Giovanni Ingletti
Giovanni Ingletti

Giovane chef di “Taverna del Porto”, locale di proprietà della famiglia Coppola a Tricase Porto, in provincia di Lecce. Proprio da questo porto una flotta di barche, ogni giorno, esce per approvvigionarsi del miglior pescato di zona. La filosofia della cucina è infatti quella di promuovere l’origine degli ingredienti, rispettarne la stagionalità e ricercare le eccellenze del territorio. Un luogo in cui la qualità e il rispetto della materia prima sono un imperativo categorico. Una cucina concreta, essenziale, i cui ingredienti esaltano un unico territorio: il mare.

CHI È GIOVANNI INGLETTI?

Sono un ragazzo salentino con la passione per la cucina.

COME SEI DIVENTATO LO CHEF DI “TAVERNA DEL PORTO”?

Dopo un’esperienza di quattro anni fra Francia e Svizzera ho conosciuto Alessandro Coppola, uno dei proprietari del locale, e da lì pian piano è iniziato il mio percorso alla Taverna, dove sono entrato da capo partita e ora sono l’executive chef. Amo la filosofia di questo locale.

TAVERNA DEL PORTO È ANCHE UNA GRANDE FAMIGLIA. DESCRIVIMI ALESSANDRO E PIERLUIGI COPPOLA, I PROPRIETARI?

Sono fratelli, sono i proprietari ma sono anche due leader con cui si riesce a costruire molto. Alessandro è quello sui cui si può sempre contare, carismatico, estroverso, impulsivo: una persona autonoma che vede lungo. Pierluigi invece è quello più razionale e pragmatico: i due si completano molto.

TRA I TUOI PRIMI PIATTI QUELLO CHE CONSIGLIERESTI AD UN CLIENTE?

Sicuramente la nostra ” Linguina aglio, olio e mare”.

QUALI SONO I TUOI INGREDIENTI PREFERITI?

L’olio e il pesce azzurro.

LE TUE AMBIZIONI?

Vorrei crescere a livello professionale, migliorarmi ogni giorno.

SEI INNAMORATO?

Sì, di Teta, una ragazza che lavora in sala a Taverna del Porto. Lavoriamo insieme e ci incastriamo bene dal punto di vista affettivo, ma non mischiamo mai i due ambiti. Stiamo insieme da due anni e siamo felici. Lei è estroversa, un vulcano. Io sono più introverso e timido.

UNA CANZONE CHE VUOI DEDICARE A TETA?

” Me so’mbriacato” di Mannarino.

UNO CHEF CHE AMMIRI?

Mauro Uliassi perchè nella sua semplicità riesce a creare piatti unici.

PRENDI ISPIRAZIONE DA QUALCHE CHEF?

Sono sempre curioso, alla ricerca di spunti. Quindi direi tutti gli chef hanno qualcosa da cui trarre ispirazione.

CREDI CHE UN BUON VINO POSSA COMPLETARE UN PIATTO?

Assolutamente sì. Un buon vino può esaltare il sapore di un piatto, è la giusta combinazione tra i due a far vivere al cliente un’esperienza memorabile.

“AWARDS FOOD AND TRAVEL ITALIA”: HAI PARTECIPATO PER DUE ANNI, LA PRIMA VOLTA TRA I FINALISTI, L’ANNO SCORSO ADDIRITTURA COME VINCITORE,  CON TAVERNA DEL PORTO TRATTORIA DELL’ANNO. COME DESCRIVERESTI L’EVENTO AI NOSTRI LETTORI?

La prima parola che mi viene in mente è “emozionante”. Sono presenti i più grandi rappresentanti dell’imprenditoria italiana di vari settori, ed è stato per me un privilegio esserci. Tu riesci a unirci tutti in maniera perfetta, e a farci sentire speciali. Conoscendoti, ho quasi paura a chiederti cosa riuscirai ad escogitare per la terza edizione del 2 ottobre 2020, per stupirci ancora una volta.