SAFARI, AI CONFINI DELLA NATURA

Fare il karaoke con le balene beluga, nuotare fianco a fianco con gli squali  d’acqua dolce e scoprire che anche sulla Terra ci sono gli ewok? Ian Belcher ci guida in alcuni dei safari più esclusivi del mondo, tra paesaggi incontaminati e incontri ravvicinati con gli animali…


…rafting sul fiume dei serpenti

Pochi posti sono più lontani e isolati dello Snake River, nel territorio canadese dello Yukon, uno degli angoli più selvaggi delle grandi catene montuose del continente americano. Il tour operator canadese Nahanni (www.nahanni.com) organizza spedizioni di 14 giorni che includono traferimenti in aeroplano ed elicottero per raggiungere il punto di imbarco. Qui i viaggiatori si mettono ai remi, guidando il gommone da rafting lungo un torrente che scorre nella catena Bonnet Plume, dai laghi alpini dove nasce fino alla confluenza con il Peel River, un viaggio di 300 km con un dislivello di 800 metri e acque bianche lungo tutto il percorso. Dimenticate le mandrie africane che vi passano davanti senza sosta – qui gli animali non si avvistano con facilità. Ma la fatica lascia posto all’eccitazione quando lungo il fiume o in lontananza fanno capolino caribù, orsi grizzly, alci, pecore bighorn bianche e – se siete fortunati – lupi, il tutto sullo sfondo di scenari da film d’avventura.


Animali bizzarri nelle foreste del Borneo

Basta dirigere il binocolo verso le magnifiche foreste del Borneo per vedere alcune delle creature più strane, surreali e meravigliose della Terra. Un assaggio si può avere prendendo parte con il safari notturno nel Sepilok Nature Resort, dove abitano tarsi ridicolmente carini, dagli occhi a palla come scienziati pazzi, e lori lenti, praticamente dei sosia degli ewok di Guerre Stellari, che si appendono ai rami con i piedi e si proteggono grazie a una tossina che attivano leccandosi delle ghiandole nell’incavo del gomito.

Il Sepilok Nature Resort (www.weswap.com) è situato a pochi passi dal famoso Sepilok Orangutan Rehabilitation Centre e circondato da splendidi giardini, la posizione del Sepilok Nature Resort è sicuramente adatta a tutti coloro che apprezzano la bellezza della natura. Il resort si affaccia sulla foresta pluviale del Borneo, quindi le possibilità di vedere alcuni animali selvatici rari sono estremamente alte. I giardini che circondano il resort ospitano oltre 150 diverse specie di orchidee, dando loro un aspetto unico e colorato. Sepilok Nature Resort dispone di 23 chalet di legno, ciascuno con bagno privato, veranda privata e aria condizionata. Il ristorante offre una combinazione di cucina locale e internazionale, dove gli ospiti possono cenare in terrazza coperta o all’aperto con la vista rivolta verso la foresta pluviale

Questo solo per cominciare. Alcuni giorni di navigazione lungo il fiume Kinabatangan e potreste vedere un serpente volante del paradiso, che striscia fino all’estremità di un ramo, tira in dentro lo stomaco come un bagnante di mezza età sulla spiaggia ed espande la gabbia toracica, trasformandosi in una specie di vela concava per planare nell’aria. I suoi vicini comprendono scoiattoli volanti, lemuri e rane del Borneo dalla testa piatta, che non hanno polmoni. Prima di concludere la vacanza con un po’ di immersioni e di snorkeling al largo dell’isola Kapalai, si può fare un’escursione nella Danum Valley, dove la giungla è troppo fitta per permettere insediamenti umani. Qui abitano elefanti nani, leopardi nebulosi e gatti marmorizzati, oltre a 275 specie di uccelli.


…Snorkelling nel Pantanal

L’Amazzonia è un paradiso per gli animali, ma se troppi alberi vi fanno venire la claustrofobia e preferite un ambiente più aperto, un’alternativa è il Pantanal, la zona umida più vasta del mondo, un’estensione di 150.000 chilometri quadrati che pullula di animali e uccelli. Preparatevi a fotografare formichieri giganti, ara e caimani e, se avete fortuna, un giaguaro. Da non perdere, l’area intorno alla città di Bonito, una regione letteralmente cosparsa di cascate, laghi blu e fiumi dalle acque cristalline. Un safari fuori dagli schemi consueti, in cui ci si può lasciar trasportare dalla corrente in muta, maschera e boccaglio seguiti da grandi dorado, soprannominati gli squali d’acqua dolce.


 

… su un cocktail bar galleggiante

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Una canzone romantica nell’aria, il barman versa i martini e, sotto un clielo stellato (di luci a led), gli ospiti sorseggiano cocktail seduti su divani di pelle bianca di design e sgabelli d’acciaio, sotto grandi foto animalier monocrome.

La Zambezi Queen (www.zambeziqueen.com) è un’ex nave casinò trasformata in nave da crociera che naviga lungo il Chobe, fiume dall’impetuosa corrente che divide in due la pianura di Botswana e Namibia. È un safari come ce ne sono pochi. Senza traccia del legno scuro e del kitsch etnico dei lodge tradizionali, la nave è più vicina allo stile e all’ambiente di un cocktail bar urbano: più Manhattan che Africa. La sala ristorante è elegante quanto quello di uno stellato di città; 14 camere chiare e luminose con finestre a tutta parete; e una piscina sul ponte che sembra disegnata da Philippe Starck, in cui gli ospiti a mollo  sorseggiare vini ghiacciati del Sudafrica, mentre osservano mandrie di animali pascolare sulla riva del fiume. E parlando di animali, il chobe è stato soprannominato “le Galapagos dell’Africa”. In inverno, dopo aver navigato per una ventina di chilometri fino all’attracco di Luguva, si possono vedere branchi di mille elefanti e di 1.500 bufali.

La Zambezi Queen viaggia portandosi dietro piccole barche per osservare da vicino gli animali selvatici – l’equivalente acquatico delle Land Rover dei lodge – ma se ne possono vedere in quantità anche dalla nave principale. Alimentata da jet e non rumorose eliche, la Regina dello Zambesi – che ha fondo piatto e tre ponti – scivola silenziosa sull’acqua come un animale da preda, passando senza farsi notare accanto a ippopotami al bagno. Volendo, è anche possibile pescare il tiger fish, il più feroce pesce predatore del mondo, che ha denti degni di Nosferatu e un appetito da far invidia a un’orda affamata davanti a un buffet gratuito.


 

I Big Five del Canada

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Chi fa un safari in Africa si aspetta di vedere i cosiddetti Big Five: leoni, elefanti, rinoceronti, leopardi e bufali. Anche la Baia di Hudson, in Canada, ha i suoi Big Five, ma di tutt’altro genere: orsi polari, balene beluga, aquile di mare, lupi grigi e trote da 20 chili.

Lo scenario di questo straordinario assembramento di animali extrasize è l’oceano Atlantico settentrionale attorno al Seal River Heritage Lodge, 50 km a nord della cittadina di Churchill, sulle sponde occidentali della baia di Hudson. La foresta boreale, la tundra e la costa sono il palcoscenico di migrazioni su vasta scala: in agosto arrivano un milione di oche e tre mesi più tardi di qui transita mezzo milione di caribù. Ed è solo l’inizio. In luglio, quando anche l’ultimo ghiaccio si è sciolto, gli orsi polari sono costretti a nuotare fino a riva e passano mesi a digiunare e a cercare cibo aspettando che, in novembre, la superficie del mare torni ghiacciata. Seal River, uno dei tre eco-lodge della Churchill Wild (www.churchillwild.com) dà la possibilità di fare una passeggiata con gli orsi polari. Le guide molto esperte che accompagnano i piccoli gruppi di turisti sono armate di fucili, scacciacani e spray al peperoncino, ma preferiscono usare un linguaggio del corpo minaccioso per avvicinarsi in sicurezza fino a 50 metri dai più grandi carnivori del pianeta, che possono pesare fino a 680 kg. Non è raro vedere uno di questi giganti sbirciare attraverso la finestra del lodge o osservare i turisti dall’altra parte del reticolato che circonda il complesso. Le parti sembrano invertirsi e l’ìmpressione, per gli umani, è quella di sentirsi rinchiusi nel recinto degli animali…Una situazione leggermante surreale, ma nulla in confronto a quello che promette un altro safari offerto dal lodge. In luglio migliaia di balene beluga vengono a dare alla luce i piccoli e a fare la muta nelle secche sabbiose e poco profonde dove i fiumi sfociano nella baia. Per avvicinarsi a queste creature eteree al lodge hanno sviluppato una procedura bizzarra: i turisti diventano una sorta di un’esca vivente e, lasciando da parte la dignità, sono trascinati all’indietro, con la faccia nell’acqua, mentre cantano nella maschera con la voce in falsetto… Se si ha fortuna fino a 40 balene si incuriosiscono e vengono a investigare, alcune nuotando accanto agli umani, altre piazzando il loro muso a pochi centrimetri dalla faccia del turista e fissandolo negli occhi. Conosciuti anche come canarini di mare, i beluga rispondono al canto degli umani con suoni simili a cinguettii, schiocchi e squittii. Si tratta senz’altro di una delle esperienze più intese a contatto degli animali che offra il pianeta


 

… a cavallo

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Molti safari fotografici vengono effettuati in jeep o a piedi, ma ci sono alcuni lodge specializzati inn safari a cavallo, che consentono di trottare in libertà tra i branchi di zebre, giraffe, elefanti e persino leoni senza spaventare prede e predatori.

Nella riseva Singita Grumeti (www.singita.com), in Tanzania, ci sono 18 cavalli sudafricani di razza Boerperd; questo significa poter cavalcare attraverso le vaste distese del Serengeti e lungo le rive del fiume Grumeti per diverse ore la giorno, con itinerari che prevedono pernottamenti nei lodge e nei campi mobili del Singita Grumeti


…nel deserto

Il deserto del Dubai è noto per essere particolarmente inospitale, non certo il posto dove uno si aspetta di avvistare animali. Eppure, è l’habitat di numerose creature, come rivela un’escursione tra le sue dune. Platinum Heritage (www.platinum-heritage.com) offre safari alla ricerca di animali selvatici in una Land Rover degli anni ’50. Tenete gli occhi aperti per non lasciarvi sfuggire un candido orice o una volpe rossa dell’Arabia. Per chi vuole ammirare il deserto dall’alto, è possibile librarsi in mongolfiera al sorgere del sole.