Ai fornelli Riccardo Bassetti, Michelangelo Mammoliti, i Bros’, Domenico Stile, Nicola Portinari.

 

Palazzo Saluzzo Paesana

Il più vasto ed articolato palazzo Nobiliare della città di Torino, realizzato da Gian Giacomo Plantery fra il 1715 e il 1722 per conto del Marchese Baldassarre Saluzzo di Paesana, contenitore ideale per l’arte, a partire da febbraio sarà teatro di #BArock – Stelle a Palazzo, la prima edizione della rassegna di alta cucina in cui, alcuni tra i migliori chef stellati d’Italia si alterneranno mese dopo mese nelle cucine e nelle sale del Palazzo. I cuochi che arriveranno da tutta Italia saranno chiamati a interpretare con i loro piatti la doppia anima di un palazzo che per quanto barocco vuole svelarsi al mondo nella sua veste migliore, la più intrigante e rock che possiate immaginare.

Interno del Palazzo

Ogni mese una nuova stella, un nuovo racconto votato alla scoperta di quei sapori che da sempre contraddistinguono il nostro Paese. Ogni mese ospiteremo una nuova regione italiana perché tessere una tela capace di unire le teste più giovani, come anche quelle più navigate, quelle per le quali conserveremo sempre un posto in fondo alla memoria è il nostro obiettivo. 

Immaginate una galassia con le sue stelle che di volta in volta si racconteranno ai commensali accorsi per l’occasione. 

Lombardia, Piemonte, Puglia, Lazio e Veneto sono le prime 5 regioni chiamate a scendere in campo con i loro alfieri migliori, gli stessi che in una immaginaria partita a scacchi saprebbero fare quella differenza minima capace di creare il vantaggio sufficiente per arrivare alla vittoria. Nuove stelle, stelle consolidate, futuro che fa ben sperare. 

A disposizione avranno le sale settecentesche di Palazzo Saluzzo Paesana, dove negli anni oltre 50.000 persone hanno potuto ammirare, in occasione di mostre personali e collettive, le opere dei migliori artisti contemporanei tra cui ricordiamo Ray Caesar, Sven Marquardt, Malleus, Patrick Moya, Marie Cecile Thijs. E soprattutto potranno utilizzare i locali della nuova cucina, con le sue piastrelle in cemento, di gusto novecentesco e i piani di appoggio in solide lastre in marmo Bianco di Carrara che dettano la bicromia bianco/nero ricorrente in tutto lo spazio.

 L’appuntamento è fissato all’interno dell’appartamento dei Marchesi, situato al Piano Nobile di Palazzo Saluzzo Paesana, subito sopra l’ex Teatro e il Cortile d’Onore. 

La regia della rassegna è affidata all’Associazione BArock che in linea con lo stile delle cene prima ancora di definirsi rock ambisce a mettere in chiaro quanto importante possa essere un semplice suffisso, se ben narrato: BA è l’acronimo di BELLE ARTI. Perché è da li che siamo partiti, dall’arte, consapevoli del fatto che ogni forma di arte è sviluppata quasi sempre per scopi estetici più che dettati dall’utilità. Siamo nel campo delle arti visive, figurative, parliamo di forme di arte scenica o teatrale: pittura e scultura, musica e danza, teatro, architettura, fotografia, letteratura, cinema. Sono le sette arti alle quali noi aggiungiamo un pezzo… il gusto, sapientemente messo in scena dai nostri chef.

L’Immagine e l’Artista

L’immagine

Le Chef de l’Hôtel Chatham, Paris, ca. 1921 

Sir William Orpen RA (1878 – 1931) 

Questo dipinto, olio su tela è oggi custodito alla Royal Academy of Arts (United Kingdom) e ritrae il capocuoco dell’Hotel Chatham di Parigi. La firma è dell’artista irlandese William Orpen, raffinato disegnatore e famoso pittore di ritratti di successo per i ricchi nella società edoardiana. 

È speciale ed è stato scelto per rappresentare la rassegna #BArock – Stelle a Palazzo perché grazie a questa opera per la prima volta è stata nobilitata la figura dello chef, rappresentando un lavoratore/operaio al pari di un nobile. 

Durante la prima guerra mondiale, Orpen fu il più prolifico degli artisti di guerra ufficiali inviati dalla Gran Bretagna al fronte occidentale. Lì ha prodotto disegni e dipinti di soldati ordinari, uomini morti e prigionieri di guerra tedeschi, oltre a ritratti di generali e politici. Da qui arriva la “posa” del cuoco che vedete ritratta nell’immagine, quasi come fosse un vero e proprio “ufficiale”. Per la sua dedizione al lavoro e per la determinazione a servire come artista di guerra Orpen fu nominato Cavaliere Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico e fu eletto anche membro della Royal Academy of Arts.

l’artista

Miriam Colognesi 

Arte e cibo sono da sempre interlocutori in un dialogo che non avrà mai fine e che era giusto onorare. La Rassegna #BArock – Stelle a Palazzo si vuole però spingere oltre, vuole aggiungere un pezzo, personalizzare e innalzare il cuoco di Orpen fino a farlo arrivare alle stelle, quelle che stanno in cielo, quelle cucite sul petto. Da queste premesse nasce la collaborazione con l’artista e fotografa torinese Miriam Colognesi che personalizza e attualizza il dipinto Le Chef de l’Hôtel Chatham. 

Una piccola anticipazione, a dire il vero dire, della mostra “Confini” che nei prossimi mesi prenderà forma e corpo proprio nelle stanze di Palazzo Saluzzo Paesana. Allestimento in cui immagini e ritratti fatti negli anni, da Miriam, verranno sovrapposti e abbinati alle 88 costellazioni che compongono la sfera celeste, convenzionalmente suddivisa allo scopo di mappare le stelle. 

il calendario 

19 febbraio 2019 

Riccardo Bassetti * Stella Michelin 

Ristorante La Tavola 

(Laveno Mombello – Lombardia) 

www.ilporticciolo.com 

Guida la cucina del ristorante gastronomico, la Tavola, a Laveno Mombello, all’interno dell’albergo di famiglia, Il Porticciolo. Inizia la sua ascesa da Davide Oldani, per passare poi alla corte di Sergio Mei, nelle cucine del Four Seasons di Milano. Poi parte per la Francia dove lavora all’apertura sugli Champs-Elysées del famosissimo Atelier de Joel Robuchon, che a 6 mesi dall’apertura si guadagna 2 stelle Michelin. Cucina anche a Le Maurice, sotto la guida di Yannick Allenò, fino a sbarcare al Sur Mesure del Mandarin Oriental Palace di Parigi. Qui incontra Thierry Marx, che crea una brigata di ragazzi allo stesso livello, dove tutti collaborano per creare i piatti che compariranno sul menù. Anche qui, dopo appena 6 mesi, le due stelle Michelin arrivano senza attesa. Poi nel 2012 la volontà di tornare nel locale di famiglia. Il 2016 è l’anno d’oro per lo chef che partecipa alla selezione italiana del Bocuse D’Or e si vede cucita sul petto la sua prima Stella Michelin.

 

19 marzo 2019 

Michelangelo Mammoliti * Stella Michelin 

Ristorante La Madernassa 

(Guarene – Piemonte) 

www.lamadernassa.it 

Uno dei migliori allievi del maestro Marchesi. Si forma li, prima di essere folgorato da Stefano Baiocco, due stelle Michelin, con la sua dedizione per le erbe aromatiche, i germogli e ogni tipo di fiore commestibili. Poi inizia la sua peregrinazione in terra francese, che durerà oltre cinque anni, alla corte dei migliori chef che il panorama mondiale possa annoverare: Alain Ducasse, Pierre Gagnier, Yannick Alléno, Marc Meneau. È li che forgia la sua filosofia, ponendo le basi per quello che oggi è il suo modo di fare cucina e che non può fare a meno di tre parole chiave: esigenza, eccellenza e rigore. Poi il ritorno a casa, nelle Langhe, ad un passo da Alba. Mesi di lavoro per dare una identità alla sua cucina, alla brigata e ad una carta dal sapore internazionale. Nel 2016 la Guida Michelin assegna una Stella alla sua cucina e lui? Semplicemente continua a provare a far comprendere come la terra sia capace di offrirci tutto ciò di cui una buona cucina ha bisogno.

16 aprile 2019 

Floriano Pellegrino, Isabella Potì * Stella Michelin 

Ristorante Bros’ 

(Lecce – Puglia) 

www.brosrestaurant.it 

La cultura che vogliono raccontare è essenziale, moderna, dinamica, veloce e in funzione delle trasformzioni del nuovo Mediterraneo, che raccoglie l’eredità millenaria per fonderla con la moderna cultura digitale che soltanto la loro generazione può capire e costruire. Se mangi da loro assapori il mondo attraverso il dialetto salentino. 

La passione per la cucina di Floriano nasce tra le mura dell’agriturismo di famiglia. Dopo il diploma all’alberghiero di Lecce, inizia a lavorare con lo stellato Ilario Vinciguerra per poi approdare alla corte di Martin Berasategui, dove diventa parte integrante della brigata. Le esperienze all’estero continuano al fianco degli chef Luis Andoni Aduriz, Eneko Atxa, Alexandher Goutier, Rene Redzepi e il francese Cloude Bosi a Londra. 

Talentuosa e determinata, Isabella inizia invece la sua esperienza in pasticceria moderna e classica, implementando le sue conoscenze con il pasticciere Torreblanca. Giudicata nel 2017 da Forbes tra i 30 giovani under 30 più influenti d’Europa, continua le sue esperienze professionali alla corte dello chef Cloude Bosi a Londra e dello chef basco Berasategui. Nel 2018 entra nel mondo televisivo con la conduzione del programma “Il ristorante degli Chef” su Rai 2. La Guida Michelin ha cucito sul loro petto la prima Stella Michelin lo scorso novembre. 

21 maggio 2019 

Domenico Stile * Stella Michelin 

Ristorante Enoteca La Torre 

(Roma – Lazio) 

www.enotecalatorreroma.com 

Nato a Gragnano, classe ’89, Domenico Stile è ad oggi il più giovane chef stellato della Capitale. L’esperienza formativa alla scuola alberghiera di Castellammare di Stabia lo spinge con convinzione nel mondo dell’enogastronomia. Lo chef under 30 ha alle spalle diverse esperienze tra cui Alinea a Chicago, oltre ad aver lavorato con i più grandi nomi della cucina italiana: Gianfranco Vissani, Enrico Crippa, Antonino Cannavacciuolo, Massimo Bottura ed infine Nino di Costanzo, di cui è stato sous chef per 3 anni al Mosaico di Ischia. Quest’ultima avventura gli ha permesso di imparare a gestire in modo eccellente una brigata di cucina, nonostante la giovane età. Da febbraio 2016 Domenico è alla guida della cucina del ristorante Enoteca la Torre a Villa Laetitia di Roma, una stella Michelin. La sua cucina è solida, concreta, trae ispirazione dalle origini partenopee, le cui note emergono chiare e nette dai suoi piatti, in prevalenza a base di pesce. È al tempo stesso espressione di una forte conoscenza della tradizione e di una continua sperimentazione e ricerca dei sapori e delle tecniche più attuali. 

11 giugno 2019 

Nicola Portinari ** Stelle Michelin 

Ristorante La Peca 

(Lonigo – Veneto) 

www.lapeca.it 

La ricerca dell’esaltazione dei sapori ottenuta attraverso una cucina salutare è il fulcro della filosofia gastronomica di Nicola Portinari. I fratelli Portinari aprono La Peca il 17 dicembre 1987. Nicola lo chef, Pierluigi il pasticcere sommelier. Nel 2009 conquistano le due stelle della Guida Michelin. 

Peca, in dialetto vicentino, significa traccia, impronta. Come quelle che Nicola e Pierluigi da piccoli si divertivamo a lasciare sul grande tavolo in cristallo del salotto, istaurando una gara a chi riusciva a lasciarne di più, che faceva infuriare la madre. Peca era anticamente anche il nome delle colline del territorio in cui si trova il ristorante: una leggenda dice che queste zone in passato erano talmente inaccessibili che vi si avventuravano solo i ladroni, che passando lasciavano visibili le loro impronte, le peche. Un nome scelto come omaggio alle tradizioni della loro terra e della loro famiglia, ed insieme uno sguardo rivolto verso il futuro e l’innovazione, con la volontà, che li contraddistingue, di lasciare nella ristorazione italiana una chiara impronta. Per questo, lo stampo di una mano aperta è dal 1987, il simbolo del ristorante. La cucina di Nicola Portinari è una cucina emozionale, in cui tecnica e poesia si sublimano in sapori incredibili per la loro complessità e allo stesso tempo pulizia. 

il sommelier 

Alessandro Tupputi 

Ristorante La Madernassa * Stella Michelin 

(Guarene – Piemonte) 

www.lamadernassa.it 

A lui è affidato il compito, probabilmente più difficile, di abbinare mese dopo mese vini e annate ai piatti degli chef che di volta in volta si alterneranno nelle cucine del Palazzo. Colonna portante nella sala del ristorante stellato La Madernassa, a Guarene, ha saputo negli anni osare, conquistare la fiducia della proprietà, dello chef e dei clienti fino ad avere carta bianca nella costruzione di una carta che si è fatta sapere condiviso. Parte da lontano per poi tornare a casa, in Italia. Nel suo passato si registra una lunga esperienza in un hotel 5 Stelle a Ontario, nella zona centro-orientale del Canada. Poi trova casa al 5 stelle Conrad Dubai: un’eleganza discreta e moderna nel cuore del quartiere finanziario e dello shopping di Dubai, prima di spostarsi all’Armani Ristorante Ginza di Tokyo. Il ritorno in Italia, coincide con il suo arrivo in Abruzzo, nel secondo ristorante della zona con una stella Michelin, Villa Maiella. Rimarrà lì 4 anni prima di trovare definitivamente sistemazione a Guarene, tra Langhe e Roero, al fianco dello chef Michelangelo Mammoliti. Nessuno prima di lui, con i vini, era riuscito ad esaltare con altrettanta convinzione i piatti che uscivano dalla cucina.

Palazzo Saluzzo Paesana – Via della Consolata, 1 bis – 10122 Torino, Italia

Per informazioni:

info@palazzosaluzzopaesana.it