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Una storia di Eccellenza Bio fatta di tradizione, memoria ed innovazione

Le dolci colline intorno ai graziosi borghi di Catignano e di Loreto Aprutino fanno da cornice perfetta a piantagioni di verdi ulivi e, soprattutto durante il periodo della vendemmia, a variopinti vigneti che, oltre a donare un panorama emozionante agli occhi e al cuore di chiunque viva in loco o si trovi a passare in questo angolo d’Abruzzo, offrono al mercato alcune delle eccellenze rientranti nel prezioso patrimonio di biodiversità italiane, tra cui dell’ottimo vino, sia a bacca rossa che a bacca bianca. Abruzzo terra e patria non solo dei famosi arrosticini e dei tanti Presidi Slow Food ma anche del suo Montepulciano, del suo Trebbiano, del suo Pecorino, della sua Cococciola, della sua Passerina. Pregiati prodotti enogastronomici che fanno di questa regione una delle migliori interpreti del delicato e strategico rapporto di rispetto e reciprocità tra uomo e natura, tra il sapere del primo e la generosità della seconda che deve essere salvaguardata ad ogni costo.

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vignetiTra i migliori protagonisti abruzzesi di tale importantissimo e delicato rapporto tra i doni di madre terra ed il loro sapiente rispetto, un merito speciale è sicuramente da conferire a Francesco D’Onofrio dell’azienda vitivinicola “Marchesi De’ Cordano Cantina & Vigneti”, la cui filosofia può perfettamente essere concentrata in tre fondamentali parole: Tradizione, Memoria, Innovazione. Tre parole che racchiudono la mission aziendale più profonda, facendo tesoro della tradizione e della memoria ereditate da Francesco D’Onofrio da suo nonno Francesco Gabriele, uomo dalla grande generosità, ma anche grande agricoltore dotato di un’intelligenza ed una visione da vero imprenditore.

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Il signor Francesco Gabriele sulla copertina del libro di famiglia, pensato e realizzato dai fratelli Francesco e Romano, in onore del loro nonno

Emigrante in Venezuela nel 1947 e ritornato in patria nel 1952, il signor Gabriele l’anno successivo avviò un frantoio tutto suo in contrada Canale, sfruttando la grande vocazione del territorio di Villamagna (così come la gran parte delle zone collinari dell’Abruzzo) alla coltivazione di uliveti ma anche di vigneti. Nel 1963 l’attività venne spostata su un terreno acquistato in contrada Piana dove furono costruiti un nuovo frantoio e una grande casa per la famiglia: fu allora che Gabriele D’Onofrio creò l’Oleificio D’Onofrio (ampliato nel 1988, dotato nel 1991 di una novità rappresentata dal Sistema ad estrazione Integrale e nel 2011 di un moderno impianto oleario assemblato con macchinari di eccellenza quali quelli del Gruppo Pieralisi di Jesi), intraprendendo due anni dopo anche l’attività avicola delle galline ovaiole e fondando l’Avicola Pian di Mare, il cui cuore pulsante era un moderno allevamento dove venivano prodotte uova di altissima qualità.

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Francesco Gabriele D’Onofrio

Ma la visione dell’uomo imprenditore non si arrestò e così, a fine anni sessanta, fu avviata anche una Cantina per la produzione di un vino che da subito si distinse per la sua grande qualità, essendo l’area di Villamagna una delle più pregiate dal punto di vista vitivinicolo. La filosofia aziendale da seguire fu quella di produrre vini ottenuti esclusivamente da uve selezionate nei vigneti di proprietà, affiancando una gestione intelligente e una serietà commerciale in grado di offrire al cliente un prodotto di provenienza certa.

Tutta l’esperienza, il coraggio, la passione e la forza di volontà del signor Gabriele sono state ereditate dal figlio Marenzo prima e dai due figli di quest’ultimo, Francesco e Romano, poi; i due fratelli, insieme al padre, portano avanti le aziende di famiglia e Francesco, nello specifico, si occupa al 100% dell’azienda vitivinicola in Contrada Cordano. Al talentuoso nipote il merito di aver apportato innovazione e competitività, fondamentali requisiti per essere al passo coi tempi sia per quel che riguarda la qualità della produzione, sia per conquistare il mercato nazionale e soprattutto estero. Tali requisiti sono stati applicati facendo tesoro di tutta l’esperienza e saggezza del mondo contadino di cui suo nonno è stato ed è ancora oggi prezioso custode in terra abruzzese.

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La sede della Cantina in C.da Cordano

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macchinari-variL’azienda Marchesi De’ Cordano nasce nel 2000 in una zona collinare ai piedi della Maiella, dove erano stati piantati i primi dodici ettari di vigneto della storica Tenuta Santa Caterina; negli anni successivi la superficie vitata è andata sempre più aumentando con l’acquisizione di altri ettari nelle località di Bucchianico, Canosa Sannita, Civitaquana, Loreto Aprutino, Ofena, Spoltore e Villamagna. Oltre al Montepulciano d’Abruzzo, nelle varie zone sono coltivati anche la Cococciola, la Passerina, il Pecorino, il Pinot Grigio ed il Trebbiano d’Abruzzo.

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Nel 2011 è stata inaugurata la nuova cantina che, grazie ad un sapiente connubio tra vetro, acciaio e legno secondo il perfetto progetto dell’architetto Nino Catani, si integra nel contesto ambientale di Contrada Cordano con una leggerezza ed una funzionalità unici.

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Da sinistra: l’enologo Vittorio Festa, Francesco D’Onofrio e Nino Catani

L’intero staff (Annalisa, Francesca, Mirko, Mariano, Giorgio) fa sentire chiunque un vero e proprio ospite di casa, coccolato in un ambiente tecnologico ed elegante, ricco di un prezioso sapere e di eccellenti sapori che esprimono al meglio la personalità e lo stile produttivo dell’azienda, efficiente centro operativo ad elevato tasso di funzionalità.

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L’accogliente sala degustazione

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dscn2052La sala degustazione, vero e proprio salotto artistico enologico di luce e colore che può contenere fino a settanta persone, è un ambiente moderno che trasmette immediatamente professionalità e calore umano: una bellissima location che, tra preziose bottiglie di vino, arredi dalle linee morbide, piante ornamentali, un’originale installazione artistica composta da funi reggenti dei cerchi di botti adornanti la parete principale e sui quali si adagiano variopinti tessuti artistici che non lasciano indifferente l’occhio del visitatore, si presta perfettamente all’organizzazione di interessantissimi e prestigiosi eventi.

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L’originale parete artistica
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Sullo sfondo, un mosaico color granata che rimanda ad una cascata di vino

Un’esperienza sensoriale unica che si arricchisce di una forte componente emotiva durante la visita nella bottaia, fiera e preziosa custode dei suoi antichi Tonneau e delle sue Barriques che, giorno dopo giorno, dal loro prezioso legno trasferiscono al vino la loro decennale e quasi magica alchimia, pervadendolo ed arricchendolo per poi prepararlo a diventare un prodotto di alta enologia, rispecchiando quella che è l’essenza nobile della terra abruzzese: un’ elegante e fiera genuinità, oggi sempre più rara, che mai rinuncia alla qualità più vera.

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Vittorio Festa è l’esperto enologo (tra i più famosi in Italia) che, in perfetto coordinamento con l’intera squadra, da anni si prende cura dei vigneti con tantissima passione e professionalità, attraverso una ricerca ed un rapporto costante con il vino, impegnandosi ad utilizzare le tecniche più efficaci e naturali possibili nell’intero percorso evolutivo del vino, in particolar modo selezionando in vigna lieviti naturali.

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Vittorio Festa

La grandissima esperienza di Vittorio ha reso possibile l’impiego di ceppi autoctoni prelevati direttamente presso l’azienda vitivinicola, una procedura che garantisce quella elevata e genuina qualità non rintracciabile nei vini prodotti con lieviti selezionati a livello commerciale e che conferiscono al prodotto finale un’omologazione non rispondente certamente a criteri di eccellenza enologica.

vittorio-festa-e-francesco-donofrioNel settore dell’enologia esiste infatti la prassi di aggiungere dei lieviti selezionati grazie alla cui azione si monitora e si guida la fermentazione del vino ma, rispetto al gran numero di vini diversi esistenti in commercio, la quantità di ceppi di lieviti venduti risulta essere ristretta, per cui la prassi alla quale si assiste è quella di un vero e proprio livellamento verso il basso della biodiversità e delle caratteristiche organolettiche finali di certi vini. Alcuni produttori poi hanno optato per una procedura alternativa quale la fermentazione spontanea, attraverso i lieviti già presenti sugli acini, nell’ambiente in cui si svolge la vinificazione ma trattasi di un metodo che non garantisce un prodotto finale dalle caratteristiche prevedibili e quindi non controllabili, considerando che le diverse variabili non possono essere misurate.

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Per ovviare ad una problematica del genere la Cantina Marchesi De’ Cordano effettua la selezione dei ceppi di Saccaromicete (Saccharomyces = fungo dello zucchero) direttamente in vigna, assicurandosi in tal modo la miglior espressione possibile, tra i microrganismi autoctoni, dei ceppi vinari in salute. Tale buona ed acuta pratica consente di far sviluppare tali ceppi buoni all’interno di colture fresche che garantiscono così la correttezza e la ripetibilità del processo, facendo ottenere un prodotto finale che può definirsi tipico. I primi risultati di tale procedura selettiva dei lieviti firmati Marchesi De’ Cordano sono stati presentati il 14 dicembre 2015 in occasione di un evento ad hoc dal tema “Fermentazioni a confronto”, organizzato presso la sede aziendale e durante il quale sono stati degustati tre campioni di vasca vinificati con i lieviti di vigna Marchesi De’ Cordano.

dscn2158La produzione enologica aziendale propone undici etichette pensate in relazione ai vari vitigni coltivati e dai quali si ottengono degli ottimi vini. Per quanto riguarda quelli a bacca bianca, freschi, vivaci, dai profumi floreali e fruttati, le etichette sono: “AIDA” Trebbiano d’Abruzzo D.O.C.; “BRILLA” Cococciola Colline Pescaresi I.G.P.; “DIAMINE” Pecorino Colline Pescaresi I.G.P.; “FAVOLA” Passerina Colline Pescaresi I.G.P.; “MERAVIGLIA” Pinot Grigio Colline Pescaresi I.G.P.

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Le 5 etichette dei vini a bacca bianca

La Cococciola “BRILLA” annata 2015 è stata premiata a Torino il 13 novembre scorso con l’Oscar Berebene del Gambero Rosso che ha selezionato ben 718 etichette, considerando il miglior rapporto qualità-prezzo in enoteca (al di sotto delle 13€).

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La zona di produzione della Cococciola è quella di Loreto Aprutino e la tipologia del vigneto, impiantato nel 1987, è il Cordone Speronato, con un’esposizione a Sud-Est/Est ed un’altitudine di 208 metri s.l.m. La densità e la produzione sono rispettivamente di 3.300 ceppi per ettaro e 3 kg per ceppo, mentre il periodo di vendemmia va dal 1 al 10 settembre. La sua vinificazione avviene tramite una soffice pressatura a freddo in ambiente inertizzato, una decantazione statica del mosto e una fermentazione a temperatura controllata; il tenore alcolico corrisponde ad un volume del 13% e la massima espressione del vino si ottiene tra il primo e il terzo anno. Si presenta con un giallo paglierino vivace, dai riflessi verdolini; al naso dona un bouquet intenso con sentori agrumati soprattutto di pompelmo bianco e con note floreali di acacia e zagara; alla beva è intenso, denotando spiccate freschezza e sapidità insieme ad una buona persistenza. Si abbina molto bene a crudi di mare e cucina marinara in genere, nonché a mozzarella di bufala; ideale come aperitivo e in abbinamento ad una buona pizza. Si serve ad una temperatura tra i 6 e gli 8 gradi.

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4 delle 5 etichette a bacca rossa (incluso il Rosè)

Relativamente ai vini a bacca rossa, dalla complessa aromaticità, corposi e morbidi al palato grazie a dei tannini vellutati: “PUNTAROSA” Cerasuolo d’Abruzzo D.O.C.; “AIDA” Montepulciano d’Abruzzo D.O.C.; “TRINITA’” Montepulciano d’Abruzzo D.O.C.; “SANTINUMI” Montepulciano d’Abruzzo D.O.C. Terra Dei Vestini – Riserva; “SANTITA’” Passito Rosso Colline Pescaresi I.G.T.

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Il Rosè “Puntarosa”
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Il Passito Rosso “Santità”

Tra questi, il “SANTINUMI” Montepulciano d’Abruzzo D.O.C. Terra Dei Vestini – Riserva rappresenta la punta di diamante e ha ottenuto importanti e prestigiosi riconoscimenti per l’annata 2010, come l’Attestato di Eccellenza consegnato il 29 ottobre scorso a Milano dalla Guida “Vitae” dell’Associazione Italiana Sommelier:

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Francesco D’Onofrio e Vittorio Festa premiati a Milano dall’Associazione Italiana Sommelier

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ais-vitae-premiazione-2017-milano-2il Merano Wine Award 2016:

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Francesco D’Onofrio e i vini Marchesi De Cordano al Merano Wine Festival 2016

e la Medaglia Oro Plus (con Menzione Speciale) dalla Gilbert & Gaillard International Competition 2016 l’8 dicembre scorso a Bailly, in Francia, concorso che ha anche premiato il “TRINITA’” Montepulciano d’Abruzzo D.O.C. Riserva 2011 con la Medaglia Oro che si aggiunge al Merano Wine Award 2016 (quest’ultimo premio assegnato anche nel 2014 all’annata 2007 del “TRINITA’”).

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La zona di produzione del “SANTINUMI” è quella del vigneto storico di Santa Caterina, impiantato nel 1978 a Pergola Abruzzese, con un’esposizione a Sud/Sud-Est e un’altitudine di 306 metri s.l.m. La densità e la produzione sono rispettivamente di 1660 ceppi per ettaro e di 4 kg per ceppo, mentre il periodo di vendemmia va dal 5 al 10 novembre: la raccolta è manuale e prevede un’accurata selezione dei grappoli. La sua vinificazione avviene tramite un breve appassimento in vigna di una parte dell’uva (fase di sovramaturazione) ed un successivo periodo di 20 – 22 giorni di permanenza sulle bucce con rimontaggi all’aria, seguita da decantazione statica in botte grande. Successivamente il vino viene messo ad affinare per un lungo periodo: 12 mesi in botti da 50 ettolitri e altri 12 mesi in Barriques, per poi riposare in bottiglia ancora per un anno; il tenore alcolico si attesta su di una percentuale a volume del 15% e la massima espressione del vino si ottiene tra il dodicesimo ed il quindicesimo anno.

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Il suo colore si presenta rosso rubino con riflessi granati; al naso è al contempo intenso e complesso, richiamando l’essenza di fiori appassiti, la confettura di frutta rossa matura, la liquirizia, il pepe nero, delle note tostate di caffè e tabacco, nonché note speziate di chiodi di garofano e vaniglia. Alla beva risulta corposo, avvolgente e caldo, con dei tannini morbidi e suadenti per una lunga persistenza aromatica. Si abbina a carni rosse di importante cottura, con selvaggina e con formaggi stagionati; si presta anche come perfetto vino da meditazione. Si serve ad una temperatura tra i 18 e i 20 gradi.

L’undicesima etichetta è il “SANTAGIUSTA”, un eccezionale vino spumante ottenuto con il Metodo Classico da vigneti del 2005 coltivati a Guyot ad un’altitudine di 676 s.l.m. e con un uvaggio di Pinot Nero al 70% e Chardonnay al 30%. Il nome è un omaggio alla santa protettrice del paese di Loreto Aprutino ed è il primo Brut metodo classico a dosaggio naturale e a base di Pinot Nero prodotto ad alta quota in territorio d’Abruzzo, sicuramente da annoverarsi tra i vini protagonisti della cosiddetta “vitivinicoltura eroica”.

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Affinamento in bottiglia del ‘Santagiusta’

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Le forti escursioni termiche delle montagne del Sirente Velino e del Gran Sasso, dove Francesco D’Onofrio e Vittorio Festa stanno portando avanti anche delle interessantissime sperimentazioni di un Sauvignon, insieme alla purezza dell’aria sono alcune delle caratteristiche climatiche che consente loro di ottenere un brut di altissima qualità, riconosciuta tra l’altro da uno dei massimi esperti di enologia qual è il noto giornalista Luca Maroni. Nel mese di febbraio 2016, infatti, il “SANTAGIUSTA 2012” (seconda annata e 24 mesi sui lieviti) è stato premiato a Roma come Miglior Spumante d’Italia dalla guida “I Migliori Vini Italiani”, senza dimenticare che già la prima annata (2011 e 18 mesi sui lieviti) aveva ricevuto nel 2013 il premio di maggior “originalità” in occasione della kermesse “Pescara Abruzzo Wine”. Non bisognerà poi meravigliarsi se, in un futuro prossimo, Marchesi De Cordano conquisterà ancora la scena con un “SANTAGIUSTA” lasciato sui lieviti addirittura per 36 mesi.

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I vini Marchesi De’ Cordano esprimono al meglio tutta la loro struttura, personalità e longevità grazie all’interazione tra le ottimali condizioni pedo-climatiche del territorio e delle scelte tecnologiche strategicamente consapevoli, quali la preferenza dell’allevamento della Pergola Abruzzese (detta anche Tendone) e del Cordone Speronato basso, nonché un altrettanto bassa densità produttiva caratterizzata da quasi cinquemila ceppi per ogni ettaro: ciò consente una corretta maturazione delle uve e una resa all’insegna dell’alta qualità del prodotto finale. Riconoscibilità del vitigno, equilibrio e bevibilità rendono unici i vini Marchesi De’ Cordano e in grado di soddisfare il gusto dei palati più esigenti.

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Francesco D’Onofrio a Londra, presso “The Plough”, durante uno dei suoi recenti tour europei di promozione e degustazione dei suoi eccellenti vini

L’attenzione e la passione rivolte verso ogni singola bottiglia si apprezzano anche dall’estetica delle etichette e dalla scelta di utilizzare tappi di sughero di alto pregio qualitativo: testimone della grande qualità di tale materiale naturale è l’importante partnership con il leader mondiale della lavorazione e produzione dei tappi di sughero “Amorim Cork”. L’azienda portoghese è specializzata nella ricerca scientifica e nella creazione di tappi di sughero a prova di “TCA” (Tricoloroanisolo), ossia quel componente naturale maggiore responsabile del fastidioso e sgradevole sentore di tappo. Dal 2014, per le bottiglie del “Santinumi”, è stata scelta la linea esclusiva dei tappi “Amorim Excellence”, prodotta in serie limitata e frutto di un’accurata selezione del miglior sughero presente in natura, individuato dagli esperti di Amorim Cork nelle sugherete del Portogallo e sottoposto ai più severi controlli qualità dal reparto Ricerca&Sviluppo.

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Francesco D’Onofrio, in piedi, con Carlo Santos e Paolo Cerritelli di “Amorim Cork Italia”, Manuela Cornelii (Sommelier AIS Abruzzo) e Vittorio Festa
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Certificato “Amorim Cork Exellence”

santinumi-e-amorim-cork-exellenceL’azienda Marchesi De’ Cordano è stata tra le prime in Italia ad assicurare l’assenza di “TCA”, ricorrendo alla speciale tecnologia studiata da Amorim che consiste in un tappo garantito al 100% tramite una specifica polizza secondo la quale, nel caso remoto di una contaminazione da “TCA”, è previsto da parte di Amorim Cork Italia (di cui Carlo Santos e Paolo Cerritelli sono rispettivamente Amministratore Delegato e Referente di zona per l’Abruzzo) il risarcimento al cliente acquirente del valore commerciale della bottiglia.

La cura, l’attenzione e la professionalità del lavoro in vigna permettono di seguire l’intero processo vegetativo della vite, nonché di assecondare la sua naturale maturazione fenologica. La vendemmia, rigorosamente manuale, si svolge prevalentemente durante i mesi di settembre e ottobre e i filari vengono ripassati fino a tre volte per fare in modo che gli acini vengano raccolti nel loro miglior momento di maturazione. L’uva viene sistemata in delle cassette e trasportata, in meno di un’ora, nella cantina aziendale dove ha inizio il processo di vinificazione che per i vini bianchi, Cococciola, Passerina, Pecorino, Pinot Grigio e Trebbiano, prevede l’utilizzo di una tecnica all’avanguardia consistente nel raffreddamento delle uve appena raccolte con del ghiaccio secco (CO2). Tale tecnica consente di proteggere gli acini da qualsiasi contatto con l’ossigeno presente nell’aria, grazie al processo di discesa della CO2 che, essendo più pesante dell’aria, si dirige naturalmente verso il fondo della benna.

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Vinificazione in bianco tramite raffreddamento delle uve, appena raccolte, con ghiaccio secco
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Lo speciale serbatoio utilizzato durante il raffreddamento delle uve con CO2

Marchesi De’ Cordano è senza alcun dubbio un’azienda vitivinicola che, fedele alla cura dei propri vigneti, all’alta qualità dei suoi vini e all’innovazione imprenditoriale, sta sempre più guadagnando un posto d’onore nell’elite esclusiva dei migliori interpreti dell’enologia italiana d’eccellenza.

MARCHESI DE CORDANO CANTINA E VIGNETI

Contrada Cordano 43 – 65104 Loreto Aprutino (PE)

Tel. +39 085.8289526     Fax +39 085.8289906

info@cordano.it    www.cordano.it

 

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