Lo chef Matteo Torretta occupa la plancia di comando di Asola, il ristorante gourmet informale in cima all’edificio Brian & Barry di Milano, un centro commerciale di lusso che mescola alta moda e gastronomia.

Insediato agli ultimi due piani, Torretta, 34 anni, dà corpo alla sua idea di “cucina sartoriale“, ovvero un modo di fare ristorazione quasi su misura, che nasce ed evolve dal contatto diretto con il cliente.

Nel ristorante la distanza tra cuoco, cucina e commensali è abolita, tutto è trasparente. La cucina a vista è una grande scatola di cristallo, mentre la sala è quasi interamente occupata dal lungo bancone centrale dove Torretta e i suoi collaboratori preparano i piatti e interagiscono con chi è seduto davanti a loro. Ci sono anche alcuni tavoli e una saletta privata, ma il bancone è indubbiamente il punto focale del locale.

“Volevo un ristorante gourmet, ma informale, un luogo dove ci fosse contatto diretto con lo chef e la brigata. Chi viene qui deve avere l’impressione di entrare direttamente in cucina”,

racconta Torretta.

La sua cucina è contemporanea ma non segue le mode, attinge alla tradizione italiana e alle suggestioni globali per produrre piatti semplici e immediatamente riconoscibili.

C’è una carta, un’offerta pranzo di quattro portate e, la sera, un menu a sorpresa di cinque portate, decise dallo chef in base ai migliori prodotti del giorno. È soprattutto in questa occasione che entra in gioco il concetto di cucina sartoriale: lo chef tiene conto delle esigenze e dei suggerimenti dei clienti, da cui massima flessibilità, per esempio, nel servire porzioni più o meno abbondanti, nel creare piatti a mano libera, nel togliere o aggiungere un ingrediente, nel modulare il menu.

Altro elemento per cui vale la pena una visita all’Asola è la stupenda terrazza panoramica agibile sia d’estate che d’inverno.

www.asolaristorante.it