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Ha aperto ieri, all’interno del Gucci Garden e in concomitanza con Pitti Uomo alla Fortezza da Basso, il nuovo spazio gastronomico curato dal tristellato patron della Francescana. Prima insegna fuori Modena di Bottura che affida la cucina ad Ana Karime Lopez Kondo, moglie di Takahiko Kondo, fenomenale Sous Chef (con Davide Di Fabio) del geniale modenese

Alta moda, arte, cultura, internazionalità e alta cucina hanno trovato da ieri il loro perfetto connubio in Piazza della Signoria 10 a Firenze, negli affascinanti spazi di Palazzo della Mercanzia che ospitava già il Museo Gucci (recentemente rinnovato con la consulenza della critica d’arte Maria Luisa Frisa e situato al primo e secondo piano) e ora il Gucci Garden, mirabilmente pensato e progettato da Alessandro Michele, direttore creativo Gucci da tre anni. Lo spazio al piano terra, oltre ad una bellissima boutique e all’archivio Gucci, è occupato anche dalla Gucci Osteria, il nuovo locale di Massimo Bottura e il primo inaugurato ufficialmente fuori dalla natia Modena, frutto della sua storica amicizia con un altro modenese doc qual è Marco Bizzarri, amministratore delegato di Gucci. La Gucci Osteria accoglie una trentina di coperti e vanta un bel dehors che si affaccia sulla piazza.

Palazzo della Mercanzia in Piazza della Signoria 10 a Firenze (Foto: ‘G. R.’)

Bottura era presente all’inaugurazione di martedì scorso (9 gennaio) in gran forma e con uno sguardo che lasciava intendere la sua grande soddisfazione, mentre offriva ai presenti i suoi mitici ‘Tortellini modenesi in crema di Parmigiano Reggiano’, portati trionfalmente in sala all’interno di una grande pentola (che faceva venire la voglia di una full immersion goduriosa) e sporzionati dalle sapienti mani del fidatissimo Davide Di Fabio. Bottura ha tenuto a precisare che il Parmigiano Reggiano, utilizzato anche in Francescana, è quello in purezza ottenuto dalla lavorazione del latte della razza Bianca modenese, recuperata 17 anni fa e della quale il tristellato portava un ciondolo che la rappresentava omaggiandola.

Massimo Bottura all’ingresso di Gucci Osteria (Foto: ‘Gazzetta di Modena’)

A proposito di tortellini, Bottura ha ricordato il progetto ‘Il Tortellante’, un laboratorio didattico socio occupazionale di pasta fresca pensato per coinvolgere ragazzi e giovani adulti con problemi di autismo, in modo da aiutarli ad integrarsi nel migliore dei modi e facendo loro apprendere un’arte antica che oggi è portata avanti solo dalle nonne e da pochissime giovani donne che riescono a dedicare una fetta del loro prezioso tempo. Trattasi di un progetto che inizialmente ha coinvolto solo 5 famiglie ma che ad oggi conta ben 30 ragazzi impegnati nel loro percorso di socializzazione e miglioramento della loro autonomia; un progetto che si evolverà nella ‘Charlie & the Tortellini Factory’.

Interno della Gucci Osteria (Foto: ‘G. R.’)

La cucina è stata affidata alla colombiana Ana Karime Lopez Kondo, moglie del secondo Sous Chef di Bottura, il rigoroso e talentuoso Takahiko Kondo, che nel menu ci ha messo lo zampino, proponendo il ‘Taka bun’, un morbido panino cotto al vapore e guarnito con insalata marinata nello yuzu e pancia di maiale laccata all’aceto balsamico. La Chef Karime ha una grande esperienza culinaria acquisita in alcune delle migliori cucine del mondo, da quella del Central di Virgilio Martinez a Lima a quella del Noma di Renè Redzepi a Copenaghen, da quella del Pujol di Enrique Olvera a Città del Messico a quella del Mugaritz di Andoni Luis Aduriz a San Sebastian e poi ancora nella cucina del Ryugin di Seiji Yamamoto a Tokyo.

Ana Karime Lopez Kondo nella cucina della Gucci Osteria (Foto: ‘G. R.’)
Ana Karime Lopez Kondo e suo marito Takahiko Kondo, Sous Chef di Bottura (Foto: ‘The Daily Telegraph’)

L’internazionalità (‘Firenze è sempre stata un centro di scambi culturali’ afferma Bottura) e la tradizione della Gucci Osteria, oltre ai due piatti citati, sono tangibili nel menu pensato da Bottura insieme a Karime, in un vero e proprio viaggio culinario che accompagnerà i commensali italiani e non: ‘Carciofo alla Giudia’, ‘Risotto dove la foresta incontra il mare’, ‘Napoli e Marsiglia non sono poi così lontane’ (la pasta italiana incontra la ‘Bouillabasse’, zuppa di pesce marsigliese), ‘Tostada di palamita’ marinata con tortilla messicana, ‘Sgombro con salsa ponzu’, ‘Emilia burger’ (hamburger di cotechino con salsa verde e maionese all’aceto balsamico preparata senza utilizzare il tuorlo d’uovo, ‘Caesar Salad in Emilia’ (nuova versione di uno dei piatti cult della Francescana), ‘Hot dog di chianina’ con gelatina di cotechino (chiaro omaggio alla Toscana) e poi ancora Tacos, Tortillas e Melanzane Thai piccanti fritte in salsa di shiso; tra i dolci spicca il ‘Charley Marley’, dedicato al figlio di Bottura, goloso di cioccolata. I prezzi dei piatti variano dai 10 ai 30 euro, escluso vini italiani e champagne.

 

 

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