Ha un nome che è tutto un programma e che, più che uno slogan, suona come un manifesto del bere consapevole – conoscere, sapere, concedersi l’emozione del gusto – con l’ironia giusta. Che non guasta mai. Si spiega così lo schema — ironico e geniale — che sfrutta la naturale dislocazione del Castello Volante di Corigliano d’Otranto, nel cuore della Grecia Salentina – sotterranei, Fossato, sale nobili al primo piano – per giocare con la Commedia per eccellenza, quella Divina come la definì Boccaccio (maestro d’ironia, anche lui). Uno schema capace di includere tutto ciò che rientra nell’universo del gusto liquido, così come il Sommo incluse nelle sue Cantiche le molte sfumature dell’umano.
Parliamo di Spiritosa, festival alla terza edizione che in tre giorni (dal 27 al 29 settembre) promette di confermarsi summa contemporanea del bere bene e — soprattutto — consapevole. E per tutti i gusti, a cominciare dal no/low alcol.
La mappa dantesca
La geografia è semplice e chiara e, soprattutto, utile. Inferno nei sotterranei della Sala Cavallerizza e della Sala Medievale: qui vivono spirits, soda/sodati, bevande naturali e si affina il naso con il caffè. Purgatorio nel Fossato: regno delle birre, tra scuole e stili diversi. Paradiso nelle sale nobili al primo piano: vini e bollicine sotto gli affreschi. Una segnaletica che diverte, orienta e sposta il baricentro dal quanto al come.
Academy, bende e scelte
La consapevolezza nel bere è un’attitudine, che si acquisisce e si allena. Come? Con la Spiritosa Academy (talk e masterclass), con le degustazioni e le visite al buio — tour bendati condotti da professionisti che ribaltano le gerarchie dei sensi — e con i progetti che allargano davvero il perimetro: Sommelier Astemio, Birraut – Brindiamo all’inclusione, Wineaut, percorsi distinti che coinvolgono ragazze e ragazzi con bisogni educativi speciali e persone autistiche nel processo produttivo e di degustazione. Inclusione come metodo per allargare visioni e opportunità. Perchè bere bene è una pratica democratica.
Il lato competitivo
Non manca l’aspetto agonistico, ulteriore occasione per approfondire con la cocktail competition (diretta da Francesco Spenuso e Massimo Macrì) e, per la prima volta in Puglia, una tappa della Master Coffee Grinder Championship ideata da Fabio Verona: più che una gara, un piccolo corso accelerato di precisione sensoriale.
Voci e mestieri, nel segno della pluralità
Quasi cento ospiti compongono un coro di professioni e sguardi: bartender e bar manager, brand ambassador, importatori e distributori, chef, sommelier, enologi e agronomi, roaster e coffee trainer, docenti e autori, presidenti di associazioni e organizzatori di fiere, wine communicator e blogger. Qualche nome per orientarsi: Antonio Parlapiano (The Jerry Thomas) per la grammatica della mixology; Sandro Camilli (AIS) per l’architettura del vino; Michele Antonio Fino (autore di Non me la bevo) per la riflessione culturale; Fabio Verona per la “scienza” della macinatura; Marzia Varvaglione per l’orizzonte d’impresa; Nino Rossi per l’incrocio tra cucina fine dining e cocktail bar; Angelo Zarra, ideatore e presidente del Paestum Wine Fest, per lo sguardo da festival-maker sul sistema vino. Ce n’è davvero per tutti.
Il piacere del dettaglio: Secret Bar, street food, vintage
I più curiosi troveranno un Secret Bar con il pop-up di sei grandi cocktail bar italiani: Ruggine (Bologna), The Jerry Thomas e Drink Kong (Roma), Antiquario (Napoli), Aspro (Santa Caterina d’Aspromonte), Rita Tiki (Milano). In giro per il castello, numerosi punti bar per 5 assaggi già inclusi nel ticket d’ingresso. Un’area è dedicata allo street food, con una selezione di specialità della cultura gastronomica pugliese e un mercatino vintage a tema bar con targhe smaltate, attrezzature d’epoca, tavoli e insegne che raccontano il design del bere.



Musica, terza lingua del festival
Se la Commedia disegna la geografia del gusto, la musica ne segna il ritmo. Nel pomeriggio la Spiritosa Street Band attraversa cortili e scalinate (tra gipsy, klezmer, yiddish, valzer, tarantelle, dixie, funk); poi subentrano Pantu, Sorge, Tropicalia, Ennio Ciotta, About Ape, Max Nocco, Niuri te sule. Il sabato notte alza l’asticella: il dj/producer messicano Vice Luna, Play Eva e il collettivo pugliese Mena (Seme, Naif, Lonoce; live act curato da Trevize). Da segnalare la prima assoluta di B(r)and, progetto musicale di Jack Daniel’s Italia: una band di bartender che rilegge classici del rock internazionale. Da non perdere.
Spiritosa – Festival del Bere Bene è ideata e organizzata da Sartoria degli Spiriti, in collaborazione con Regione Puglia e Puglia Promozione, con il patrocinio di istituzioni territoriali (Camera di Commercio e Provincia di Lecce, Unione dei Comuni della Grecia Salentina, Comune di Corigliano d’Otranto, Confcommercio e Confindustria Lecce). In sinergia con i partner tecnici AIS Lecce, IAFeM – Accademia Italiana Alta Formazione e Marketing e BECool – Banqueting Eventi Catering, e con il supporto di realtà del settore come Brown-Forman (Jack Daniel’s, Gin Mare, Rum Diplomático), Mebimport, Cantine PaoloLeo, Propaganda Clothing.
«Spiritosa è un festival visionario e ambizioso che mira a creare una grande famiglia di professionisti del settore», sottolinea Michele Manca (Sartoria degli Spiriti). «Attraverso un processo di fruizione innovativo e una formula inconsueta, sperimentiamo e consolidiamo quello che definisco business ricreativo: qui si fa business in modo differente, valorizzando rapporti umani, benessere psico-fisico e convivialità.»
Info e programma completo: https://www.spiritosa.org/
Foto per gentile concessione di Alberto Coricciati / Ufficio Stampa Spiritosa
