramiche e un rooftop bar che è un balcone sui tramonti salentini: l’eleganza è scenografica, consapevole, ma sempre guidata dal gusto, ogni dettaglio parla di bellezza e armonia.

Giovani talenti, cucina e convivialità

Una cosa che colpisce è la giovanissima età del personale, al tempo stesso molto preparato: il direttore, Giorgio De Donno, ha 29 anni e guida una squadra di professionisti under 30. Il barman firma cocktail che sono piccole opere d’arte liquide, perfetti al tramonto sul rooftop . Il ristorante, ricavato nella vecchia masseria della tenuta, propone una piccola carta pensata per intrecciare la cucina di territorio con il gusto di un pubblico internazionale: ingredienti locali, leggerezza e precisione nei sapori. La sala è aperta anche agli ospiti esterni, ma con un numero molto limitato di coperti, per non togliere agli ospiti del castello quella sensazione di pace che per la proprietà è sacra. Una volta a settimana, il forno a legna si accende per una serata informale: pizza fatta a regola d’arte e bollicine.
Attualmente si serve Prosecco, ma l’auspicio è che in futuro si scelga di affiancare anche qualche bollicina pugliese, oggi di grande profilo e qualità, per raccontare fino in fondo il territorio.
E per i mesi più silenziosi, Castle Elvira sta preparando un calendario di piccoli eventi “intimi”, pensati per continuare a vivere il castello anche d’inverno.


Ospitalità vissuta e servizi

I due proprietari non sono figure defilate: vivono qui, si muovono tra le stanze, accolgono gli ospiti come amici di vecchia data, si siedono con loro a tavola o a bere un drink al tramonto. È questo approccio diretto e caloroso che rende Castle Elvira qualcosa di più di un hotel: un luogo abitato, dove ogni incontro diventa parte della storia del posto.

Castle Elvira è anche una porta d’accesso al Salento: Lecce è a pochi minuti, così come le spiagge dello Ionio, le scogliere dell’Adriatico e i borghi storici. All’interno, invece, il tempo può essere speso senza uscire mai: yoga, massaggi, degustazioni, lezioni di cucina, serate musicali e corsi di disegno dal vero trasformano il soggiorno in un’esperienza completa.

E proprio qui, nello studio d’arte di Harvey B-Brown, nascono i ritratti della serie Adored and Adorned: un laboratorio in cui molti ospiti scelgono di fermarsi per qualche giorno e, non di rado, tornano a casa portando con sé un’opera che nasce dall’incontro, unica come il tempo trascorso qui.

E forse è proprio questo il senso ultimo di Castle Elvira: un luogo che per decenni si è nascosto e che ora si lascia ammirare.
Un luogo dove l’arte non è un ornamento, ma un modo di abitare il mondo, di cucire le relazioni, di vivere il presente.
Un luogo, un castello, che, come certi amori, ha fatto un giro immenso e poi è ritornato.


Le foto sono tratte dal sito e dai profili social ufficiali: https://castleelvira.com/