Le cime delle Ande, montagne alte, austere, spesso innevate, ma dal corpo rosso passionale e dalla flora semi tropicale, fanno da contorno sul viaggio tra Cusco e il lago Titicaca, ed è proprio lì, che in contemplazione di questo paesaggio, che si perde la fatica del viaggio e diventa pura bellezza. È quando l’Andean Explorer, l’unico treno di lusso notturno del Sud America firmato Belmond, rallenta la corsa sulle alture di La Raya, a oltre 4.300 metri di quota, per lasciare che lo sguardo si perda tra le vette andine e le stelle, così vicine da sembrare sospese appena sopra i vagoni blu e beige. È il punto più alto del viaggio, e se il fiato rallenta per la fatica dell’altezza, il cuore si apre raccogliendo ogni istante di questa magia.

Un viaggio su rotaie che non è semplice spostamento, ma esperienza totale: un’avventura dei sensi, un itinerario che intreccia paesaggi maestosi, antiche civiltà e l’eleganza intima di un treno che sembra custodire l’anima stessa del Perù.
A bordo, ogni dettaglio racconta il territorio: i tessuti intrecciati a mano dalle comunità locali, i decori che riprendono motivi precolombiani, i menu che reinterpretano con raffinatezza la tradizione andina. Due carrozze ristorante – Muña e Llama – invitano a scoprire una gastronomia che profuma di erbe di montagna, quinoa e pesce del Titicaca. E poi il ritmo di fa più serrato tra i cocktail al Piano Bar, le melodie che accompagnano i brindisi, di musica dal vivo, fino al lento oscillare del vagone mentre i paesaggi sfilano dietro i finestrini.
Il percorso è una sinfonia in tre movimenti. Da Cusco, l’antica capitale inca, il treno attraversa altipiani immensi, toccando siti archeologici come Raqchi, meno conosciuti del celeberrimo fratello maggiore, Machu Picchu, ma altrettanto affascinante.



A Puno, la cittadina che abbraccia il lago navigabile più alto del mondo, a 3800 metri d’altezza, si arriva all’alba, il sole sale dalle acque del lago Titicaca, specchio infinito che ospita le isole galleggianti degli Uros e la suggestiva isola di Taquile, dove il tempo scorre ancora secondo antichi rituali. Il treno si ferma per visitare gli antenati di questa popolazione indipendente e indominata che decise di non piegarsi alla potenza inca e di vivere su zattere, poi vere e proprie isole, costruite di tortora, le piante locali galleggianti, ieri per sfuggire al potere, oggi alla tassazione. E poi Taquile, abbandonata tra il Perù e la Colombia, isola di confine e di agricoltura con vista più su un mare che su quello che è, a tutti gli effetti, un lago d’altura.
Infine il viaggio si conclude ad Arequipa, la “Città Bianca”, Patrimonio dell’Umanità, con i suoi blocchi di pregiato sillar bianco, i monasteri e i chioschi che sanno di passato, una cittadina ancora poco turistica e dove è facile essere invitati a una festa di quartiere danzante. Centro gastronomico, qui sono nati tanti piatti tradizionali ed è anche la porta d’ingresso verso il Colca Canyon, due volte più profondo del Grand Canyon, dove ammirare i fieri condor volteggiare sul vuoto e osservare lama, alpaca e le selvagge vignogne galoppare in libertà.
Il viaggio non è solo contemplazione. Nell’Observation Car, con la sua terrazza a cielo aperto, il vento scompiglia i capelli e rende l’esperienza viscerale. Nel Carrozza Spa, massaggi e trattamenti a base di ingredienti naturali trasformano il viaggio in un percorso di benessere. E di notte, nelle 35 suite e cabine dal design caldo e raffinato, il silenzio delle Ande culla il riposo.



Salire a bordo dell’Andean Explorer significa abbandonarsi a un sogno sospeso tra storia e natura, tra il fascino della lentezza e la forza selvaggia delle montagne. È un viaggio che non si dimentica, perché non porta solo da una città all’altra: conduce dentro l’anima delle Ande, tra gli echi dell’Impero Inca e la magia senza tempo del Perù.
