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L’azienda agricola di Simonetta Valiani, in contrada Pullera a Montalcino, produce dei vini biologici che da sempre si fanno apprezzare per la loro eccezionalità

Nicolò Magnelli e Simonetta Valiani presso la postazione n. 44 de ‘Le Chiuse’ all’interno del chiostro di Sant’Agostino

Il bellissimo chiostro del Complesso di Sant’Agostino di Montalcino ha fatto da suggestivo scenario all’evento ‘Benvenuto Brunello’ 2017 che, nella giornata di sabato 18 febbraio, è stato riservato alla stampa e ai professionisti del settore e, tra i 134 bravissimi produttori, una menzione speciale la merita sicuramente l’azienda agricola ‘Le Chiuse’ di Simonetta Valiani, custode insieme al marito Nicolò Magnelli e al figlio Lorenzo di una tradizione vinicola di particolare eccellenza, oltre ad essere produttori di un’ottima grappa, di un olio extravergine di primissima qualità e di un buonissimo miele a km0.

Nicolò Magnelli con il Rosso di Montalcino 2015 e Simonetta Valiani con il Brunello di Montalcino 2012
Il Rosso di Montalcino 2015 e il Brunello di Montalcino 2012 ‘Le Chiuse’
Particolare dell’etichetta del Rosso di Montalcino 2015 ‘Le Chiuse’
Particolare dell’etichetta del Brunello di Montalcino 2012 ‘Le Chiuse’

I 18 ettari dell’azienda comprendono i preziosi vigneti, i bellissimi oliveti (6 ettari) e una zona ricoperta da bosco (4 ettari) situati sulla collina di Montalcino, con un dislivello compreso tra i 330 e i 500 metri s.l.m., considerando rispettivamente il lato esposto a nord/nord-est e quello esposto a sud-est. La superficie occupata dai 5 vigneti coltivati aSangiovese Grosso’ è di 8 ettari, con un’età scalare di 26, 16, 14, 10 e 2 anni, mentre la densità media d’impianto corrisponde a circa 4mila ceppi ad ettaro.

Cordone Speronato

Il sistema di allevamento delle viti prescelto è quello del Cordone Speronato, caratterizzato dalla selezione, durante la potatura invernale, di un numero compreso tra 5 e 7 germogli lignificati da cui ricavare nuovi speroni a due o tre gemme. La tipologia di tale impianto è rappresentata da un cordone orizzontale sistemato ad un’altezza di 90/100 cm dal terreno e sul quale si lasciano solo gli speroni corti. Fondamentali sono la distanza tra i filari (massimo 2 metri e mezzo) e quella del cordone dalla fila (tra i 70 e i 100 cm) che influenzano, rispettivamente, la produzione (evitando le zone d’ombra) e la qualità dell’uva. Tra i  vantaggi del Cordone Speronato ci sono in particolar modo una buona esposizione delle foglie, una regolare compattezza dell’impianto, una produzione ben equilibrata e la possibilità di non dover utilizzare i lacci (metallici o sintetici o vegetali) per legare le viti una volta terminata la vendemmia.

Rampa ed ingresso della cantina sotterranea de ‘Le Chiuse’ (Foto: ‘Le Chiuse’)

La peculiarità che rende esclusivi i vitigni (e quindi i vini) coltivati sul terreno de ‘Le Chiuse’ è la loro provenienza dalla famosissima e storica tenuta ‘Il Greppo’, secondo una selezione massale che riguarda la maggior parte delle viti e che nel vigneto prevede solo quella delle migliori, controllando prima della vendemmia gli eventuali attacchi di parassiti e prelevando, durante la potatura invernale, quelle parti che daranno vita alle foglie e ai frutti (le cosiddette ‘marze’) adatte ad essere innestate. La selezione dei grappoli presso ‘Le Chiuse’ viene effettuata nel mese di agosto, una procedura che comporta la perdita di quasi il 50% dell’intera produzione e una resa di 40/45 quintali per ettaro, con il vantaggio però di consentire una migliore maturazione dei grappoli e quindi guadagnare in concentrazione e maggior qualità dei vini.

Particolare della bottaia con il bellissimo soffitto (Foto: ‘Le Chiuse’)

La vendemmia ordinaria (rigorosamente manuale) si svolge nella seconda metà di settembre, iniziando con la raccolta dei grappoli più grandi selezionati per il Rosso di Montalcino e per lo spumante ‘Stellare’ (primo Metodo Classico prodotto interamente a Montalcino); trascorsi altri 15 giorni vengono raccolti i grappoli più piccoli da cui si ricaverà il Brunello di Montalcino e, solo nelle migliori annate, il Brunello di Montalcino Riserva. La vicinanza della cantina sotterranea permette in meno di mezz’ora di far arrivare le uve selezionate e di passarle subito sulla diraspa-pigiatrice, per poi farle precipitare, tramite caduta gravitazionale, in delle vasche d’acciaio dove inizia il processo di fermentazione e macerazione termo-controllate (ad una temperatura massima di 29°C), durante il quale, al fine di ottenere una migliore estrazione dalle bucce, si effettuano rimontaggi (pompaggi del mosto liquido da una valvola posta nella parte inferiore della vasca, poi irrorato dall’alto sullo strato compatto di bucce formatosi in superficie e chiamato ‘cappello’), follature (rotture del ‘cappello’ tramite pressione meccanica, per farlo affondare nel mosto in fermentazione) e delestage (tecnica di macerazione che prevede il totale svuotamento del mosto dalla vasca e il suo travaso in un serbatoio di appoggio, dopodichè si lascia sgrondare il ‘cappello’ sul fondo della vasca stessa per circa un’ora e si travasa il mosto sulle bucce che, irrorate dal liquido, si sollevano e ritornano in superficie).

Una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva ‘Le Chiuse’ (Foto: ‘Le Chiuse’)

Dopo 18 giorni si separa il vino dalle vinacce e viene messo a riposo per 3 mesi, durante i quali viene ripetutamente sfecciato e si svolge la fermentazione malolattica, caratterizzata dalla trasformazione dell’acido malico, il più aspro presente nell’uva, in acido lattico e anidride carbonica. Tale fermentazione permette di ottenere un vino più morbido ed equilibrato, particolarmente corposo e dal profumo più fine e speziato. Nel mese di gennaio il mosto viene travasato in grandi botti di rovere di slavonia da 20/30 hl e vi rimarrà per un periodo di 12, 36 e 48 mesi se, rispettivamente, trattasi del Rosso di Montalcino, del Brunello e del Brunello Riserva. Durante l’invecchiamento vengono effettuati regolari travasi e, prima dell’imbottigliamento e in attesa delle certificazioni Doc e Docg, il vino è rimesso nelle vasche e filtrato leggermente; la procedura finale, precedente all’immissione in commercio, prevede ulteriori 8 mesi di affinamento in bottiglia.

‘Stellare’. Il primo spumante brut Metodo Classico vinificato a Montalcino (Foto: ‘Le Chiuse’)

La tenuta ‘Il Greppo’ ha da sempre rappresentato la vera anima dell’intero territorio di Montalcino, il cuore pulsante che ha dato vita ad una viticoltura di qualità che, nei decenni, ha raggiunto sempre più alti livelli di eccellenza e che ha dato lustro al meraviglioso borgo, conosciuto in tutto il mondo. ‘Le Chiuse’ hanno un rapporto a dir poco stretto, quasi simbiotico con ‘Il Greppo’, in quanto verso la fine del 1700 faceva già parte dei possedimenti della famiglia Biondi e Santi, portata in dote da Maria Tamanti quando andò in sposa a Clemente Santi. La loro figlia Caterina convolò a sua volta a nozze con Jacopo Biondi, dalla cui felice unione nacque Ferruccio, garibaldino e patriota (bisnonno di Simonetta Valiani) che, per volontà della madre, aggiunse il cognome di quest’ultima (Santi) al suo. Ferruccio fu anche un geniale enologo e nel 1870 ebbe l’intuito e il grandissimo merito di selezionare in vigna un particolare clone di Sangiovese (‘Sangiovese Grosso’) che, nutrito da un terreno particolarmente ricco di materiale fossile (situato in un’area dove in origine vi era solo acqua marina) e costituito per lo più da argilla, galestro e tufo, trovò il suo habitat ideale, favorito anche dal clima delle colline senesi, divenendo la culla del Brunello.

Grappa di vinacce di Brunello (Foto: ‘Le Chiuse’)

Il ‘Sangiovese Grosso’ era vinificato da Ferruccio rigorosamente in purezza e quando suo figlio Tancredi (promotore, tra gli altri, del disciplinare e curatore del protocollo di produzione) cedette in eredità ‘Le Chiuse’ e altri due poderi a sua figlia Fiorella, le raccomandò di custodirla gelosamente e di non metterla mai in vendita, perché era dal terreno e dalle vigne di quella tenuta che nasceva l’esclusivo Brunello per ricavare le preziosissime Riserve. Fiorella, facendo tesoro della raccomandazione del padre, da sempre ha dato in affitto i poderi, anche a suo fratello Franco (vero guardiano e ambasciatore del Brunello prodotto secondo tradizione) che ha coltivato e vinificato le vigne de ‘Il Greppo’ fino al 1990 e che fino alla veneranda età di 91 anni ha tenuto alto il nome dei Biondi e Santi in Italia e nel mondo.

Olio extravergine d’oliva (Foto: ‘Le Chiuse’)

Dopo la morte di Fiorella, avvenuta nel 1986, la figlia Simonetta ha iniziato a produrre il Brunello ‘Le Chiuse’ per conto proprio, senza mai abbandonare i valori ereditati da nonno Tancredi quali la passione, l’amore e il rispetto per quella terra meravigliosa. Così, insieme al marito Nicolò e al figlio Lorenzo, ha riportato in auge la fattoria e la Cappella, impiantato nuovi vigneti e costruito una nuova cantina sotterranea che in questi mesi sta subendo dei lavori di ampliamento per ricavare uno spazio dedicato alla fase dello stoccaggio e dell’imbottigliamento dell’eccezionale nettare, riservando la rimanente parte all’invecchiamento.

Panoramica in bianco e nero della tenuta Pullera (Foto: ‘Le Chiuse’)

La famiglia Magnelli-Valiani produce un totale di circa 30mila bottiglie all’anno e in regime biologico, con l’utilizzo di lieviti indigeni in vigna; relativamente alle produzioni del Brunello di Montalcino 2012 e del Rosso di Montalcino 2015, le bottiglie immesse in commercio sono rispettivamente 16mila e 10mila. La proprietà possiede, inoltre, una bellissima struttura ricettiva costituita da 4 appartamenti, risalente al 1840 e ristrutturata alla fine degli anni novanta. I vigneti di ‘Sangiovese Grosso’ la circondano, donandole fascino e regalando ad ogni visitatore sensazioni uniche che appagano la mente ed il corpo, rimandando ad una passione e ad una cura veraci nei confronti di una terra d’eccellenza che ha in Simonetta Valiani e la sua famiglia dei perfetti e sinceri custodi.

Le Chiuse

Podere Pullera 228

53024 Montalcino (SI)

Tel. +39 0577.846064

Fax +39 0577.846064

info@lechiuse.com

www.lechiuse.com

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