Con due mosse che parlano la lingua della visione di lungo periodo, Varvaglione 1921 apre un nuovo capitolo della propria storia centenaria: da un lato la nascita del Metodo Classico “CÀ”, dall’altro l’acquisizione della storica Casino Nitti. Due eventi distinti, ma profondamente intrecciati da un’unica idea guida: la famiglia come infrastruttura viva dell’impresa.
“CÀ”: un Metodo Classico che è una dichiarazione generazionale
Il nuovo spumante Metodo Classico “CÀ” non è soltanto una prima assoluta per l’azienda, ma una dichiarazione di identità. Il nome nasce da Carlotta, figlia di Marzia Varvaglione, quinta generazione della famiglia e simbolo del futuro dell’impresa.
In una cantina dove ogni vino è già dedicato a un membro della famiglia, “CÀ” rappresenta un passaggio ulteriore: non più soltanto memoria e appartenenza, ma promessa. È il vino dell’attesa, della precisione, della maturazione lenta—la stessa che caratterizza il ricambio generazionale già in atto, con Marzia alla guida del business development, Angelo focalizzato su agronomia e sostenibilità e Francesca impegnata nel percorso enologico accanto al padre Cosimo.

Il territorio come origine: Masseria Pizzariello e il “Campo Freddo”
Le uve Fiano provengono dal cru di Masseria Pizzariello, nel territorio di Leporano (TA), in una zona nota come “Campo Freddo” per le sue temperature più basse rispetto all’area circostante. Qui, l’escursione termica giorno-notte diventa un alleato naturale della qualità, preservando acidità e finezza aromatica.
La vendemmia avviene all’alba, in cassette da 15 kg, seguita da una refrigerazione controllata di circa 18 ore. La pressatura è soffice, esclusivamente a grappolo intero, per ottenere solo il mosto fiore e preservare l’eleganza del frutto. La fermentazione a 18°C e l’affinamento sulle fecce fini per otto mesi con bâtonnage frequenti costruiscono la struttura del vino prima della seconda fermentazione in bottiglia. Seguono circa 20 mesi sui lieviti: tempo lungo, necessario, coerente.


Casino Nitti: un ponte tra Puglia e Campania
L’acquisizione di Casino Nitti introduce una nuova geografia produttiva e culturale. La tenuta, antica struttura del 1550 immersa in oltre 70 ettari sul Mar Ionio, diventa un hub strategico che unisce idealmente due regioni simbolo del vino del Sud: Puglia e Campania.
Nel nuovo perimetro aziendale convivono vitigni che raccontano due anime complementari: Primitivo, Negroamaro e Susumaniello da un lato; Greco di Tufo, Aglianico e Fiano di Avellino dall’altro. Non un semplice ampliamento, ma una narrazione territoriale integrata.
Il “Vigneto della Biodiversità”: laboratorio del futuro
All’interno di Casino Nitti prende forma uno dei progetti più ambiziosi: il “Vigneto della Biodiversità”, un campo sperimentale con oltre 500 varietà tra vitigni minori, mediterranei e caucasici.
Il progetto, sviluppato con università e centri di ricerca, ha una doppia ambizione: studiare la resilienza varietale ai cambiamenti climatici e sperimentare nuovi portainnesti in chiave sostenibile. La gestione del suolo integra microalghe, microrganismi e pratiche biologiche avanzate, trasformando la sostenibilità in un sistema operativo quotidiano.

Agricoltura di precisione: il vigneto diventa data-driven
La filosofia produttiva di Varvaglione si fonda su una viticoltura scientifica. Sensori in campo monitorano costantemente umidità, temperatura, vento e bagnatura fogliare, mentre algoritmi predittivi anticipano lo sviluppo delle principali malattie della vite, riducendo trattamenti e impatto ambientale.
I droni multispettrali consentono una lettura pianta per pianta dello stato nutrizionale, permettendo interventi mirati di fertirrigazione. Parallelamente, le cover crops migliorano struttura del suolo, biodiversità microbiologica e capacità di ritenzione idrica.
Economia circolare e rigenerazione del suolo
La gestione dei sottoprodotti di vendemmia—vinacce e raspi—viene reinserita nel ciclo produttivo attraverso ammendanti organici autoprodotti. Un modello di economia circolare che rafforza la fertilità biologica dei terreni e chiude il cerchio tra produzione e rigenerazione.
Un nuovo posizionamento per il Sud del vino
Con “CÀ” e Casino Nitti, Varvaglione 1921 non si limita a espandere il proprio portafoglio: ridefinisce il concetto stesso di cantina contemporanea nel Sud Italia.
Un’impresa che non corre, ma costruisce. Che non rincorre il tempo, ma lo trasforma in materia prima. E che sceglie di crescere come cresce un vigneto ben curato: con precisione, memoria e una visione che guarda sempre oltre la vendemmia successiva.
