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Vigilanza e tutela internazionale a centro del seminario formativo di AICIG a Pachino

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Seconda tappa in Sicilia dopo l’incontro tenutosi ieri a Ispica e dedicato a alla comunicazione e alla valorizzazione di un prodotto a IG

Secondo appuntamento in due giorni in Sicilia con i seminari formativi di AICIG. Dopo la tappa di ieri a Ispica per parlare di comunicazione e valorizzazione dei prodotti a IG, oggi il gruppo di lavoro si è spostato a Pachino, presso la sede del Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP. Ad aprire l’incontro, la responsabile tecnica di AICIG Rita Serafini che ha introdotto le attività dell’Associazione, a cui hanno fatto seguito i saluti iniziali e la presentazione dei dati del Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP relativi a vigilanza e tutela a cura del Presidente Salvatore Lentinello, il quale ha altresì posto l’attenzione sull’interesse e l’impegno profuso per incrementare la base sociale.

Piazza Vittorio Emanuele a Pachino (Foto: Press Office AICIG)

Tra gli interventi anche quello del Direttore del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Federico Desimoni, che ha approfondito la differenza tra attività di monitoraggio/vigilanza e tutela, illustrando alcune fattispecie principali di azione legale nella UE. Tra queste, l’attività di tutela esercitata nei confronti del termine balsamico in Germania alla luce del recente pronunciamento della Corte Suprema Tedesca.

Si è orientato alla presentazione di elementi di normativa europea infine, l’intervento del Segretario di AICIG, Leo Bertozzi, che ha così affermato: “Le azioni di tutela sono essenziali per proteggere gli interessi e le richieste dei consumatori. Grazie all’azione dei Consorzi di Tutela, partendo dalla Convenzione di Stresa del 1951 fino all’attuale regolamento UE – che ha introdotto l’obbligo di interventi ex officio degli Stati Membri Ue per tutelare DOP e IGP – oggi disponiamo di un quadro regolamentare di riferimento certo nell’Unione Europea. Diventa importante che i Consorzi conoscano gli strumenti che la normativa mette loro a disposizione per poterli utilizzare in modo appropriato. Per questo diventano utili le testimonianze e gli scambi di esperienze su azioni di tutela concrete”.

La prossima giornata di formazione di AICIG è in programma per lunedì 25 giugno al Consorzio del Prosciutto di Parma DOP, dove si svolgerà un incontro improntato sul macrotema di disciplinari e statuti e dedicato al “Benessere animale, sostenibilità aziendale e responsabilità etica”.

CHI E’ AICIG

L’AICIG – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche – è un’associazione senza scopo di lucro costituita tra i Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf ai sensi dell’art. 14 della Legge 21 dicembre 1999, n. 526. La maggioranza dei Consorzi di tutela italiani ha individuato nella formula associativa la chiave strategica competitiva per tutelare, valorizzare e promuovere all’unisono le rispettive indicazioni geografiche, espressioni del patrimonio agroalimentare del nostro Paese che rivelano le identità storico – culturali dei distretti di riferimento.

LA MISSION DI AICIG

Nell’ottica di fornire sostegno a tali realtà distrettuali nel 2006 viene istituita l’AICIG, il cui obiettivo principale è supportare la politica delle Indicazioni Geografiche in sede nazionale, comunitaria e internazionale, nonché favorire lo sviluppo omogeneo del settore, promuovendo un costante confronto tra tutti i Consorzi Soci.

I NUMERI DI AICIG

Ad oggi AICIG rappresenta 70 realtà consortili relative a denominazioni agroalimentari (vini esclusi) italiane, rappresentative di circa il 95% delle produzioni italiane ad indicazione geografica. Ad essere maggiormente rappresentati sono i prodotti caseari (23 denominazioni), gli ortofrutticoli e cereali, freschi e trasformati (22 denominazioni), i prodotti a base di carne (11 denominazioni), gli olii (8 denominazioni), le carni fresche e gli aceti balsamici, entrambi con 2 denominazioni ciascuno.

LE IG IN ITALIA ED IN EUROPA

Ad oggi sono 296 le Indicazioni Geografiche italiane (vini esclusi), a fronte di 1.427 a livello europeo. Il valore economico delle DOP e IGP italiane ammonta a circa 15 miliardi di euro (fonte portale EU Door).