Dopo Milano, Rio de Janeiro e Londra, il genio modenese e sua moglie Lara hanno dato vita alla sede parigina del Refettorio, ospitato negli spazi della cripta della chiesa della Madeleine in centro a Parigi. Aperture future a Napoli, Montreal, Toronto, San Francisco, Detroit, New York e in Messico

Massimo Bottura di fronte all’ingresso del Refettorio Au Foyer de la Madeleine a Parigi, giovedì scorso. Le sue mani aperte all’accoglienza sono state ricreate in una gigantografia dall’artista francese JR (Foto: Identità Golose)

Serata speciale a Parigi per Massimo Bottura e sua moglie Lara Gilmore che, poco più di 24 ore fa, hanno ufficialmente inaugurato il Refettorio parigino, il progetto lanciato a Milano nel 2015 in occasione dell’Expo e divenuto realtà anche a Rio de Janeiro (RefettoRio, aperto nel quartiere di Lapa durante i Giochi Olimpici del 2016, in collaborazione con l’associazione Gastromotiva dello chef David Hertz) e a Londra (Refettorio Felix, aperto il 5 giugno 2017 negli spazi rinnovati del St. Cuthbert’s Centre, in collaborazione con l’associazione The Felix Project), senza dimenticare i Social Tables, dei veri e propri tavoli di condivisione che una volta a settimana coinvolgono singoli individui e famiglie in quella che si propone come una community consapevole ed inclusiva, fatta di chef, produttori, fornitori, artisti e designer (ad oggi esistono due realtà, Social Tables Ghirlandina a Modena e Social Tables Antoniano Onlus a Bologna).

L’ingresoo della chiesa de la Madeleine che conduce alla cripta all’interno della quale è stato allestito il Refettorio Au Foyer de la Madeleine (Foto: Malay Mail)

Ad oggi, Food for Soul ha raccolto ben 45 tonnellate di cibo in eccesso, servendo 450mila pasti sociali a 150mila ospiti bisognosi. I Refettori sparsi nel mondo, oltre a quello di Milano (in futuro sono previste nuove aperture a Napoli, Montreal, Toronto, San Francisco, Detroit, New York e in Messico) sono le costole operative di Food for Soul, la fondazione nata nell’aprile 2016 per volontà dei coniugi Bottura con lo scopo di combattere la fame nel mondo e lo spreco alimentare dilagante. Sin dai tempi del Refettorio Ambrosiano a Milano (aperto nel quartiere Greco, negli spazi una volta occupati da un teatro annesso alla parrocchia San Martino, in collaborazione con il parroco locale don Giuliano Savina) Bottura ha sempre sostenuto che ‘cucinare è una chiamata ad agire’, a dare a coloro che vivono nella povertà e in condizioni di emarginazione o disagio sociale. Il cuoco contemporaneo deve agire partendo dalla propria cultura perchè la cultura genera conoscenza che, a sua volta, scuote la coscienza e porta a un senso di responsabilità sociale che consente di restituire il benessere ai più bisognosi.

Bottura mentre parla ai giornalisti accorsi all’inaugurazione del Refettorio de la Madeleine (Foto: Malay Mail)

Non a caso, come si legge sul sito ufficiale di Food for Soul (www.foodforsoul.it), la parola Refettorio deriva dal latino reficere, che significa “rifare“, ma anche “restaurare“. In origine era un luogo in cui i monaci si riunivano per condividere il loro pasto quotidiano. Con l’aiuto di diversi partner, il team di Food for Soul (Massimo Bottura Founder, Lara Gilmore Presidente, Cristina Reni Project Manager, Francesca Mastrovito Media and Press Officer, Sofia Angidou Development and Fundraising Manager, Camilla Capasso Communications and Networking Officer) ripristina e rinnova gli spazi trascurati trasformandoli in cucine comunitarie stimolanti, aperte dal lunedì al venerdì, dove le persone in situazioni di vulnerabilità sociale possono sentirsi benvenute e dove la comunità locale può riscoprire il valore di coloro che si ritrovano in uno stato di abbandono e del potenziale dietro l’eccedenza alimentare. Anche chef rinomati sono invitati a condividere la loro creatività e competenza e a cucinare pasti deliziosi e salutari per gli ospiti dei Refettori utilizzando ingredienti in eccesso. In tal modo, si vuole sensibilizzare sul valore del cibo, sull’importanza della qualità delle idee e del valore dell’ospitalità per poter ripristinare la dignità.

Secondo il Bottura pensiero, la dignità ad un individuo bisognoso gli può essere restituita attraverso la bellezza del luogo in cui si ritrova, oltre a quella dell’arte: per questo, il progetto Food for Soul ha una valenza culturale e non caritatevole, come lo stesso Bottura ha ricordato ai giornalisti l’altra sera: “Nutrire il pianeta non vuol dire produrre di più ma combattere lo spreco usando la bellezza dell’immaginazione di noi chef e degli artisti. E’ con la bellezza che riusciamo a restituire dignità a coloro che vengono a mangiare qui”. Il nuovo Refettorio Au Foyer de la Madeleine è stato arredato grazie anche alla consulenza dell’artista francese JR che, nello specifico, ha realizzato delle sculture che richiamano le nuvole, con il preciso intento di dare una parvenza di cielo in un ambiente sotterraneo come la cripta della chiesa della Madeleine.

Uno scorcio della sala del Refettorio de la Madeleine (Foto: Malay Mail)

E’ stata inoltre ricavata un’area in cui è possibile rilassarsi, gustando un caffè, un tè o una tisana. I pasti distribuiti gratuitamente ai poveri, agli immigrati, ai senzatetto e a tutti i quei soggetti bisognosi segnalati dalle associazioni preposte alla loro cura; il Refettorio è aperto ogni giorno, dal lunedì al venerdì, ma adesso, grazie a Food for Soul, sono garantiti 100 pasti anche la sera e non solo a pranzo, come succede da alcune decine di anni con la distribuzione di 300 pasti presso la mensa La Foyer. Il Refettorio Au Foyer de la Madeleine è aperto anche ai cittadini comuni che possono ottenere un pasto al prezzo simbolico di 9 euro, avendo la possibilità di portare un parente, un amico, un collega o un conoscente che però paga 16 euro, in virtù del fatto che i posti sono in primis riservati ai poveri bisognosi.

Massimo Bottura con Yannick Allèno (alle loro spalle Kondo Takahiko, Sous Chef giapponese di Bottura) durante la sessione di ‘Identità di pasta’ al recentissimo Congresso Internazionale di Ristorazione e Pasticceria organizzato a Milano da Identità Golose (Foto: Brambilla-Serrani)

Oltre alla collaborazione dell’artista JR, Bottura ha ottenuto l’appoggio di privati quali l’agenzia Voyageurs du Monde, i gruppi Carrefour, Kering, Accord Hotels, Salesforce, Travelers of the World e l’associazione Culinary College of France (quasi 1.500 cuochi iscritti) che hanno contribuito mettendo a disposizione una cifra totale di 800mila euro. Alla serata inaugurale Bottura ha chiamato a cucinare due mostri sacri della cucina francese quali Alain Ducasse e Yannick Allèno (con quest’ultimo si era già incontrato a Milano appena 11 giorni prima in occasione del Congresso Internazionale sulla Ristorazione e Pasticceria di Identità Golose e, precisamente, sul palco della sessione dedicata alla pasta, ‘Identità di Pasta’). Ma altri grandi chef francesi (da Michel Troisgros ad Alain Passard) hanno risposto alla chiamata di Bottura e, a turno, cucineranno dei piatti prelibati con le eccedenze alimentari fornite, tenendo fede al credo botturiano ‘Cucinare è una chiamata ad agire!’.