Tacco Rosa, la passione di Dario Stefàno

Tacco Rosa
Tacco Rosa

Tacco Rosa, il vino rosato di Dario Stefano nasce da una passione che affonda le radici nel mondo degli affetti e dell’infanzia, quando il nonno materno lo portava a vendemmiare con lui, coinvolgendolo nella faticosa ma affascinante esperienza produttiva. Una passione che poi è riesplosa nell’impegno politico già da quando, da poco eletto in regione ma non ancora assessore regionale, i produttori vollero condividere con lui la preoccupazione per una possibile decisione che l’Unione Europea avrebbe preso di lì a poco, autorizzando la produzione di vini rosati semplicemente miscelando bianchi e rossi. Ne nacque una battaglia straordinaria per sventare il pericolo di cancellare un pezzo di storia produttiva e culturale della Puglia, una battaglia vinta.

Dario Stefano si definisce un “non produttore”, anche per il grande rispetto che nutre verso chi lo è veramente, contribuendo a fare grande il nome della Puglia nel mondo intero. Ha voluto assecondare le sollecitazioni di tanti produttori pugliesi che lo volevano “in campo” in questa veste, per proseguire un impegno condiviso.

Ha prima comprato un piccolo vigneto, nell’areale della DOC salentina del Negroamaro, a cavallo tra le provincie di Brindisi e Lecce, per poi cimentarsi con una piccola produzione di Tacco Rosa: un rosato, che rappresenta la storia agricola della sua terra. Ed anche da assessore regionale, ha voluto da subito legare il suo impegno oltre che alla doverosa valorizzazione dei vitigni autoctoni, allora ancora troppo timida, anche a questa tipologia enoica. Dobbiamo proprio a lui l’ideazione e realizzazione del primo Concorso nazionale dei Rosati d’Italia, che è riuscito a riaccendere motivazione dei produttori, non solo pugliesi, e interesse da parte della stampa nazionale e non.

L’areale di produzione del Tacco Rosa si sviluppa disegnato dai tipici alberelli pugliesi, antica tecnica di allevamento. Le vigne ad alberello implicano un costo di gestione decisamente superiore rispetto ad altre forme di allevamento, sia per la necessità di essere lavorate manualmente sia per la bassa resa delle piante. Siamo in Salento, nel cuore della terra del Negroamaro, da sempre regina dei rosati. Colore rosa tratteggiato da sfumature porpora. Naso intenso di melograno, una traccia di foglia di pepe fresca, chiusura su sentori agrumati. Teso, succoso e fresco alla bocca, salato e con ritorno, sul finale, delle note fruttate.