Monasterio, il silenzio che canta nel cuore di Cusco

Monasterio Cusco

A due passi dalla Plaza de Armas, nel cuore pulsante della Cusco coloniale, sulle fondamenta di mura inca perfettamente squadrate, forse un tempio, forse un palazzo del potere, poi un luogo di culto, oggi sorge l’hotel Monasterio della catena Belmond. Ex seminario gesuita del XVI secolo, custodisce ancora oggi i suoi chiostri silenziosi, le cappelle ornate, i corridoi in pietra dove un tempo risuonavano le preghiere dei novizi.

Se il vicino Palacio Nazarenas fu la dimora delle novizie, il Monasterio racconta la storia degli uomini di chiesa. Eppure, oggi, i suoi spazi sono diventati scenario di un’ospitalità che unisce spiritualità e raffinatezza. Dormire qui significa abitare la storia: le 117 camere e suite, tutte diverse tra loro, conservano la forma originaria delle celle, trasformate in ambienti intimi e suggestivi, impreziositi da tele cusquenhas e dettagli coloniali.

Al mattino, il risveglio ha qualcosa di mistico: la colazione è accompagnata da musiche corali che riecheggiano come un canto monastico. La sera, invece, la magia si accende nei ristoranti. Oqre propone piatti peruviani reinterpretati con eleganza, mentre El Tupay accoglie tre volte a settimana una serata lirica che trasforma la cena in uno spettacolo di voci e melodie, tra archi barocchi e candele accese. Nel Lobby Bar, sotto i soffitti coloniali, si sorseggia un pisco sour o una tisana di coca, come un rito antico e moderno insieme, accolti dal calore di un caminetto acceso. 

Alle pareti delle stanze e dei corridoi che abbracciano il dedalo di quelle che furono le celle austere, e che oggi sono suite e camere di lusso, i dipinti della scuola cuzchena, che si distinguono per i colori brillanti, il vivido rosso e i drappeggi di foglia d’oro, abbelliscono e restituiscono la bellezza del luogo. E la gioia di essere qui tra angeli fieri e madonne trionfanti. 

Il cuore del Monasterio è il suo chiostro, un giardino segreto di pietra e fiori, dove il tempo sembra sospeso. Qui la luce del pomeriggio si riflette sui muri bianchi, i passi diventano ovattati, e ci si ritrova ad ascoltare il silenzio. Té sempre a disposizione, che sia di coca, durante il giorno, per combattere l’altitudine, o della menta locale, la muña andina, per rilassarsi verso sera. La cappella, con le sue decorazioni sontuose, non è solo luogo di contemplazione, ma anche cornice per eventi e celebrazioni che acquistano un’aura senza tempo.

Il Monasterio non è un semplice hotel: è un viaggio nel viaggio. Un luogo dove il passato non è un ricordo, ma una presenza viva che accompagna ogni gesto, dal brindisi con un cocktail locale al suono remoto di un’aria d’opera. Cusco, qui, diventa non solo una città da scoprire, ma un respiro da condividere.