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Il ristorante di Will Guidara e dello Chef svizzero Daniel Humm eletto Miglior Ristorante del Mondo. Massimo Bottura con la sua Osteria Francescana ‘Best European Restaurant’ 2017 è secondo, Enrico Crippa 15mo, Massimiliano Alajmo 29mo e un grandioso Niko Romito 43mo

Si è conclusa da poco più di 24 ore la cerimonia ufficiale della classifica 2017 dei 50 Migliori Ristoranti del Mondo, curata dal 2002 dal prestigioso Magazine inglese ‘Restaurant’, diretto ed editato dal famoso giornalista e scrittore William Drew. L’edizione di quest’anno si è svolta nella splendida location del ‘Royal Exhibition Building’ di Melbourne, dopo l’edizione dello scorso anno a New York presso il ‘Cipriani Wall Street’ e le rimanenti 14 a Londra, patria dell’editore Drew, originario del Kent. Presenti alla cerimonia 950 persone tra vip, chef, giornalisti, sponsor e gourmand.

Massimo Bottura e William Drew dopo la vittoria del 2016 (Foto: ‘Identità Golose’)

William Drew ha aperto ufficialmente la cerimonia parlando del successo mondiale della kermesse, iniziato nel 2002 dal suo ‘Restaurant Magazine’ con il semplice intento di organizzare un evento come tanti altri nel settore dell’alta ristorazione, annunciando che il 27 giugno Barcellona sarà la prestigiosa location di un grande dibattito con la partecipazione di tutti gli Chef vincitori dei 15 anni de ‘The World’s 50 Best Restaurants’. La parola è poi passata a Mark Durden Smith (celebre e storico presentatore inglese) che ha condotto l’intera cerimonia presentando tutti i protagonisti della nuova classifica 2017.

Daniel Humm e Will Guidara subito dopo la proclamazione al vertice dei ’50 Best’ (Foto: ‘Identità Golose’)
I vincitori sul palco del Royal Exhibition Building. Al centro Will Guidara e alla sua sinistra Daniel Humm in segno di vittoria (Foto: ‘Corriere della Sera’)

Grande assente lo Chef Renè Redzepi del ‘Noma’ di Copenaghen, vincitore dei ‘50 Best’ per ben quattro volte negli anni 2010, 2011, 2012 e 2014; il ristorante è attualmente chiuso, da fine febbraio, causa un’esperienza temporanea di Redzepi a Tulum, in Messico, dove dal 12 aprile al 28 maggio prossimi sarà operativo il ‘Noma Mexico’, un ‘temporary restaurant’ dove le cene saranno a base di prodotti locali e ogni cena avrà un costo di 600 dollari a cliente. Le prenotazioni sono state aperte il 6 dicembre 2016 e sono già sold-out da tempo. Il nuovo ‘Noma’ riaprirà sempre a Copenaghen il prossimo anno, non più all’indirizzo storico di Strandgade 93 ma nel quartiere di Christiania, dove Redzepi realizzerà un’originalissima ‘Urban Farm’. Redzepi non è nuovo a traslochi del genere, infatti si tratta di un’esperienza lavorativa e di vita che ha già vissuto ad inizio 2015 a Tokyo (un mese e mezzo presso il ‘Mandarin Oriental’) e ad inizio 2016 a Sydney, dove lo Chef e la sua grande brigata (tra cui il Sous-Chef padovano Riccardo Canella) hanno deliziato i palati australiani per due mesi e mezzo.

Daniel Humm e Will Guidara nel loro ristorante Eleven Madison Park (Foto: ‘Finedininglovers’)
Parte degli interni in stile Art Deco dell’Eleven Madison Park a New York (Foto: ‘Finedininglovers’)

Gli 837 membri della giuria globale della ‘The World’s 50 Best Restaurants Academy’ hanno sentenziato e assegnato il primo posto al ristorante ‘Eleven Madison Park’ di Will Guidara e Daniel Humm con sede nel Flatiron District di New York, presso il Metropolitan Life North Building, al n 11 di Madison Avenue. Felicissimo ed emozionato Will Guidara che ha affermato: ‘La cosa più importante per noi è sempre stata quella di far sentire al meglio i nostri clienti. Siamo un gruppo di 150 persone che lavorano. Ragazzi, ce l’abbiamo fatta!’.

Daniel Humm e Massimo Bottura. Passaggio di consegne al vertice dei ’50 Best’ (Foto: ‘Daniel Humm Official’)

Massimo Bottura cede così lo scettro al collega e amico Daniel Humm che lo scorso anno si era classificato terzo, dopo il secondo posto dei fratelli Joan, Jordi e Josep Roca del ristorante ‘El Celler de Gran Roca’ di Girona, quest’anno terzi e vincitori anche del ‘Premio per l’Arte dell’Ospitalità Cantine Ferrari’ (‘Hospitality of the year Award’) consegnato da Camilla Lunelli.

Due dei tre fratelli Roca, Jordi a sx e Joan a dx, premiati da Camilla Lunelli con l’ ‘Hospitality of the year Award’ (Foto: ‘Identità Golose’)

Sono sempre e comunque loro gli Chef che si dividono il podio mondiale come nel 2016 e ciò testimonia il grandissimo lavoro che continuano a fare insieme alle loro brigate di sala e cucina, senza dimenticare che l’Osteria Francescana non si trova lungo una grande e frequentata ‘avenue’ di una metropoli come New York ma in una graziosa stradina di Modena e che la fenomenale squadra del Dottor Bottura e Mister Palmieri consta esattamente di un terzo rispetto a quella di Daniel Humm e Mister Guidara (50 e 150 dipendenti rispettivamente).

Se si osserva la classifica delle prime tre posizioni dal 2002 ad oggi, si notano perfettamente le varie scuole di pensiero e le relative tendenze gastronomiche di coloro che le hanno rappresentate. Nello specifico, dal 2002 al 2005 si contendevano il titolo varie Cucine, da quella spagnola a quella inglese, da quella francese a quella americana, con una competizione culinaria che in realtà si riduceva a soli due contendenti: lo spagnolo Ferran Adrià de ‘El Bulli’ a Roses e lo statunitense Thomas Keller de ‘The French Laundry’ a Yountville.

Bottura, Crippa, Romito e Alajmo reggono orgogliosi lo stesso tricolore che lo Chef patron dell’Osteria Francescana esibì lo scorso anno da vincitore assoluto a New York (Foto: ‘Finedininglovers’)

Gli anni dal 2006 al 2009 hanno visto la netta affermazione della gastronomia ‘Molecolare’ d’avanguardia di Ferran Adrià e di Heston Blumenthal con il suo ‘The Fat Duck’ a Londra, accanto a quella ‘Fusion’ del francese Pierre Gagnaire. Il periodo compreso tra il 2010 e il 2012 è stato invece caratterizzato dalla tendenza prevalente della ‘Nuova Cucina Nordica’ di Renè Redzepi, con il ‘Noma’ di Copenaghen, di pari passo a quella ‘Molecolare’ d’avanguardia di Adrià ma anche di nuovi protagonisti della cucina spagnola come i fratelli Roca de ‘El Celler de Can Roca’ e Andoni Luis Aduriz del ‘Mugaritz’. Il 31 luglio 2012 Ferran Adrià ha abbassato definitivamente la serranda del suo mitico ‘El Bulli’.

Il 2013 è l’anno in cui la ‘Nuova Cucina Italiana Contemporanea’ di Massimo Bottura inizia a proporsi con decisione e consenso di critici e di pubblico al fianco delle tendenze gastronomiche internazionali, affermandosi insieme ad esse di anno in anno, fino al trionfo del 2016. Il podio di quest’anno riporta ad un sostanziale equilibrio delle diverse scuole di pensiero gastronomico e sarà a dir poco interessante osservare come e quale di queste riuscirà ad ottenere maggior interesse e appezzamenti a livello mondiale, considerando che, tra l’altro, il prossimo anno assisteremo al rinnovo del ‘Noma’ di Renè Redzepi in versione ‘Urban Farm’.

Ergo. Se l’Osteria Francescana è il ‘Miglior Ristorante d’Europa’ 2017 non è certamente un caso e va benissimo così: due terzi posti consecutivi nel 2013 e 2014, secondo posto nel 2015, primo nel 2016 e nuovamente secondo quest’anno, praticamente alla pari con dei templi sacri e internazionali dell’alta ristorazione. E se la competizione tra le varie tendenze gastronomiche assumerà sempre più l’aspetto concreto della condivisione tra gli Chef, i critici, gli esperti del settore e la gente, la si potrà definire ‘condivisione di studio, di culture, di tecniche, di materie prime, di talento, di gioco di squadra e quindi di merito’. Allora sì che sarà una vittoria di tutti!

I 4 moschettieri italiani tra i ’50 Best’: da sx, Alajmo, Romito, Bottura con il premio per il secondo posto e Crippa (Foto: ‘Identità Golose’)

Tornando alla classifica dei ’50 Best’, enorme soddisfazione per la Cucina Italiana d’Autore con il 15mo posto di Enrico Crippa del ristorante ‘Piazza Duomo’ di Alba (avanti di 2 posizioni rispetto allo scorso anno), i fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo de ‘Le Calandre’ a Sarmeola di Rubano (avanti di 10 posizioni fino al 29mo posto) e il bravissimo Niko Romito del ‘Reale’ di Castel di Sangro, entrato per la prima volta nella classifica dei primi 100 al mondo (84ma posizione) lo scorso anno e nei primi 50 al mondo (43ma posizione) ieri, facendo un balzo in classifica straordinario e dimostrando di essere uno degli Chef più talentuosi d’Italia e del mondo.

I quattro super Chef italiani, prima dell’inizio della cerimonia, hanno percorso il red carpet di rito e hanno esibito (reggendone uno ciascuno) quattro piccoli cartelli che componevano il nome di Bob Noto (il grande fotografo, grafico e critico torinese scopritore di talenti, scomparso lo scorso 23 marzo all’età di 61 anni) seguito da un cuore rosso.

Alajmo, Bottura, Crippa e Romito sul ‘red carpet’ omaggiano il grande ed unico Bob Noto (Foto: ‘Paolo Marchi’)

Le prime 10 posizioni sono state completate dal quarto posto del ‘Mirazur’ a Menton, in Costa Azzurra, dell’italo-argentino Mauro Colagreco (sesto nel 2016), dal quinto posto del ‘Central’ a Lima (Miglior Ristorante del Sudamerica 2017) dello Chef Virgilio Martinez che perde una posizione rispetto allo scorso anno ma vince il premio ‘Chef’s Choice’, dal sesto posto dell’’Asador Etxebarri’ ad Axpe Atxondo, in Spagna, dello Chef Victor Arguinzoniz Olazabal (4 posizioni in più), dal settimo posto del ‘Gaggan’ di Bangkok (Miglior Ristorante d’Asia 2017) dello Chef Gaggan Anand (23mo nel 2016), dall’ottavo posto di un altro ristorante di Lima, il ‘Maido’ dello Chef Mitsuharu Sumura (5 posizioni in più), dal nono posto del ‘Mugaritz’ a San Sebastian dello Chef Andoni Luis Aduriz che perde due posizioni e dal decimo posto dello ‘Steirereck’ a Vienna dello Chef Heinz Reitbauer, anche lui scalato di una posizione rispetto al 2016.

Da notare l’uscita del ristorante ‘Narisawa’ dello Chef Yoshihiro Narisawa a Tokyo dalla top 10 e la scalata dello Chef Dan Barber che con il suo ristorante ‘Blue Hill at Stone Barns’ a Tarrytown, vicino New York, scala dal 48mo all’11mo posto, aggiudicandosi il premio ‘Highest Climber Award Lavazza’. Gli altri premi speciali sono stati conferiti a due ristoranti parigini, quello di Yannick Allenò del ristorante ‘Allenò Paris au Pavillon Ledoyen’ dove vi lavora anche il suo braccio destro, il tarantino Martino Ruggieri (‘Highest New Entry’ dal 72mo al 31mo posto) e quello di Bertrand Grèbaut del ristorante ‘Septime’ (‘The Sustainable Restaurant Award’), avanzato dalla 50ma alla 35ma posizione.

Rimanendo a Parigi, nota di merito ad Alain Ducasse che rientra nei 50 Best con il suo ristorante ‘Alain Ducasse au Plaza Athènèe’ al 13mo posto. Il premio ‘Best Pastry Chef’ al miglior pasticcere del mondo è stato invece conferito a Dominque Ansel dell’omonima Bakery di New York, nel quartiere di Soho; il pasticcere francese è l’inventore del dolce ‘Cronut’, un incrocio tra il croissant e il doughnut, il tipico bombolone americano.

Ana Ros del ristorante Hisa Franko a Kobarid, ‘Miglior Chef Donna’ 2017, ha emozionato con il suo discorso profondo e realista (Foto: ‘Identità Golose’)

La slovena Ana Ros del ristorante ‘Hisa Franko’ a Kobarid (Caporetto), già new entry tra i primi 100 al 69mo posto, è stata premiata come ‘World’s best female Chef’ 2017 e dal palco ha dedicato il premio ‘ai suoi fantastici figli che sono letteralmente cresciuti con lei in cucina e che sono diventati persone meravigliose’. Si è presentata sul palco con un abito rosso sia per celebrare il premio e la 69ma posizione in classifica del suo ristorante (il numero più sexy del mondo), sia per lanciare un chiaro messaggio, ossia che ‘non sono solo gli Chef uomini i più sexy perché anche le donne possono competere!’

Heston Blumenthal, lo Chef inglese vincitore del premio alla carriera ‘Diners Club Lifetime Achievement Award’ (Foto: ’50 Best Restaurants’)

Heston Blumenthal ha ricevuto il ‘Diners Club Lifetime Achievement Award’ (premio alla sua grande carriera iniziata nel 1995 quando inaugurò ‘The Fat Duck’ a Londra) e il suo secondo ristorante londinese, ‘Dinner by Heston’, ha scalato nove posizioni fino al 36mo posto. Queste le sue parole: Immaginare tutto quello che non esiste è possibile, perché l’immaginazione precede ogni educazione. Cucinare è la massima espressione di ciò che ci rende umani’.

I tre Chef di ‘Disfrutar’ a Barcellona, allievi di Ferran Adrià, da sx: Oriol Castro, Mateu Casanas e Eduard Xatruch (Foto: ‘Identità Golose’)

E’ catalano invece il ristorante ‘One to watch’ 2017, l’insegna dell’anno da tenere d’occhio e ovviamente da visitare, ossia ‘Disfrutar’, il ristorante aperto nel dicembre 2014 da tre allievi di Ferran Adrià (Oriol Castro, Mateu Casanas e Eduard Xatruch) a Barcellona.

Altre New Entry nei 50 Best, oltre al ‘Reale’ di Niko Romito e all’’Allenò Paris au Pavillon Ledoyen’ di Yannick Allenò, sono il ‘Cosme’ di Enrique Olvera a New York (scala ben 56 posizioni fino alla 40ma ed occupa anche la 20ma con l’altro suo ristorante ‘Pujol’ a Città del Messico), l’australiano ‘Brae’ dello Chef Dan Hunter a Birreguerra (scala 21 posizioni fino alla 44ma), il ‘Den’ dello Chef Zaiyu Hasegawa a Tokyo (ristorante ‘One to watch’ 2016, scala 32 posizioni fino alla 45ma) e il ‘Tegui’ dello Chef Germàn Martitegui a Buenos Aires (scala 19 posizioni fino alla 49ma). Per quanto riguarda lo stato ospitante la cerimonia, c’è da registrare il premio ‘Best Australasia Restaurant’ 2017 per ‘Attica’ a Melbourne, dello Chef Ben Shewry (32ma posizione).

Infine restano nella classifica dei migliori 50 ma perdono posizioni, oltre al ‘Narisawa’ di Tokyo, il ‘Quintonil’ dello Chef Jorge Vallejo a Città del Messico (22mo con 10 posizioni in meno), ‘The Ledbury’ dello Chef Brett Graham a Londra (27mo con 13 posizioni in meno), il ‘Boragò’ dello Chef Rodolfo Guzman a Santiago del Cile (42mo con 6 posizioni in meno), l’’Alinea’ dello Chef Grant Achatz a Chicago (21mo con 6 posizioni in meno) e il ‘DOM’ dello Chef Alex Atala a San Paolo (16mo con 5 posizioni in meno).

La Spagna (‘El Celler de Can Roca’, ‘Asador Etxebarri’, ‘Mugaritz’, Tickets’, ‘Arzak’, ‘Azurmendi’), gli Stati Uniti (‘Eleven Madison Park’, ‘Blue Hill at Stone Barns’, ‘Le Bernardin’, ‘Alinea’, ‘Saison’, ‘Cosme’) e la Francia (‘Mirazur’, ‘Arpege’, ‘Alaine Ducasse au Plaza Athènèe’, ‘Yannick Allenò au Pavillon Ledoyen’, ‘Septime’, ‘L’Astrance’) guidano la classifica con 6 ristoranti ciascuna.

La mappa ufficiale riepilogativa dei ristoranti classificati nella ’50 Best’ 2017 (Foto: ‘Finedininglovers’)

Segue l’Italia con i 4 ristoranti dei 4 moschettieri Bottura, Crippa, Alajmo e Romito, ma sarebbero stati 5 se Davide Scabin con il suo ‘Combal.Zero’ di Rivoli non fosse stato escluso dai ’50 Best’, classificandosi alla 59ma posizione, dieci in più rispetto al 2016, anche se ciò non scalfisce la sua bravura e la sua visione di cucina d’autore. In tutti i modi c’è da essere pienamente soddisfatti dell’importanza, della fama e del rispetto della cucina italiana all’estero, considerando anche l’operato di Chef come Christian Puglisi con il suo ‘Relae’ a Copenaghen (39ma posizione) e Umberto Bombana dell’’Otto e Mezzo Bombana’ a Hong Kong (60ma posizione). Che dire, più che un quartetto, un fantastico ‘Settebello’ italiano nei primi 100 migliori Chef del mondo!

Per leggere la classifica completa: www.finedininglovers.it

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