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Tra minimal e tradizione il Natale dolce in vetrina

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Milano, ribattezzata ormai da molti capitale gastronomica d’Italia, oltre che della moda e del design, alle soglie del Natale: dove vanno le tendenze di quest’anno tra le pasticceri più ‘in’ del momento

Semplificando, sono due le tendenze individuate nella presentazione delle pasticcerie per le feste di fine anno: il minimalismo estremo e la massima opulenza, che guarda – e molto – alla tradizione, con più di un occhio di riguardo al cake design.

Ecco allora una pila di confezioni dai disegni geometrici di panettone contornate da una semplice fila di lucine gialle: è la scelta del boho-chic Pavé, locale milanese diventato noto per le colazioni ma che sforna un panettone artigianale giudicato tra i migliori della città. Cilindri di seta rossa contenenti il dolce più cool dell’anno, disposti a formare un albero di Natale stilizzato, “fanno” anche la vetrina di Armani. Ma gioca sul minimalismo anche Marchesi, storica pasticceria milanese rilevata da Prada oggi con tre sedi, che però non si esime dall’esporre dei magnifici e regali panettoni e pandori glassati, bianchi e oro.

Come da tradizione il periodo natalizio è fatto per l’abbondanza, con vetrine stipate all’inverosimile da confezioni regalo di praline e bonbon e dolci natalizi che sgomitano per farsi notare. Se dominano l’oro e il rosso, spesso c’è spazio per una vetrina “a tema”, in cui veri capolavori di cake design ripropongono scene natalizie o più genericamente invernali.

Molti giocano sul tema dell’albero: lo propone da anni Knam, e Ladurée ci gioca l’intera vetrina con alberi-macarons rossi e verdi che hanno come base una bianca torta glassata.

Poi c’è il negozio Noberasco che ricostruisce una sorta di Luna Park ottocentesco, un scelta fatta anche a Parigi da Galeries Lafayette.

Protagonista, in ogni vetrina e ogni allestimento, è comunque il panettone, senza alcun dubbio il dolce di queste feste 2017. Presentato in scatole lussuose o incarti di diversi colori (come da Peck) o, addirittura, semplicemente in una busta trasparente che rivela l’interno, come da Galli, altra storica “bottega” meneghina.