Boutique hotel, ristorante e rooftop nel centro storico di Gallipoli: tra architettura seicentesca, design contemporaneo e cucina di mare, un progetto che unisce accoglienza e lifestyle mediterraneo.
Nel centro storico della “Città Bella”, tra vicoli stretti e palazzi antichi, prende forma un progetto che va oltre il concetto tradizionale di hotel per farsi sistema. Un microcosmo dell’accoglienza che si inserisce nel tessuto urbano e ne riflette l’identità più profonda.
Siamo a Gallipoli, in Puglia, città di mare e di attraversamenti, dove l’idea di viaggio si intreccia da sempre con quella dell’ospitalità. Tra le stradine della parte vecchia, all’interno di un edificio del XVII secolo, Palazzo Presta si presenta come un boutique hotel attorno al quale si sviluppa un’idea di accoglienza che si articola in un insieme coerente di luoghi. Qui converge una comunità internazionale di viaggiatori che riconosce nel progetto un equilibrio tra autenticità, design e Mediterraneo. Accanto a Palazzo Presta hanno preso forma Palazzo Flora, Palazzo Colombo e il ristorante Lazzaro & Caterina.


Il progetto nasce dalla visione di Antonio Tundo ed Eugenia Inguscio, che dal 2016 lavorano su un principio chiaro: intervenire sull’esistente senza snaturarlo, restituendo nuova vita agli edifici storici attraverso un linguaggio contemporaneo. La loro idea di ospitalità si è formata nel tempo, attraversando esperienze in diversi paesi, tra boutique hotel, guesthouse e ristoranti indipendenti, fino a trovare una sintesi personale nel contesto mediterraneo.
Camere e spazi: il racconto del viaggio
Le camere di Palazzo Presta, quindici tra stanze e suite, costruiscono un racconto che guarda lontano: Oriente, Atlantico, rotte immaginarie che dialogano con il Mediterraneo. È una “Globetrotter’s House”, dove la stratificazione di dettagli restituisce l’idea di una casa abitata, attraversata da storie e viaggi.
E poi ci sono gli spazi comuni: una nicchia che diventa installazione luminosa, pareti che raccolgono ritratti e memorie visive, oggetti che sembrano arrivare da viaggi diversi e trovano qui una composizione coerente. Nulla è lasciato al caso, ma nulla appare rigido, l’effetto è quello di un interno vissuto.


Lazzaro & Caterina, la cucina di Stifani
In questo sistema si inserisce Lazzaro & Caterina, il ristorante guidato dallo chef Vincenzo Stifani. Il progetto nasce da un legame personale: quello tra lo chef e Antonio Tundo, un’amicizia di lunga data che si traduce in una collaborazione fondata su fiducia e condivisione di visione. La cucina di Stifani si muove lungo una linea chiara: il mare come riferimento principale, la stagionalità come base, e un’apertura dichiarata verso suggestioni internazionali e sfumature orientali, che emergono nelle marinature, negli infusi e in alcuni accostamenti aromatici.



L’approccio è orientato alla contaminazione. In alcuni piatti questo si traduce in esiti puliti, quasi essenziali – come nella tartare di branzino, spunzale, champonzu, lime o nel crudo di seppia, melograno, latte di mandorla amara – dove la materia è trattata con precisione, restando su una linea gustativa delicata.
In altri passaggi, invece, la cucina trova una maggiore incisività, come nel polpo tonnato, dove la componente sapida del cappero e del tonno costruisce un equilibrio deciso e divertente; o nelle mezze maniche affumicate, burro alle alici, spuma di anemoni, kaffir lime fermentato, olio alle erbe, dove il registro aromatico si concentra soprattutto sulla nota affumicata..
Grande protagonista della carta è, naturalmente, il gambero viola di Gallipoli, declinato in più preparazioni. Chiude con carattere la parte dolce: la pavlova ai frutti di bosco, eseguita con precisione e “poesia”, restituisce un finale decisamente appagante.



Il rooftop
A chiudere il cerchio c’è Terrazza Presta, il rooftop affacciato sui tetti del centro storico. Qui il progetto cambia registro: dalla misura degli interni si passa a un’atmosfera più aperta, dinamica, costruita intorno al bar. I cocktail di Mirko Quarta sono un elemento immediato e compiuto dell’esperienza: precisi, creativi, perfettamente inseriti in un contesto che vive soprattutto al tramonto, quando la luce si abbassa e Gallipoli torna a essere quello che è sempre stata — una città sospesa tra terra e mare.
Quello di Palazzo Presta è un progetto che, nel tempo, ha trovato una propria coerenza, costruendo un dialogo continuo tra ospitalità e città e trasformando una sequenza di edifici storici in un racconto elegante.
Un microcosmo, che si muove tra visione e radici.
