CONDIVIDI

Le frontiere tra food design e pasticceria sono sempre più labili e le vetrine somigliano a gioiellerie in un tripudio di colori e forme bizzarre o geometriche, finiture lucide o ruvide, un po’ oggetti di design, un po’ collezioni di alta moda

“A volte si ha la sensazione che la pasticceria sia improntata negli ultimi tempi più ad apparire che non alla ricerca dell’eccellenza del sapore, complice anche un proliferare di trasmissioni che portano verso questa filosofia – dice Paolo Rovei, Sales & Marketing Manager di Ipsa -. L’arte bianca, dal canto suo, segue le tendenze alimentari del pubblico, con proposte sempre più gastronomiche e di pasticceria (pizze e torte) che vanno a completare l’offerta del tradizionale pane”.

Poi c’è la semplificazione dei processi: perché in questo mondo non ci sono solo chef stellati e mastri pasticcieri da campionato mondiale, e la realtà del laboratorio della porta accanto è ben diversa. “La necessità dell’artigiano è quella di avere un prodotto semilavorato di qualità ma facile da usare. Questo per rispondere alla sempre maggiore mancanza di manodopera specializzata e al risparmio sui costi di gestione. Abbiamo notato una richiesta di prodotti di base come margarine o panne prodotte con grassi non idrogenati o senza olio di palma. Ma questa è una falsa esigenza che si sta sgonfiando rapidamente, vista anche la difficoltà e il costo per produrre questi prodotti. In questo senso c’è una continua ricerca anche di nuovi ingredienti alternativi, senza diminuire gli standard di qualità”. La formazione conta molto, moltissimo. “Non solo la formazione nell’utilizzo dei prodotti, ma anche la formazione alla corretta gestione dell’attività e alla massimizzazione della redditività”.

Dolci tendenze (Foto: ‘Host Milano’)

Un prodotto così bello, nato per essere fotografato, instagrammato, ritwittato a tutto vantaggio della gloria (e delle vendite?) del suo creatore ha la necessità di avere un giusto contenitore. “Il settore della pasticceria sta sicuramente avendo una maggiore attenzione verso il packaging – conferma Alessandro Perli, Direttore vendite di Scotton -. La qualità del prodotto artigianale ormai si dà per scontata, dunque l’impatto con il pubblico avviene tramite la presentazione”.

Largo dunque a confezioni trasparenti che evidenziano prodotti colorati come cupcakes o macarons o l’ultima novità d’oltre confine, i francesi éclair. Ma anche la proliferazione dei panettoni artigianali ha portato a richiedere scatole solide e belle, che si distinguano nettamente da quelle del “fratellastro” industriale, con soluzioni particolari come la forme a casetta o lanterna, le scatole in due parti, una interna una esterna, mentre per chi punta su ingredienti naturali e purezza free-from c’è la riscoperta del cartone grezzo non lavorato. Perché nel food come nella moda l’abito, ovvero l’impatto visivo, fa veramente il monaco, e attira il compratore.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO