La Calabria è una terra che ti entra dentro senza che te lo aspetti. Ti riempie con i suoi sapori, ti abbraccia e ti trattiene con quel suo carattere forte e deciso, esposto da sempre ai venti delle altre culture. 

Non può essere diversamente quando hai 800 km di costa intorno e ti trovi al centro del Mediterraneo: sei “scoperto”, esposto agli arrivi e alle partenze, pronto a contaminare ed essere contaminato. E i calabresi hanno fatto di questa apertura geografica anche l’humus della propria natura, accogliente e disponibile. 

Quando al tramonto arriviamo a Scilla sentiamo subito tutto questo, oltre ad un grandissimo senso di autenticità. 

In questo borghetto il tempo sembra scorrere lento, con i pescatori che dipingono le proprie barche, i gatti che sonnecchiano negli angoli e i balconcini fioriti a picco sul mare, che sembrano dipinti. 

Ma qui siamo nella “punta d’Italia” e come accade nel semplice incedere o in qualsiasi ballo, dove è la punta del piede battere i tempi e segnare il ritmo, in questa terra i tempi cambiano, diventando più veloci quando andiamo nelle città. Qui la vita scorre frenetica, i bar sono pieni di persone e si respirano vibrazioni positive.  Siamo piacevolmente sopresi, visitando i bar Segafredo, nel constatare che sono gestiti da una idea di imprenditoria giovane e innovativa. Al Tortuga di Catanzaro Lido, per esempio, Antonio Alfieri dopo aver studiato Finanza a Siena, decide 15 anni fa di creare un locale in cui “entra solo materia prima e ne escono prodotti artigianali di altissima qualità”. A Reggio Calabria, nel centralissimo Corso Garibaldi, Marco Lanza con la sua famiglia ha rilevato nel 2013 il Cordon Bleu, un locale storico con quasi 50 anni di vita, l’unico di questo tipo che rimane in città, conosciutissimo per l’idea delle crispelline, una pasta fritta con ripieno di acciughe. E proprio sotto il Duomo, sempre a Reggio Calabria, troviamo il Mida di Nino Barillà, calciatore del Monza, che ha deciso nel settembre del 2019 di investire nella propria città di origine aprendo un bar che viene gestito dal cognato quando lui è impegnato nella sua attività professionale sportiva. 

Tutti loro hanno scelto Segafredo perché ci dicono rappresentare la tradizione del migliore espresso italiano ma in chiave moderna, con una offerta di servizi che nessuna torrefazione locale può garantire. 

Paesaggi di sole, sapori unici, persone autentiche: prima di partire sentiamo che questa terra ci ha lasciato dentro il suo sorriso, lo stesso che ritroviamo nel nostro caffè. 

Foto www.robertoricca.com