Villa Belvedere si erge in tutta la sua bellezza ed eleganza su una delle dolci colline che dominano il versante sud-est del lago di Garda e tutto l’abitato circostante di Calmasino, una splendida località di Bardolino in provincia di Verona. Questa meravigliosa dimora storica del 1895  è la sede di una delle più prestigiose aziende del panorama vitivinicolo italiano: il Gruppo Italiano Vini (“G.I.V.”), che associa importanti cantine italiane quali Bigi, Bolla, Cà Bianca, Castello Monaci, Cavicchioli, Conti Formentini, Folonari, Fontana Candida, Lamberti, Machiavelli, Melini, Nino Negri, Rapitalà, Santi, Re Manfredi , ed è  distributore esclusivo dei marchi “Carpenè Malvolti”, “Francesco Bellei e C.” e “Monogram”.

Dott.ssa Roberta Corrà - Direttore Generale del G.I.V. -
Dott.ssa Roberta Corrà – Direttore Generale del G.I.V. –

L’azienda è  diretta dal sapiente management della dottoressa Roberta Corrà, donna dal forte carisma, eletta Direttore Generale lo scorso dicembre, dopo aver ricoperto nel Gruppo  il ruolo di Direttore delle risorse umane  e quello di Direttore Operativo. Al ruolo di Presidente è stato confermato Corrado Casoli.

La storia del G.I.V. inizia il 31 luglio 1986, quando un gruppo di otto cantine cooperative acquisisce dal Credito Svizzero la totalità delle azioni del “Gruppo Italiano Vini Spa”, che in seguito è trasformato in società cooperativa di secondo grado. La sede è trasferita da Milano a Calmasino (Verona), sulla sponda orientale del Lago di Garda. La nuova proprietà conferma in gran parte il management e avvia un processo di riorganizzazione che porta in breve a un miglioramento importante delle performance aziendali.

Nel 1987 il Gruppo Italiano Vini acquisisce una società di commercializzazione: la Carniato Sa di Parigi. Sei anni più tardi rileva l’importatore americano Frederick Wildman & Sons Ltd.

Nel corso degli anni successivi il Gruppo porta a termine ulteriori acquisizioni e aperture di agenzie all’estero portando a dieci il numero delle società – controllate e/o collegate – di proprietà del Gruppo, rafforzando in tal modo la presenza nei Paesi dove è già presente con una propria struttura e creandone nuove in quelli che presentano alte potenzialità di sviluppo.

In Italia, il Gruppo Italiano Vini interviene sull’intera filiera per rafforzare la qualità e l’immagine dei vini prodotti. Di pari passo dà avvio a un importante programma di acquisizione di cantine di produzione, al fine di ampliare la gamma dell’offerta. Al nord rileva, nel 1996, la Conti Formentini, a cui segue l’acquisizione di Ca’ Bianca in Piemonte.

Il programma di penetrazione al sud trova attuazione nel periodo 1999-2001, quando il Gruppo rileva le quote di maggioranza di Tenute Rapitalà in Sicilia, Castello Monaci in Puglia e Terre degli Svevi in Basilicata. Nel 2006, con il supporto di Isa – Istituto di Sviluppo Agroalimentare, società del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali –, il Gruppo Italiano Vini acquisisce dall’americana Brown Forman la proprietà della cantina Bolla di Pedemonte della Valpolicella.

Nel 2008 completa l’acquisizione del marchio Bolla, operazione che permette a questa storica cantina di ritornare in mani italiane e consolidare la propria leadership negli Stati Uniti. L’operazione più recente risale all’1 gennaio 2011 quando, a seguito della sempre maggiore affermazione del vino Lambrusco, il Gruppo rileva la Cavicchioli di San Prospero, in provincia di Modena, storico produttore di Lambrusco fin dal 1928.

Sempre nel 2008, a seguito della fusione delle due principali cooperative socie e dell’acquisto da parte di queste ultime delle quote di minoranza delle rimanenti cooperative socie, la quasi totalità del capitale sociale del Gruppo Italiano Vini è ora detenuta dalle “Cantine Riunite & Civ sca.”

 1.340 ettari di vigneti localizzati, da nord a sud, in quasi tutta Italia ed in particolare nella zona della Valpolicella, della Valtellina, del Bardolino, di Sorbara e del Monferrato nel nord Italia, nei territori dell’Orvieto classico, del Chianti classico e del Frascati nel centro ed in quelli del Vulture, del Salice Salentino e di Alcamo nel meridione: in questi terroir specializzati troviamo produttori associati e controllati (molti al 100% ed alcuni comunque collegati in buona parte al Gruppo) dal G.I.V.

vini a marchio G.I.V. rispecchiano le caratteristiche dell’eccellenza enologica italiana, ossia la tradizione, la passione, la cura e l’alta qualità  durante l’intero ciclo produttivo, dalla vigna alla cantina. Credo fermamente che tali caratteristiche si possano riassumere in una sola parola, vale a dire l’autenticità, ossia quel valore aggiunto che contraddistingue ogni singola barbatella piantata nel terreno, ogni singolo raccoglitore, ogni singolo vignaiolo, ogni singolo enologo, ogni singolo imprenditore e manager di un settore così importante e strategico del vero made in Italy.

Combinando alcuni dei fattori competitivi propri della grande struttura con molti dei vantaggi della piccola e media dimensione, il Gruppo Italiano Vini è oggi un modello di impresa unica nella sua specificità che si proietta al futuro con una dinamicità e una capacità di innovare che ha pochi riscontri nel panorama nazionale e internazionale.