Il caffè è talmente al centro dell’interesse dei consumatori che gli operatori in giro per il mondo cercano continuamente nuove formule e forme per proporlo, ricette originali adatte a coprire tutti i momenti del giorno e le occasioni di consumo. Ecco cosa bolle in pentola, o meglio nella tazzina (che può anche però essere fredda, oppure gelata)

Il 2018 è l’anno dei metodi di estrazione lenta, delle micro torrefazioni e di nuove bevande a base di caffè specialty – dice Marleen Akkermans, Sales Executive Assistant dell’olandese de Jong Duke -. Un consumatore sempre più informato spinge produttori, torrefattori e produttori di macchine a proporre un prodotto migliore e bevande più attraenti. Sul fronte delle macchine il focus è sui comandi e l’interazione, sulle selezioni, la manutenzione e la facilità d’uso. Mentre il consumatore potrà scegliere tra un numero sempre maggiore di bevande a base caffè”.

 I mercati più interessanti

Il mercato USA sta crescendo e si sta sviluppando rapidamente, con molti micro torrefattori che alzano il livello verso la sostenibilità, la qualità e l’informazione al cliente. I consumatori dell’Europa centrale e dell’Est stanno spingendo verso caffè e un servizio migliori. Ciò che rende l’industria del caffè davvero interessante è il contrasto tra il software (il caffè) e l’hardware (le attrezzature): entrambi stanno innovando in modi completamente diversi. Da un lato introducendo nuovi tipi di bevande molto interessanti, dall’altro sviluppando funzionalità utili e allettanti per consumatori e partner industriali”.

Tra le nuove bevande Yannick Richter, Sales Director Export della olandese AROMAT, punta sul Nitro Cold Brew: “senza alcun dubbio la maggiore tendenza al momento. Proveniente dagli Stati Uniti, ha iniziato a conquistare il mercato europeo circa due anni fa. Ed è sempre più popolare, anche grazie al fatto che l’hanno inserito nella loro offerta grandi catene come Starbucks e Costa Coffee. Noi lo proponiamo in diversi livelli di concentrazione, formati e confezioni”.

“C’è una sperimentazione senza sosta delle possibilità del mondo della bevanda – rileva Drewry Pearson, CEO of Marco Beverage Systems  – dal caffè caldo si è passati al freddo il quale è evoluto nella versione nitro. Si cercano nuovi tipi di monorigine e il dibattito ruota attorno alle miscele rotonde opposte ai caffè a lavorazione pulped natural pieno di aromi, e si estende all’introduzione dei lieviti e ad altri sviluppi nei metodi di lavorazione per aggiungere una nuova dimensione all’esperienza del caffè. L’evoluzione delle attrezzature supporta tutte queste tendenze come le infusioni ad azoto o aria e una varietà di opzioni per il cold brewing e per il single cup brewing. Si cerca più controllo sopra i processi e l’ambiente per creare un’esperienza completa al cliente in tutta la filiera. Solo controllando il processo l’innovazione può avere successo ed essere replicata. Ma è importante anche lavorare sul punto vendita con il design e la funzionalità insieme al flusso di lavoro e la presentazione: sono elementi sempre più importanti per attrarre un pubblico evoluto”.

L’urbanizzazione (“sette milioni di persone che si spostano dalle campagne in città ogni mese”) e le esigenze dei consumatori più giovani (“prediligono la qualità alla quantità e hanno connessioni globali”) sono le “megatendenze” individuate da Pearson. Che prevede una forte crescita in Asia: dove l’America ha portato uno stile “americano”, ma in questi mercati in grande sviluppo i giovani svilupperanno probabilmente i loro stili di caffè e tè. Portando non solo a una crescita del mercato ma anche a una continua strumentazione e innovazione. Un altro trend è la crescita del consumo nei Paesi produttori che insieme ai cambiamenti climatici pone delle preoccupazioni sul rifornimento sostenibile dei caffè monorigine”.