In onore del fondatore e in edizione limitata, presentazione della selezione “unica e prima” della Carpenè Malvolti, ispirata al Vino Spumante che ha marcato la storia ed il futuro dell’Enologia Italiana

Un’altra data storica è stata celebrata dalla Carpenè Malvolti; il 17 Agosto scorso ricorreva il 180° Anniversario dalla nascita di Antonio Carpenè, Fondatore dell’Impresa Carpenè Malvolti nonché “Padre” del Prosecco. Nell’anno del 150° Anniversario dell’attività d’Impresa dunque, il “visionario enoico” Antonio Carpenè acquisisce una sempre più significativa ed attuale centralità storica nella Spumantistica mondiale.  Nato a Brugnera di Sacile il 17 Agosto 1838 da Bernardo Carpenè e Daria Zuliani, il Fondatore della Carpenè Malvolti è passato alla storia come una delle menti più illuminate e visionarie del XIX° secolo in ambito scientifico ed imprenditoriale nonché quale autore dei più autorevoli manuali e pubblicazioni sull’Enologia e sulla Viticoltura.

Antonio Carpenè (Foto: Press Office Carpenè Malvolti)

Infatti, se a “Madre Natura” attiene il fondamentale contributo di aver “donato” alla Marca Trevigiana un Territorio così unico e ricco, ad Antonio Carpenè va certamente ascritto il merito di aver trasformato un vitigno quale la Glera nel più innovativo e performante Vino Spumante Italiano su scala internazionale, le cui benefiche ricadute economiche, culturali e sociali oggi più di sempre lo attestano.

Ed Antonio Carpenè fu anche un grande “Uomo di Scienza”, che ha dedicato interamente la sua vita agli studi scientifici, alla ricerca empirica ed alle sperimentazioni tecniche sempre più innovative nel continuo intento di voler contribuire allo sviluppo della Viticoltura e dell’Enologia. Fu così che nel 1868 vennero gettate le basi di quella che – nascendo prima come la “Società Enologica Trevigiana” – rendono l’odierna Carpenè Malvolti la più longeva Casa Spumantistica Italiana, da cinque Generazioni sempre in mano alla medesima Famiglia.

Antonio Carpenè, oggi sarebbe solo che fiero per aver dato avvio allo sviluppo del Territorio, che nel 1853 vantava solo un vigneto in Provincia di Treviso  mentre oggi i terreni vitati occupano una superficie pari a circa 30.000 ettari, dalle cui uve si producono attualmente 92 milioni di bottiglie del Prosecco Superiore D.O.C.G. e 450 milioni di bottiglie del Prosecco D.O.C..

Busto di Antonio Carpenè nel cortile della Scuola Enologica di Conegliano (Foto: Press Office Carpenè Malvolti)

Il Prosecco, in quanto Territorio ed in quanto Vino Spumante, oggi è divenuto la prima realtà della Spumantistica a livello mondiale.  Per brindare a siffatta storica ricorrenza, la Cantina 1868 della Carpenè Malvolti nelle prossime settimane presenterà al Mercato la selezione unica e prima del “1924 Prosecco”, che rappresenta una particolare declinazione del Prosecco Superiore D.O.C.G. con cui la Famiglia Carpenè intende celebrare, contestualmente al 150° Anniversario dalla fondazione dell’Impresa, il “180° Compleanno” del Fondatore Antonio Carpenè.

In principio era denominato “Prosecco Amabile dei Colli di Conegliano”. Oggi l’evoluzione naturale del Vino Spumante delle origini viene denominata “1924 Prosecco” e rappresenta l’ultima declinazione del Prosecco Superiore D.O.C.G. firmato dalla Carpenè Malvolti, la storica Casa Spumantistica di Conegliano che nel 2018 celebra il 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa e della nascita del Prosecco.

La sede della Carpenè Malvolti (Foto: Press Office Carpenè Malvolti)

Cinque Generazioni di una Famiglia la cui storia è strettamente legata a quella del Vino Spumante più bevuto al mondo; l’unica Impresa della Spumantistica e della Distillazione Italiana ancora in mano alla medesima Famiglia dal 1868.  Alla radice di tale longevità, lo spirito pionieristico basato su competenze scientifiche ed impegno etico con l’obiettivo di affinare sempre più quel Vino Spumante, che proprio nel 1868 il Fondatore Antonio Carpenè aveva iniziato a produrre con l’intento di competere con l’allora più blasonato Champagne, denominandolo peraltro “Champagne Italiano”. E così fu identificato sino a quando la seconda Generazione della Famiglia, Etile Carpenè, nel 1924 iscrisse per la prima volta in etichetta il nome del vitigno di riferimento, che conferiva una precisa identità ed una specifica collocazione geografica, andando di fatto ad anticipare il riconoscimento delle successive denominazioni di origine D.O.C. (1969) e D.O.C.G. (2009).

La ‘Cantina 1868’ all’interno della Carpenè Malvolti (Foto: Press Office Carpenè Malvolti)

Nacque così il “Prosecco Amabile dei Colli di Conegliano”, antesignano dell’attuale selezione che la Carpenè Malvolti ha scelto di riproporre, conferendole canoni qualitativi e sensoriali in linea con le caratteristiche del vino originario. “Quello del 1924, pur essendo il progenitore dell’attuale – spiega la V Generazione della Famiglia, Rosanna Carpenè – era un vino per i tempi molto innovativo, anche nel metodo di spumantizzazione utilizzato. E’ stato il mio trisavolo Antonio a studiare per primo il metodo di spumantizzazione che potesse esaltare le caratteristiche del Prosecco; al mio bisnonno Etile qualche anno più tardi è toccato l’onere e l’onore di perfezionare la rifermentazione più adatta per preservare le delicate caratteristiche aromatiche del vitigno Glera”.

Il “1924 Prosecco” è una selezione “unica e prima”, ottenuta per il 90% da uve Glera e per il restante 10% da altri storici vitigni a bacca bianca del Territorio Trevigiano, coltivati in vigneti situati sulle colline della D.O.C.G. ad una altitudine di 150 metri s.l.m. Le caratteristiche organolettiche del 1924 Prosecco descrivono una selezione più secca e strutturata, che al palato esprime un carattere deciso con note di mandorla acide e leggermente amare, di frutta poco matura, di fiori bianchi e di freschi sentori vegetali. Ha gradazione alcolica di 11% ed è un Brut con un  residuo zuccherino di 8 g/l. Sul mercato da Settembre 2018 in edizione limitata con solo 10mila bottiglie.