Cocciuto sbarca a Milano

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Cocciuto, il format dal design industry underground nel cuore del nuovo polo della moda milanese. La pizzeria prevede tre aperture entro il 2019, una brigata di soli millennials e un progetto sociale  (Milano – via Bergognone 24)

Cocciuto è la nuova idea di pizzeria che porta la firma di Paolo Piacentini, imprenditore noto per aver collaborato alla realizzazione di importanti format internazionali, nonché fondatore di Marghe e Michela Reginato, un passato nella moda e nel life style. Cocciuto è l’innovazione nel concept della pizzeria moderna. 

I soci Michela Reginato e Paolo Piacentini (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

Un investimento importante che entro il 2019 arricchirà l’offerta ristorativa milanese di tre nuovi locali che mettono l’abito elegante alla pizzeria. Dopo l’apertura in via Bergognone 24, infatti, già si lavora alle nuove sedi previste in zona piazza Medaglie d’Oro, nei pressi di corso Sempione.

Cocciuto. Interni (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

Un progetto ambizioso che parte nel nuovo polo della moda milanese, in via Bergognone 24, a pochi metri dal Mudec, nel cuore vivo di un quadrilatero che costituisce un vero e proprio centro di ricerca del gusto, in una città che ormai chiede anche alle pizzerie di associare all’elevata qualità del prodotto una ricercatezza spinta negli allestimenti.

Cocciuto. Interni (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

Nove vetrine che lasciano intravedere un locale elegante e ricercato260 metri quadrati, per un totale di 80 coperti, che si rifanno a un design newyorkese. Un format urban chic nel quale si muoverà una squadra di 16 millennials che, dalla pizzeria alla cucina sino alla brigata di sala, costituirà l’anima sacra di un progetto assolutamente moderno, ma che si fonda sulla competenza di un team dalla consolidata esperienza. Ambienti ricercati, pezzi d’arredo sapientemente selezionati, sedute comode ed eleganti, giochi di cromie che conferiscono un tono di ricercatezza a un luogo in cui andare in pizzeria diventa un’esperienza del bello oltre che del buono.

Cocciuto. Interni (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

Bello e buono, quindi, Cocciuto

In tavola, accanto a un menù che parte con un classico antipasto all’italiana, la pizza nel rispetto della più antica tradizione partenopea alla quale si affianca la versione più “sociale” della pizza al metro che favorisce lo spirito di convivialità proprio di Cocciuto. Impasto diretto, una miscela di farine alle quali è stato aggiunto il germe di grano vivo, doppia lievitazione che dura minimo 30 ore per garantire alle pizze di Cocciuto sofficità, fragranza, sapori, in generale maggiore leggerezza.

Andrea Godi (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

Ai forni Andrea Godi e Antonio Caputo, un pugliese e un lucano, entrambi con la passione per la pizza d’autore e dal talento consolidato in un percorso che ha visto Caputo crescere da Marghe e Godi nella sua Lecce.

Antonio Caputo (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

Grande attenzione anche alla carta vini che strizza l’occhio ai vini naturali, prevalentemente ai piccoli produttori italiani e francesi, con un interessante focus su Loira, Provenza e Borgogna. Una bella selezione calibrata ai gusti delle pizze firmate dai due giovani pizzaioli, che contempla al fianco di bottiglie importanti quelle referenze frutto di una ricerca alla scoperta di territori e produttori e che prevede un’interessante selezione anche di proposte al calice che ruotano settimanalmente. Ma Cocciuto è anche pairing con i cocktail, proprio per accontentare una fascia di appassionati che nei classici della mixology, proposti a prezzi popolari e accattivanti, trova un’alternativa divertente al vino o alla birra.

Una delle sale (Foto: Press Office Cocciuto)

La cucina e le materie prime

In via Bergognone 24, dove Cocciuto ha aperto le sue porte pochi giorni fa, il lavoro di ricerca delle materie prime in giro per l’Italia è partito da diversi mesi. Il Bel Paese è stato battuto palmo a palmo, passando da una bottega a una masseria, da una fattoria a un antico frantoio per selezionare il meglio che l’artigianato italiano fosse in grado di proporre, sposando la filosofia del chilometro buono, sano ed etico nella selezione dei prodotti che costituiscono il menù sia della pizzeria sia della cucina.

Cocciuto. Pizza e piennolo (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

È pugliese l’olio scelto dalla cucina di Cocciuto. Il Frantoio Muraglia, noto per aver fatto dell’identità e del design il suo mood, sarà l’impronta aromatica nelle preparazioni; e ancora, la soppressata Calabra Dop e il Culatello di Zibello (entrambi presidi Slow Food), oltre alla blasonata mozzarella di Bufala campana per un giro intorno all’Italia delle eccellenze gastronomiche che sono baluardo di storie familiari da raccontare in un contesto elegante che ha la forma e l’attitudine di Cocciuto.

Alcune delle ottime pizze che si possono gustare da Cocciuto (Foto: Press Office ‘Cocciuto’)

I partner di Cocciuto

Partner di grande valore quelli che si affiancheranno al progetto Cocciutoaziende leader ciascuna nel proprio settore di interesse che hanno creduto in un format dalle ampie prospettive. LavazzaSan PellegrinoBormioli e il gruppo Carlsberg con Angelo Poretti. Grazie a questa partnership, Cocciuto è stato scelto come incubatore unico in Italia di un progetto sperimentale al fianco del colosso mondiale Starbucks. Nella pizzeria di via Bergognone a Milano, come negli Starbucks del mondo, il gruppo Carlsberg ha attivato un modello di controllo dei flussi e dei consumi di birra che rientra nella sperimentazione delle Telemetria, una innovativa tecnologia al servizio degli esercenti.

Il progetto etico

Cocciuto per il sociale. Non è uno slogan, ma è l’attitudine dei soci che hanno dato vita al format che rivoluziona lo stile della pizzeria moderna. Grazie a una partnership con la cooperativa sociale Arcadia, che ha l’obiettivo di formare e avviare al mondo del lavoro i giovani ospiti della casa famiglia Harlock, già dal 10 settembre nella brigata di Cocciuto arriverà uno dei ragazzi provenienti da questa realtà che potrà avere la sua prima vera opportunità per un riscatto personale attraverso la dignità del lavoro.