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L’estate è esplosa di colpo così come la voglia di dissetarsi ed il bisogno di mangiare prodotti sani e soprattutto ricchi di acqua; tra i tanti prodotti freschi di questo periodo consigliamo in particolar modo il consumo di peperoni, siano essi rossi, gialli o verdi.

La pianta del peperone è scientificamente conosciuta come Capsicum annum, appartiene alla famiglia delle “Solanaceae”, è originaria dell’America meridionale, precisamente del Perù,  ed ha un carattere annuale nei paesi con clima mediterraneo, mentre è perenne nei paesi con clima caldo. Il suo nome deriva dal latino capsa che significascatola, alludendo alla caratteristica forma del frutto, e dal greco “kapta”, ovvero “mordere rapidamente”, alludendo alla capacità del peperone di stimolare l’appetito. E’ una pianta che produce moltissime varietà di frutti con caratteristiche, proprietà e colori diversi tra loro; tutte le diverse specie possono essere coltivate nel nostro paese e, a seconda della zona, i frutti si possono raccogliere a partire dall’estate fino all’autunno. I peperoni si distinguono per la dimensione ( grandi o piccoli), per la forma (allungati, tronchi e quadrangolari), per il  loro gusto (dolci o piccanti: i peperoni dolci sono più diffusi e coltivati come ortaggi per i numerosi piatti di cui costituiscono l’ingrediente principale, mentre dai peperoni piccanti derivano alcuni condimenti come la paprika ed il chili).

Quanto al loro contenuto, sono composti da acqua per ben il 92% e per la restante parte da zuccheri, fibre, proteine e grassi; i loro componenti minerali sono invece potassio in maggiore percentuale, poi fosforo, sodio, calcio, magnesio ed in minor quantità manganese, zinco, rame, e ferro; le vitamine presenti sono la A, la B, la C in grandi quantità, la E, la J e la K; tra gli amminoacidi si distinguono acido aspartico e glutammico, arginina, alanina, valina, leucina, lisina, fenilalanina e triptofano. Grazie a questo ricco contenuto nutrizionale, l’assunzione dei peperoni è indicata per contrastare l’attività dei radicali liberi e per le diete dimagranti, in quanto aumentano la sensazione di sazietà grazie, nello specifico, alle loro fibre; il potassio ed il carotene conferiscono invece ai peperoni proprietà diuretiche, mentre una particolare sostanza chiamata luteolina, presente anche nel sedano e nei finocchi, contribuisce a rallentare l’invecchiamento delle cellule cerebrali con conseguente miglioramento della memoria.

L’Italia è sempre stato ed è tuttora uno dei maggiori produttori al mondo di peperoni e le principali regioni in cui si coltiva sono la Puglia, la Basilicata, la Sicilia ed il Piemonte, le cui coltivazioni offrono diverse varietà di questo gustoso ortaggio: il peperone di Pontecorvo, dal sapore dolce e  polpa tenera, molto digeribile; quello di Senise, dolce, di colore rosso e dalla forma allungata così come quello detto Corno di bue; quello di Capriglio a forma di cuore e dal colore rosso o giallo; quello di Cuneo, dalla tipica forma quadrangolare; quello infine di Nocera, dalla forma allungata e di colore verde. Una particolare menzione merita poi la varietà di peperoni Carmagnola, dal colore rosso vivace o giallo intenso, alla quale è stato assegnato il marchio di Indicazione Geografica Protetta (IGP) grazie soprattutto all’impegno del Consorzio di tutela e valorizzazione del Peperone di Carmagnola che ha permesso di far conoscere ed apprezzare questo prodotto in tutto il Piemonte per le sue caratteristiche di genuinità e qualità. Questo peperone si presta sia a delle preparazioni gastronomiche molto semplici che ai migliori sapori della tradizione piemontese, distinguendosi per le sue quattro tipologie: il Quadrato, il Corno di bue, la Trottola e il Tumaticot, ossia il peperone schiacciato ai suoi poli. Lo consigliamo decisamente crudo in pinzimonio oppure appassito nel forno, oltre alle ricette tradizionali che lo propongono in bagna caoda, ripieno di carne macinata, erbe aromatiche e uova, come contorno di arrosti e bolliti sotto forma di peperonata oppure in agrodolce, o infine conservato sott’olio o sott’aceto; si tratta senza dubbio di un peperone che non pone limiti alla creatività degli chef e alla fantasia dei buongustai:   è diventato infatti un presidio Slow Food.

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