Numa Milano Montenero, il design di una casa temporanea

Numa Milano Montenero

Nel quartiere di Porta Romana, 55 appartamenti con logge private, giardino, coworking e area fitness raccontano un nuovo modo di soggiornare a Milano: digitale nei servizi, domestico negli spazi.

Se proprio volessimo ricorrere a una citazione per raccontare Numa Milano Montenero, non potrebbe che essere “Abitare è essere ovunque a casa propria”, lo slogan con cui Ugo La Pietra – artista, architetto e designer, tra le figure più originali della ricerca italiana sull’abitare e sullo spazio urbano – ha sintetizzato il cuore del proprio lavoro.
Applicata all’ospitalità, la frase contiene un piccolo paradosso: una camera si usa, una casa si abita. Numa Milano Montenero si colloca proprio nello spazio che separa i due verbi, cercando di restituire al soggiorno temporaneo qualcosa della libertà, della familiarità e dell’autonomia proprie della dimensione domestica.

Non si tratta soltanto di eliminare chiavi, attese alla reception e formalità alberghiere. La tecnologia semplifica l’arrivo e la partenza, ma è il progetto degli ambienti a definire l’esperienza: appartamenti nei quali dormire, lavorare, preparare qualcosa da mangiare o concedersi una pausa, organizzando il proprio tempo senza sottostare ai rituali dell’hotel tradizionale.

Situato in via Presolana 6, tra la Rotonda della Besana e Porta Romana, Numa Milano Montenero occupa un edificio recentemente ristrutturato. L’architettura adotta un linguaggio lineare, con volumi netti, superfici chiare e rivestimenti dalle tonalità calde. Le logge, arretrate rispetto alla facciata, disegnano il prospetto e introducono una relazione più diretta fra appartamenti ed esterno. Il verde che circonda la struttura e il giardino privato interno attenuano il carattere urbano dell’insieme senza nasconderlo.

La metropolitana si raggiunge in circa otto minuti a piedi e la posizione consente di entrare facilmente nel ritmo della città, mantenendo però quella dimensione più quotidiana che distingue Porta Romana.

Un minimalismo caldo

Negli appartamenti il minimalismo perde ogni possibile freddezza. La palette si muove tra bianco, sabbia, tortora e grigio caldo, ravvivata dalle tonalità del cuoio e dalle finiture lignee; sottili profili neri disegnano lampade, tavoli, maniglie e rubinetterie. Le linee sono essenziali, ma ammorbidite da tessuti, sedute avvolgenti e forme arrotondate.

La cucina integrata entra nell’ambiente con discrezione, senza sottrarre spazio alla zona notte e al soggiorno. Il tavolo può accompagnare la colazione come una giornata di lavoro, mentre il divano aggiunge all’ambiente la comodità di un piccolo soggiorno. Le grandi vetrate e le tende leggere lasciano alla luce naturale il compito di ampliare gli interni, che si prolungano in uno spazio esterno da vivere, affacciato sulla Milano domestica di Porta Romana, fra alberi, tetti e case.

Anche il bagno riprende lo stesso vocabolario visivo: superfici materiche nei toni caldi della pietra, un lavabo geometrico, una struttura nera e leggera e lo specchio retroilluminato che diventa quasi un segno grafico. Il no frills evocato dal marchio, dunque, non coincide con una rinuncia estetica. Significa eliminare il superfluo, non il comfort; lasciare che gli oggetti siano pochi, riconoscibili e funzionali, senza ridurre gli ambienti a una sequenza impersonale di dotazioni.

Numa Milano Montenero comprende 55 appartamenti, ciascuno provvisto di un ampio spazio esterno coperto, e dispone di 35 posti auto. Il piano terra ospita gli spazi comuni: il coworking, l’area fitness e un salotto affacciato sul giardino interno. Anche qui il tradizionale cerimoniale della hall lascia posto a un ambiente più informale, nel quale fermarsi, lavorare o attendere senza la sensazione di trovarsi in un luogo di passaggio.

La tecnologia che restituisce tempo

Alla componente residenziale corrisponde un modello di gestione interamente digitale. Check-in, accesso alla struttura e check-out sono pensati per ridurre passaggi e attese, mentre la tecnologia proprietaria di Numa automatizza buona parte dei processi operativi.

“Con Numa Montenero non abbiamo solo aggiunto un indirizzo strategico al nostro portfolio, – spiega Umberto Ottaviani, General Manager di Numa Italia – ma stiamo dimostrando la vera forza del nostro modello operativo. Grazie alla nostra tecnologia proprietaria, siamo riusciti ad assumere la gestione dell’asset e a aprire la struttura al pubblico in meno di due settimane, un traguardo di efficienza impensabile per l’hôtellerie tradizionale. Il mercato dell’ospitalità è cambiato profondamente: il viaggiatore di oggi è sempre più nativo digitale che non cerca servizi superflui o i classici formalismi alberghieri. Cerca un’esperienza fluida dal check-in al check-out, flessibilità totale e un prodotto di altissima qualità ma rigorosamente ‘no frills’. Numa risponde esattamente a questa esigenza, restituendo all’ospite il pieno controllo del proprio tempo.”

Montenero si aggiunge agli indirizzi Numa già presenti a Milano — Camperio, Sempione e Loreto — mentre il piano di espansione annunciato dal gruppo prevede altre quattro strutture nel capoluogo lombardo. Il progetto è stato sviluppato da Numa, con Dils nel ruolo di advisor per la selezione dell’operatore. Un’operazione che riflette l’interesse crescente per formule capaci di collocarsi fra residenza e ricettività, adattando edifici contemporanei a soggiorni brevi, viaggi di lavoro e permanenze più lunghe.

“L’operazione conferma il crescente interesse del mercato verso modelli hospitality innovativi e altamente flessibili, capaci di valorizzare asset residenziali contemporanei, in contesti urbani strategici. Siamo felici di aver supportato il processo di selezione dell’operatore, contribuendo all’ingresso di NUMA in questa location.” Matteo Grassi, Head of Living Capital Markets – Dils

Con sede a Berlino, Numa Group gestisce quasi novemila unità nelle principali città europee, da Londra a Parigi, da Roma e Milano a Madrid, Barcellona, Oslo, Praga e Vienna. La sua crescita accompagna un cambiamento più ampio: l’hotel non è più necessariamente definito da una hall, da una chiave consegnata al banco o da una successione di servizi standardizzati.

A Milano, città nella quale il design è cultura del progetto prima ancora che esercizio di stile, Numa Montenero traduce questa evoluzione in spazi essenziali, luminosi e pensati per essere usati con naturalezza. Una casa temporanea non deve imitare una casa vissuta, le basta consentire a chi arriva di riconoscersi, per qualche giorno, nel modo in cui la abita.

Numa