C’è un pezzo di Europa nel cuore di Kuala Lumpur. Molina, al 51° piano di THE FACE Style, domina lo skyline della città e offre una prospettiva privilegiata sulle Petronas Towers. Ma è soprattutto la storia del suo giovane team internazionale a rendere questa esperienza particolarmente interessante.
Molina ha aperto nel giugno 2024 e, in appena cinque mesi, ha conquistato una stella Michelin nella prima edizione della Guida Michelin che abbraccia le due città di Kuala Lumpur & Penang. Un risultato accompagnato dal riconoscimento di Opening of the Year, assegnato proprio a Guillaume Depoortere, head chef del ristorante.




Belga, con esperienze professionali in Belgio, Spagna e Germania, Depoortere aveva già lavorato in cucine di altissimo livello, fra cui De Librije nei Paesi Bassi, Mraz & Sohn a Vienna e Aimsir in Irlanda.
Il progetto asiatico è arrivato quasi come una deviazione rispetto al percorso che aveva immaginato: il suo obiettivo iniziale era tornare in Belgio e aprire un proprio ristorante. Poi è arrivata l’opportunità di Kuala Lumpur e, insieme alla compagna Robin Sieswerda, ha deciso di accettare la sfida.
Robin, olandese, è parte essenziale dell’identità di Molina. È lei a occuparsi della sala come restaurant manager, trasformando il servizio in una naturale estensione della cucina. La loro è una presenza discreta ma evidente: Guillaume in cucina, Robin in sala, due mondi che durante la cena sembrano procedere secondo lo stesso ritmo.
Il risultato è un’esperienza molto personale, lontana dall’idea di un fine dining puramente formale.


Dietro Molina c’è inoltre lo chef olandese Sidney Schutte, già alla guida del due stelle Michelin Spectrum di Amsterdam, che ha concepito il progetto insieme al proprietario Datuk Alex Tan. La cucina nasce così dall’incontro fra una sensibilità gastronomica nordeuropea, tecnica francese e ingredienti asiatici.
Il menu degustazione segue questa filosofia senza trasformarla in un esercizio intellettuale. Verdure e prodotti del mare hanno un ruolo centrale, mentre le tecniche europee vengono utilizzate per esaltare ingredienti e sapori locali.
Il risultato è una cucina precisa, contemporanea, costruita su contrasti e stratificazioni, nella quale l’influenza asiatica non viene semplicemente aggiunta alla tradizione europea, ma diventa parte integrante del linguaggio dello chef.
Tra gli elementi più interessanti dell’esperienza c’è proprio questa libertà di contaminazione. Depoortere racconta di aver trovato in Asia uno spazio creativo che in Europa sarebbe stato più difficile da esplorare: qui può reinterpretare anche elementi della propria cultura, come lo stroopwafel olandese, trasformandoli in una sorta di firma finale del percorso gastronomico.
La cena si sviluppa come un percorso nel quale cucina, servizio, vino e panorama contribuiscono allo stesso racconto. La sala, raccolta e contemporanea, è pensata per pochi ospiti, mentre la private dining room può accogliere fino a dodici persone. Dalle vetrate, Kuala Lumpur appare quasi come un secondo elemento scenografico del menu.


Ma il vero punto di forza di Molina è forse proprio l’equilibrio fra ambizione e dimensione umana. Guillaume Depoortere è arrivato in Malaysia con l’esperienza delle grandi cucine europee, ma anche con la curiosità di misurarsi con un continente nuovo. Robin lo accompagna in questo percorso dalla sala, costruendo insieme a lui quella che è diventata rapidamente una delle esperienze gastronomiche più interessanti della Kuala Lumpur contemporanea.
Molina racconta, in fondo, una città che sta cambiando. Kuala Lumpur non è ancora associata nell’immaginario internazionale alla gastronomia d’avanguardia come Bangkok o Singapore, ma la scena culinaria malese sta attirando sempre più chef internazionali.
E la storia di Molina dimostra quanto velocemente possa cambiare il panorama: un ristorante europeo, guidato da un belga e da una manager olandese, che sceglie Kuala Lumpur come luogo in cui costruire il proprio futuro e conquista una stella Michelin pochi mesi dopo aver aperto.
Non è soltanto una cena con vista sulle Petronas. È una fotografia della nuova Kuala Lumpur gastronomica.
