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DAL 3 AL 7 AGOSTO 2017 NEL PICCOLO BORGO DI FARINDOLA RITORNA LA PIU’ FAMOSA SAGRA DEL TERRITORIO VESTINO, GIUNTA ALLA SUA OTTAVA EDIZIONE ED ORGANIZZATA DALLA LOCALE PRO LOCO, IN COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI FARINDOLA E IL ‘CONSORZIO DI TUTELA DEL PECORINO DI FARINDOLA’. GUSTO A KM ZERO, ARTE, MUSICA E CULTURA NEL CUORE DEL PARCO NAZIONALE ‘GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA’

Locandina ufficiale dell’ottava edizione della ‘Sagra del Pecorino di Farindola’ (Foto: ‘Pagina FB Sagra del Pecorino di Farindola’)

Ritorna anche quest’anno, attesissima come sempre, con un’energia e una volontà tese alla promozione e alla valorizzazione del territorio farindolese ancora più forti, la più importante sagra dell’area vestina, nonché tra quelle più conosciute in tutto il centro Italia, in un’area agricola dove si produce il famoso ‘Pecorino di Farindola’, presidio Slow Food tutelato dal proprio Consorzio.

Alcune forme di Pecorino di Farindola e la tipica ‘fiscella’, il contenitore in vimini (Foto: ‘Azienda Astolfi Raffaele’)

Da qualche settimana è ritornato operativo l’ex Ristorante ‘Il Brigante’ che è stato ristrutturato da alcuni ex dipendenti (Alice Misero, Alessandro Iezzi, Fiorella Costantini, Giovanni Nebbioso, Grazia Colangeli, Paolo Misero) dell’Hotel Rigopiano distrutto da una valanga quel maledetto 18 gennaio scorso. La nuova struttura si chiama ‘La Cuccumella’ (nel dialetto locale significa ‘piccola scodella’) e si sviluppa su tre ambienti, uno in cui sono stati ricavati 12 posi letto, l’altro adibito a ristorante-pizzeria per un centinaio di coperti ed uno riservato al totale relax. In concomitanza della Sagra del paese, proprio domani (3 agosto 2017) verrà riaperta la strada che passa da Rigopiano, per consentire a tanti abruzzesi e a tanti turisti di poter raggiungere Farindola anche dalla provincia de L’Aquila e di Teramo.

Il nuovo albergo-ristorante ‘La Cuccumella’, gestito da alcuni ex dipendenti dell’Hotel Rigopiano (Foto: ‘Antonio Bini’)

Il piccolo borgo di Farindola diventerà per ben 5 giorni la meta dei tanti abitanti dei comuni limitrofi, di quelli provenienti dalla provincia di Pescara, Chieti, Teramo, L’Aquila ed ovviamente di tutti quei turisti, soprattutto inglesi, olandesi e belgi, che si trovano in Abruzzo per godere di una vacanza all’insegna del relax, del buon cibo, del buon vino e di una natura spettacolare che dalla costa adriatica alla montagna, passando per le dolci colline, offre ampie possibilità di scegliere come trascorrere una vacanza su misura.

Il borgo di Farindola si presenta arroccato su di uno sperone roccioso circondato da un paesaggio collinare incantevole, con vista sulla catena montuosa che dal Monte Siella arriva fino al Gran Sasso d’Italia

C’è infatti l’imbarazzo della scelta tra le offerte turistiche degli stabilimenti balneari, dei locali della movida e dei suggestivi ristoranti sui bellissimi trabocchi lungo la famosa ‘Costa dei Trabocchi’ da Ortona a Vasto, per quanto riguarda la riviera adriatica; dei percorsi attrezzati per trekking, per bike, per il Nordic Walking, per i lanci con il deltaplano, per le visite nei bellissimi parchi regionali e nazionali e molto ancora relativamente alle zone collinari; dei percorsi attrezzati per mountain-bike, per escursioni diurne e notturne (particolarmente eccitanti sono quelle che permettono di ascoltare l’ululato dei lupi), per visite sia guidate sia libere agli incredibili monasteri arroccati tra le rocce, del free-climbing praticabile nelle zone di montagna dove, tra l’altro, si possono ammirare i greggi di ovini e le mandrie di mucche che pascolano in enormi aree adatte al pascolo, come quella della grande piana di Campo Imperatore.

Farindola si trova tra le dolci colline dell’area vestina e i rilievi montuosi che dal Monte Siella si estendono fino al Gran Sasso d’Italia. La foto ritrae il territorio in questione con vista dal balcone panoramico della diga di Penne

IL BORGO DI FARINDOLA E IL TERRITORIO VESTINO

Il borgo di Farindola, situato a 530 metri s.l.m. e animato dai suoi 1.551 abitanti, fu fondato nell’XI secolo dai Normanni che lo arroccarono intorno ad un castello, fa parte della Comunità Montana Vestina e si trova nella zona sud-est del ‘Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga’.

Il centro storico conserva ancora intatta la sua struttura di borgo medievale, con stretti vicoli e case in pietra viva e i principali luoghi d’interesse da visitare sono: la Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari (la facciata ha un portale in marmo con architrave classica, il rosone centrale è costituito da una finestra con decorazioni sulla cornice di pietra ed il suo aspetto molto sobrio rimanda al periodo neoclassico. Internamente ha il soffitto rettangolare, l’altare incassato in un’abside semicircolare in marmo verde, con due cappelle laterali dedicate a San Francesco e Sant’Antonio, decorate da cornici barocche, mentre la navata è unica e il campanile corrisponde ad una torre che termina a cuspide); sulla cima dello sperone roccioso le mura rimanenti del Castello Farnese, ben conservato, all’interno del quale si possono ammirare numerosi affreschi gentilizi del ‘Giudizio di Salomone’ e le ‘Quattro Virtù Cardinali della Giustizia, della Fortezza, della Temperanza e della Prudenza’.

La bellissima cascata del ‘Vitello D’Oro’ (Foto: ‘Pescara Web’)

Dall’alto del suo promontorio roccioso si può poi godere della vista delle montagne vicine, come il Monte Siella (2077 m.) e il Monte San Vito (1892 m.), mentre nelle vicinanze sono facilmente raggiungibili due aree molto belle quali l’Area faunistica del camoscio abruzzese e la famosa ‘Cascata del Vitello d’Oro’ che, con il suo salto di ben 28 metri, è la più spettacolare del gruppo del Gran Sasso. Le località di montagna raggiungibili da Farindola sono Rigopiano, Vado di Sole e Campo Imperatore, invece altri quattro borghi storici vicini da visitare sono Castel del Monte (famoso per il suo formaggio ‘Canestrato’), Calascio (famoso per la sua Rocca), Santo Stefano di Sessanio (famoso per la sua ‘Torre Medicea’, le sue lenticchie e per essere stato il primo borgo abruzzese ad aver sviluppato concretamente un progetto di ‘albergo diffuso’) e Castelli (famoso per le sue ceramiche artistiche).

L’imponente massiccio del Gran Sasso d’Italia visto dalla Piana di Pietranzoni

CENNI STORICI SUL PECORINO DI FARINDOLA

La ‘Sagra del Pecorino di Farindola’ è diventata negli anni un interessantissima manifestazione enogastronomica che, con il suo obiettivo di valorizzare l’intero territorio farindolese, promuove ed esalta il suo prodotto artigianale di punta, ossia il ‘Pecorino di Farindola’, un’eccellenza territoriale prodotta dai caseifici associati nel Consorzio di Tutela, dal cui sito ufficiale si evince che la denominazione ‘Pecorino di Farindola’ è stata adottata all’inizio del Novecento, in alcuni testi sui formaggi italiani. Farindola era il più popoloso paese dell’entroterra vestino, con un patrimonio ovino notevole, grazie alla disponibilità di pascolo di proprietà pubblica molto esteso. Era poi particolarmente curata la produzione di formaggio che veniva scambiato con merci diverse nei mercati più importanti come Penne e Loreto Aprutino. Tali circostanze fecero  identificare il pecorino, prodotto in tutta la fascia pedemontana Vestina, con Farindola. Il ‘Pecorino di Farindola’ era comunque molto apprezzato e costituiva un notevole valore aggiunto alla povera economia contadina di montagna. Con il progressivo spopolamento delle zone interne, culminato nelle grandi emigrazioni del dopoguerra, il patrimonio ovino e la produzione del Pecorino di Farindola diventarono sempre meno importanti, sia quantitativamente che come valore economico, pur restando sempre un prodotto di qualità molto ricercato ed apprezzato.

Pecorino di Farindola (Foto: ‘Antichi Sapori’)

ISTITUZIONE UFFICIALE DEL ‘PRESIDIO DEL PECORINO DI FARINDOLA’

Alla fine degli anni novanta c’è stato un tentativo di recupero di questo prodotto tipico, da parte dell’allora E.R.S.A.  abruzzese e di enti locali farindolesi, ma è stato il 2001 l’anno decisivo per il Pecorino di Farindola. Infatti, grazie alla sinergia tra Slow-Food, Parco Nazionale Gran Sasso- Monti della Laga  e Comune di Farindola, veniva istituito il “Presidio del Pecorino di Farindola”, presentato a Bra nell’ambito di ‘CHEESE’ 2001. Già in quella occasione si evidenzia il carattere di prodotto di zona del Pecorino di Farindola, coinvolgendo produttori di altri paesi vicini storicamente legati al prodotto. L’uso del caglio di maiale (particolarità unica al mondo) è diventato simbolo della unicità del Pecorino di Farindola, rinnovando lo storico connubio tra pecora e maiale, sostegno della dura vita dei contadini.

Pecorino di Farindola (Foto: ‘Daniele Paolini’)

Nell’ottobre del 2002, presso la sede del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga è ufficialmente nato il ‘Consorzio di Tutela del Pecorino di Farindola’; membri fondatori, con il Parco stesso, sono nove comuni  del Gran Sasso orientale (Farindola, Penne, Montebello di Bertona, Villa Celiera, Carpineto della Nora, Arsita, Bisenti, Castelli) ed una rappresentanza di produttori. Negli organismi direttivi del Consorzio  i produttori hanno la maggioranza, a conferma della volontà dei produttori di valorizzare il loro lavoro ed incentivarlo; il Consorzio tutela e valorizza il prodotto attraverso il mantenimento delle antiche prerogative dell’arte casearia locale, del sistema di allevamento degli animali e della localizzazione dei produttori sul territorio.

IL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE

L’azione di garanzia si esplica sia con il controllo della filiera produttiva delle aziende, sia con la possibilità di ricevere il prodotto “fresco” dai produttori e di stagionare in ambiente naturale controllato. Tutte le forme sono etichettate dai singoli produttori, riportando anche il nome della donna che ha fatto il formaggio e il disciplinare di produzione è fatto in modo da garantire la conservazione degli usi tradizionali in tutta la filiera: animali sempre residenti nell’area tipica di produzione, allevati al pascolo il più possibile, alimentati solo con erba, fieno e concentrati tradizionali quali mais, orzo, grano, fave, senza semi oleosi, sottoprodotti, insilati.

Lavorazione artigianale del latte di pecora per la produzione del Pecorino di Farindola

Il latte deve essere cagliato a 33–34 gradi senza refrigerazione, con caglio di maiale, con salatura superficiale delle forme ottenute in cestini di vimini (fiscelle) e la stagionatura è compresa da 3 mesi a 1 anno, senza lavare le forme che sono trattate in superficie con olio e aceto. Dopo i primi mesi su assi di legno queste vengono stagionate in casse o madie (sempre di legno) e pesano in media 1,5 – 2 Kg, ottenute cagliando 5 litri di latte per Kg di semistagionato, da pecore che producono meno di 1 litro al giorno per circa cento giorni di mungitura.

Il Pecorino di Farindola viene inizialmente messo a stagionare su delle assi di legno (Foto: ‘Formaggio.it’)

Il Pecorino di Farindola è un formaggio dalla pasta dura e semidura, dall’intensità aromatica medio elevata e abbastanza piccante; si gusta alla grande con del pane cotto al forno a legna e con le fave e si abbina con del vino bianco se ha una stagionatura media o con del vino rosso se ha una stagionatura da uno a tre anni.

Il Pecorino di Farindola è l’unico formaggio al mondo realizzato utilizzando il caglio di suino (Foto: ‘Consorzio Tutela Pecorino di Farindola’)

LA SAGRA DEL PECORINO DI FARINDOLA

La ‘Sagra del Pecorino di Farindola – I frutti del gregge’ si svolge da ormai otto anni agli inizi del mese di agosto e, edizione dopo edizione, ha coinvolto sempre più tanti appassionati del buon mangiare e del buon bere, ma anche tanti  amanti dell’arte, della musica e della cultura. Infatti questa bellissima manifestazione estiva non si limita ad essere semplicemente una sagra di paese ma propone un vero e proprio programma artistico (con il ‘Farindola International Arts Festival’, rassegna ed esposizione di arte contemporanea con la partecipazione di pittori e scultori internazionali), musicale (con l’esibizione di Gruppi Live, musica Folk itinerante, animazioni e Dj set) e culturale (con convegni, mostre fotografiche e laboratori di arti e mestieri).

Per quanto riguarda prettamente l’aspetto enogastronomico, alcuni ristoranti locali (ristorante Altro Canto, ristorante La Spiaggetta, Trattoria Lu Strego, Pizza Pub Poldo’s, Pasticceria Franco) prepareranno le specialità della cucina tradizionale: Arrosticini fatti a mano, Pecora alla Callara, Pallotte Cacio e Ova, Ravioli di Ricotta, Gnocchi al Pecorino, Pappardelle alla Pecorara e altro ancora. Presso ‘L’Angolo dello Chef’ (allo Stand n.4) si potranno gustare invece dei piatti gourmet a base di Pecorino di Farindola e proposti da 5 dei migliori Chef abruzzesi, alcuni dei quali vantano riconoscimenti dalla Guida Michelin, come la Stella o il Piatto (quest’ultimo nuovo simbolo è stato presentato dalla Michelin a novembre 2016 e viene assegnato a quei ristoranti che valorizzano i prodotti in modo ottimale, tenendo conto della buona cucina, della qualità dei prodotti e delle competenze dello Chef). Ognuno dei 5 Chef impreziosirà ognuna delle 5 serate della Sagra con uno show cooking al quale potranno partecipare 80 persone, esclusivamente su prenotazione (338.1287841 / 339.6974787). Di seguito il programma dettagliato degli Chef e delle aziende vitivinicole che proporranno il loro vini in abbinamento:

(giovedì 3 agosto)

CHEF ANTONIO CATONE (Ristorante ‘OSTERIA DEL LEONE’  di Penne – PE)

azienda vitivinicola ‘LA QUERCIA’ di Morro D’Oro (TE)

(venerdì 4 agosto)

CHEF CARMINE FERRETTI (Ristorante ‘CARMINE’ in C.da Remartello di Loreto Aprutino (PE)

azienda vitivinicola ‘TERZINI’ di Tocco da Casauria (PE)

(sabato 5 agosto)

CHEF PEPPINO TINARI (Ristorante ‘VILLA MAIELLA’ di Guardiagrele – CH)

azienda vitivinicola ‘TENUTA I FAURI’ di Chieti

(domenica 6 agosto)

CHEF GENNARO D’IGNAZIO (Ristorante ‘VECCHIA MARINA’ di Roseto Degli Abruzzi (TE)

azienda vitivinicola ‘MARCHESI DE’ CORDANO’ di Loreto Aprutino (PE)

(lunedì 7 agosto)

CHEF MARCELLO SPADONE (Ristorante ‘LA BANDIERA’ di Civitella Casanova – PE)

azienda vitivinicola ‘BOSCO NESTORE’ di Nocciano (PE)

Dolci della Pasticceria FRANCO (Pastry Chef ONELIO NAPOLETANI)

 

 

 

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