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Identità Golose 2018. Dal 3 al 5 marzo a Milano il più prestigioso Congresso Internazionale sulla Gastronomia ideato da Paolo Marchi

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Giunto alla sua quattordicesima edizione, il Congresso Internazionale ideato da Paolo Marchi, in collaborazione con Claudio Ceroni di Magenta Bureau, riserva da sempre un interesse e un appeal speciali. Nelle sale del MiCo il tema di quest’anno sarà ‘Il Fattore Umano’, risorsa preziosa che oggi risulta essere sempre più rara

Identità Golose Milano. Il Fattore Umano. Il manifesto dell’edizione 2018 è firmato da Franco Pepe e Renato Bosco (Foto: Brambilla-Serrani)

Manca ormai un solo giorno alla quattordicesima edizione di Identità Golose, il Congresso voluto da Paolo Marchi che ogni anno chiama a raccolta il gotha della Cucina Italiana ed internazionale, per confrontarsi e tirare le somme sullo stato attuale dell’enogastronomia. Dopo il tema del Viaggio dell’edizione 2017, quella del 3, 4 e 5 marzo prossimi (ancora una volta presso il Mi.Co di via Gattamelata, ingresso 14, Milano) avrà come focus il Fattore Umano, indispensabile legame che nelle relazioni quotidiane di lavoro non può mancare, oltre la passione, la cultura, la formazione, la serietà professionale (sia in sala che in cucina), l’attenzione per i produttori di eccellenze e per i clienti.

Una delle sale del MiCo di Milano (Foto: Brambilla-Serrani)

Questa la motivazione di Paolo Marchi in merito alla scelta del tema: “E’ nostra intenzione mettere al centro delle tre giornate le relazioni umane, l’uomo-chef e tutti coloro che lo circondano sul lavoro, dalla cucina alla sala, al rapporto coi clienti e prima ancora artigiani e fornitori. È il momento, pur non rinunciando all’emozione per quello che c’è nel piatto, di spostare l’attenzione sul convivio, su quanto avviene attorno alla tavola, punto d’incontro di mondi. Se vi è una cosa della quale possiamo essere sicuri è che anche tra dieci anni non potremo comperare la convivialità su internet, mai. La ristorazione rimarrà uno dei massimi centri di sviluppo delle relazioni umane”

Identità Golose 2017. Corrado Assenza, relatore veterano al Congresso, con Eleonora Cozzella (Foto: Brambilla-Serrani)

Ma già cinque mesi fa lo stesso Marchi scriveva saggiamente: “Viviamo un’epoca dove è più facile avere lo sguardo rivolto a uno schermo piuttosto che verso il viso di una persona, un tempo nel quale troppe cose, sul lavoro e nella vita privata, sono ricondotte a Internet e alla freddezza di rapporti superficiali, dove si ha fretta per tutto e tutto viene ridotto a selfie e autoscatti spesso senza spessore. Tutti fotografi al punto che in rete i piatti troppo spesso piacciono perché belli quando, in realtà, una pietanza deve risultare innanzitutto buona. E questa incalzante spersonalizzazione dei rapporti tra le persone si riflette anche nella ristorazione, con una preoccupante omologazione anche a livello di alta cucina, dove gli autori hanno poco di loro da dire. Si registra un dilagare di piatti che fanno il verso a culture di altri paesi piuttosto che ai menù degli chef più importanti. E non per uno scambio di culture e di contaminazioni, ma per nascondere i propri limiti colorandoli con immagini rubacchiate qua e là. Invece di impegnarsi ad approfondire i propri punti di forza, si seguono tendenze e capricci nel timore di non cavalcare l’onda del momento”.

Il palco principale del Congresso, in Sala Auditorium. La lezione di Cristina Bowerman lo scorso anno (Foto: Brambilla-Serrani)

Identità Golose diventa così un’occasione non solo per confrontarsi sui tanti temi di sala e cucina, ma un momento quasi catartico durante il quale tutti siamo chiamati a riflettere e a ritrovare il nostro equilibrio interiore, in modo tale da dare la giusta importanza al nostro interlocutore, qualunque egli sia (parente, amico, collega, ecc.), senza pregiudizi e basando il nostro dialogo su di un principio che oggi si dimentica facilmente, vuoi per abitudine, vuoi per comodità: il rispetto. Solo il rispetto può trasformare l’aridità di tante frasi scontate in un vero confronto costruttivo che porterà giovamento a tutti i soggetti coinvolti nelle relazioni umane quotidiane.

I protagonisti di Identità Golose 2018 (Foto: Brambilla-Serrani)

La regione ospite sarà la Calabria, con i suoi relatori Caterina Ceraudo (eletta Chef Donna 2017 dalla Michelin), Luca Abbruzzino, Anthony Genovese e Francesco Mazzei.

Ricchissimo, come sempre, il programma del Congresso che spazierà, sabato 3 marzo, da Dossier Dessert (Paco Torreblanca, Luca Sacchi, Andrea e Giacomo Besuschio, Ascanio Brozzetti, Gianluca Fusto), a Identità di Formaggio (Cristina Bowerman, Andrea Aprea, Franco Pepe) e Identità di Gelato (Davide Brunelli, Moreno Cedroni e altri), da Identità Naturali (in Sala Blu 2, Corrado Assenza, Virgilio Martinez, attesissimi Floriano Pellegrino e Isabella Potì di Bros’ a Lecce, con il loro progetto Background Gustativo) a Identità di Champagne (Sala Gialla 3, con Viviana Varese, Antonia Klugmann e Aurora Mazzucchelli).

Domenica 4 marzo il focus verterà sul Fattore Umano, con Antonia Klugmann, Davide Oldani, Gaggan Anand (che tra due anni chiuderà il suo ristorante Gaggan a Bangkok, per aprirne uno nuovo, GohGan, in Giappone, a Fukuoka), Arrigo Cipriani e Raffaele Alajmo, Massimiliano e Raffaele Alajmo, Matias Perdomo e Simon Press, il trio catalano delle meraviglie Mateu Casanàs, Eduard Xatruch e Oriol Castro, Enrico Bartolini, Ana Ros, Moreno Cedroni e Paolo Brunelli, Paolo Lopriore con Luca Govoni.

In Sala Blu 1 si svolgerà Identità di Pasta con Carlo Cracco, Cristoforo Trapani, Sarah Grueneberg, Cristiano Tomei, Salvatore Bianco, Yannick Allèno, Massimo Bottura, Alessandro Narducci, Antonello Colonna. La Sala Blu 2 ospiterà Identità di Sala, con Will Guidara, Josep Roca, Hervè Fleury, ma anche gli italiani Luca Finardi e Antonio Guida, le famiglia Iaccarino e Santini, i fratelli Cerea e Salvo, Antonello Maietta, Matteo Zappile, Dominga Cotarella, Beppe Palmieri, Alessandro Pipero.

La Sala Gialla 3 vedrà protagoniste tre donne, Cristina Bowerman, Rosanna Marziale e Caterina Ceraudo, impegnate in Identità di Champagne con Atelier des Grandes Dames, in collaborazione con Veuve Clicquot.

Lunedì 5 marzo il calendario della Sala Auditorium insisterà sul tema de Il Fattore Umano con le riflessioni di grandi personaggi del calibro di Massimo BotturaCarlo CraccoNiko Romito, Yannick Alléno, Virgilio Martinez, Clare Smyth, Enrico Crippa, Riccardo Camanini, Norbert Niederkofler. Si rinnoverà l’appuntamento con Cantine Ferrari e The World’s 50 Best Restaurants per celebrare L’Arte dell’ospitalitàPaolo Marchi e Matteo Lunelli introdurranno gli interventi di Massimo BotturaWill GuidaraJosep Roca.

In Sala Blu 1 il debutto assoluto di una rassegna incentrata sulla Pasticceria Italiana Contemporanea, un’intera giornata scandita da sapienze e ricette sia a livello di laboratorio che di ristorazione, con Corrado Assenza, Massimo Pica, Andrea Tortora, Luca Cantarin, Simone Finazzi, Carmen Vecchione, Gian Luca Forino, Rolando e Francesca Morandin.

La Sala Blu 2 focalizzerà l’attenzione sul mondo dei lievitati con un’altra giornata dedicata a Identità di Pane e di Pizza, con Papoula Ribeiro, Matteo e Ivan Piffer, Simone Padoan, Lello Ravagnan, Giuseppe Oliva, Luigi Acciaio e Jessica Tomaino, Renato Bosco, Franco Pepe.

Infine in Sala Gialla 3 gli appuntamenti in rosa di Identità di Champagne con le ultime tre cuoche ospiti (Martina Caruso, Marianna Vitale e Gaia Giordano).