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Il ‘Reale’ a Castel di Sangro premiato dal Gambero Rosso come Miglior Ristorante d’Italia. Con i suoi tanti progetti Niko Romito sta dimostrando sempre più tutte le doti di grande uomo, talentuoso Chef professionista e abile imprenditore

(Foto: Gambero Rosso)

A soli quattro giorni dalla presentazione della Guida ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso che ha assegnato il massimo dei giudizi (espressi dalla scorsa edizione in ‘Cappelli’, da 1 a 5) ai ristoranti di Massimo Bottura, Enrico Crippa, Massimiliano Alajmo, Mauro Uliassi e Niko Romito, quest’ultimo ha trionfato ieri sera a Roma, nella splendida location dello Sheraton Roma Hotel & Conference Center, durante l’annuale premiazione gemella del Gambero Rosso. Il ‘Reale’ a Castel di Sangro ha conquistato la vetta assoluta della classifica con il punteggio di 96/100, ricevendo un solo punto in più rispetto all’Osteria Francescana’ di Massimo Bottura (Miglior Ristorante in Europa e secondo al mondo nella classifica ‘The World’s 50 Best Restaurants’) e a ‘La Pergola’ dell’Hotel Rome Cavalieri di Heinz Beck, entrambi classificatisi con 95 punti. Li precedono tutti gli altri big, fino al punteggio di 90/100.

Esterno del ‘Reale’ Casadonna a Castel di Sangro (Foto: Alberto Zanetti)

E’ pur sempre una classifica di tutto rispetto, tenendo conto del giudizio su cucina, cantina e servizio, ma un nuovo progetto (che sia stata l’apertura di un nuovo ristorante, un’iniziativa sociale benefica, un’importante e prestigiosa collaborazione con grandi brand mondiali di settore, uno o più riconoscimenti internazionali, ecc.) rappresenta sempre quel ‘quid’ in più, quasi impercettibile, che fa la differenza, consentendo ad uno Chef di elevare sempre più il proprio ristorante e la propria fama. Risale infatti a poco meno di due mesi fa l’ufficialità del progetto di Romito di curare, seguendo un preciso protocollo replicabile, i menu dei ristoranti all’interno degli hotel del gruppo ‘Bulgari Hotels & Resorts’ a Pechino, Dubai e Shanghai, avvalendosi di tre suoi Executive Chef quali l’abruzzese Diego Ottaviani (classe 1970, di Guardiagrele, in provincia di Chieti), il romagnolo Giacomo Amicucci (classe 1986, di Cattolica) e il pugliese Claudio Catino (classe 1984, di Terlizzi, in provincia di Bari), ognuno affiancato da un Sous-Chef e un Pastry-Chef italiani.

Niko Romito (Foto: Brambilla-Serrani)

Tale nuovo, impegnativo e prestigioso progetto, come se non bastassero le 3 Stelle Michelin ricevute in soli 7 anni (dal 2007 al 2013), i 5 Cappelli de L’Espresso e le 3 Forchette del Gambero Rosso, ha consacrato decisamente Niko Romito anche a livello internazionale, senza dimenticare che già il 5 aprile scorso era entrato meritatamente nella classifica ‘The World’s 50 Best Restaurants’, piazzandosi al 43mo posto, dopo l’84mo dello scorso anno, al suo ingresso ufficiale tra i migliori 100 Ristoranti del mondo. Un risultato strepitoso per Niko, per sua sorella Cristiana (splendida Responsabile di sala al ‘Reale’), per Gianni Sinesi (Chef Sommelier, tra i migliori 10 d’Italia, a fianco di Niko sin dal 2004) e l’intero staff che da anni tengono sempre più alto il nome dell’Abruzzo enogastronomico, studiando e proponendo una cucina ricercata, complessa ma non complicata, in quanto caratterizzata da un’estrema pulizia ottenuta grazie alla sottrazione delle strutture organolettiche in eccesso, nella continua ricerca dell’obiettivo finale: arrivare al gusto assoluto.

Niko insieme alla sorella Cristiana (Foto: Alberto Zanetti)

Ma un riconoscimento come quello del Gambero Rosso ha ancor più valore e onore se si pensa che Niko Romito è stato un vero e proprio autodidatta, sin dal primo momento in cui, nel 2000, causa la malattia e conseguente morte di suo padre, prese in mano le sorti del ristorante di famiglia (dove si proponeva una cucina tradizionale e avviato inizialmente come pasticceria) a Rivisondoli. Nel 2011 lo ha trasferito a Castel di Sangro, in un ex monastero risalente al 1500, dove ha inaugurato anche una scuola di alta cucina professionale (la ‘Niko Romito Formazione’) e una resort (‘Casadonna’) per dare la possibilità agli ospiti di poter anche pernottare un intero weekend, godendo dello spettacolo naturale della Piana di Santa Liberata, nello splendido Parco Nazionale d’Abruzzo. Nel 2013 ha dato vita all’inedito format ‘Spazio’, ossia un laboratorio formativo riservato agli studenti diplomati presso l’alta scuola di cucina professionale, replicato anche a Roma (imminente l’inaugurazione della nuova sede nel quartiere Parioli) e a Milano, ma nuove aperture sono previste in futuro anche a New York, Parigi, Londra, Berlino, Oslo, Singapore e Miami.

‘Spazio’ a Milano (Foto: Francesco Fioramonti)

E qualche giorno fa la Guida ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso ha premiato Gaia Giordano, Chef di ‘Spazio’ Milano, come ‘Chef dell’anno’.

Gaia Giordano, Chef di ‘Spazio’ a Milano, premiata come ‘Chef dell’anno’ dalla Guida ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso (Foto: Lorenzo Noccioli)

Nel 2015 a Napoli ha inaugurato ‘Bomba’, il format versione ‘street-food’ completamente italiano, proposto come un classico della pasticceria ma rivisitato in chiave contemporanea. Questo tipo di dolce popolare era molto apprezzato in particolar modo dai turisti che da Napoli si recavano a sciare a Rivisondoli, diventando poi clienti della pasticceria del padre di Niko. Sempre nel 2015 nasce il progetto ‘Unforkettable’, la prima video Enciclopedia del Gusto voluta da Niko, in collaborazione con Pasta Garofalo,  affinchè fosse divulgata la tradizione culinaria italiana da lui interpretata con un tocco di modernità.

Ma non è tutto. Lo scorso anno Romito ha presentato l’innovativo protocollo scientifico ‘Intelligenza Nutrizionale’ (IN), in collaborazione con l’Unità di Ricerca e Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Umana della Sapienza e GioService (del gruppo Giomi Spa) che ha curato l’intero progetto, con lo scopo di donare benessere ai pazienti ospedalieri attraverso la somministrazione di un cibo di grande qualità, leggerezza e bontà nutrizionale che stimoli positivamente l’aspetto emotivo della persona ricoverata e contribuisca ad un miglioramento delle sue condizioni psico-fisiche. Il protocollo ‘IN’ è operativo da circa un anno nei reparti dell’ospedale Cristo Re e nella clinica convenzionata Villa Betania di Roma, dove si seguono precise regole operative e tecniche di cottura (come per esempio le verdure e gli ortaggi cotte in salamoia, oppure la pasta cotta nel gel di amido) che hanno consentito di migliorare la qualità organolettica del cibo (porzionato e somministrato utilizzando degli speciali carrelli di smistamento a temperatura controllata, appositamente brevettati), nonché la qualità del lavoro svolto nelle cucine, raggiungendo livelli di alta efficienza e risparmio in termini di food-cost. Trattasi di progetti realizzabili grazie ad una particolare metodologia applicativa che Romito definisce ‘Standardizzazione’, ossia un processo, basato su specifiche ricette e sulla loro tecnica di realizzazione, che consente di moltiplicare un metodo quasi industriale, ma di altissimo profilo, da poter replicare in diversi contesti comunitari.

Il perfetto staff di sala del ‘Reale’, con Gianni Sinesi, Chef Sommelier, in primo piano (Foto: Alberto Zanetti)

Grazie a questo validissimo e davvero intelligente progetto, Niko Romito è stato uno dei dieci finalisti del ‘Basque Culinary World Prize’, il concorso internazionale che premia quegli Chef che si sono impegnati nel contribuire, con azioni e progetti concreti, a rendere fruibile socialmente un determinato beneficio, mettendo in campo tutta la loro esperienza e visione gastronomica. E quella di Niko Romito è una vera e propria visione da imprenditore che, unita al suo talento innato, al suo rigore professionale e al suo metodo scientifico applicato alla gastronomia, lo porterà sempre più in alto, conquistando pubblico, clienti, critici e giudici. Un successo ‘Reale’!

I ristoranti premiati con il punteggio da 96 a 90 centesimi:

96
Reale 
– Castel di Sangro (AQ)

95
Osteria Francescana – Modena
La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri – Roma

94
Piazza Duomo – Alba (CN)
Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)
Le Calandre – Rubano (PD)
Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui Due Golfi (NA)
Torre del Saracino – Vico Equense (NA)

93
Uliassi – Senigallia (AN)
Enoteca Pinchiorri – Firenze

92
St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina – San Cassiano/Sankt Kassian (BZ)
Laite – Sappada (BL)
Seta del Mandarin Oriental Milano – Milano
La Trota – Rivodutri (RI)
La Siriola La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares – San Cassiano/Sankt Kassian (BZ)
Lorenzo – Forte dei Marmi (LU)
Dal Pescatore – Canneto sull’Oglio (MN)
Da Vittorio – Brusaporto (BG)

91
La Madia – Licata (AG)
Berton – Milano
Taverna Estia – Brusciano (NA)
Duomo – Ragusa
La Madonnina del Pescatore – Senigallia (AN)
Ilario Vinciguerra Restaurant – Gallarate (VA)
Casa Vissani – Baschi (TR)

90
Le Colline Ciociare – Acuto (FR)
Il Pagliaccio – Roma
Atman a Villa Rospigliosi – Lamporecchio (PT)
Enrico Bartolini Mudec Restaurant – Milano
D’O – Cornaredo (MI)
Pascucci al Porticciolo – Fiumicino (RM)
S’Apposentu di Casa Puddu – Siddi (VS)
Agli Amici dal 1887– Udine
Imàgo dell’Hotel Hassler – Roma
Miramonti l’Altro – Concesio (BS)
Da Caino – Montemerano (GR)
Quattro Passi – Massa Lubrense (NA)
Romano – Viareggio (LU)

 

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