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NEL CUORE DI LONDRA, PRESSO L’AMBASCIATA ITALIANA IN GROSVENOR SQUARE, IL GIOVANE E TALENTUOSO ‘HEAD CHEF’ DI ORIGINI ABRUZZESI, COADIUVATO DA UN PERFETTO STAFF, CURA I MENU QUOTIDIANI DELL’AMBASCIATORE E QUELLI RIFINITI AD HOC PER LE INIZIATIVE DIPLOMATICHE INTERNAZIONALI, SECONDO PRECISI PROTOCOLLI CHE RICHIEDONO LEADERSHIP, ALTA PROFESSIONALITA’, PROFONDA COMPETENZA E MATERIE PRIME DI ECCELLENZA ASSOLUTA. UN PRESTIGIOSO LIBRO DA LUI SCRITTO, CONSULENZA, FORMAZIONE ED IMPEGNO SOCIALE ARRICCHISCONO E COMPLETANO IL PROFILO DI UN GRANDE CHEF CHE DA 7 ANNI RAPPRESENTA L’ORGOGLIO DELL’ABRUZZO E DELL’ITALIA A LONDRA
Danilo Cortellini, Head Chef presso l’Ambasciata Italiana a Londra (Foto: Valerio Di Filippo)

‘4 Grosvenor Square’ è l’indirizzo londinese dell’Ambasciata Italiana nel quartiere di Mayfair, nonché una delle più famose piazze nel cuore della City che, dalla parte opposta, ospita anche la sede dell’Ambasciata Americana. Palazzo Grosvenor, di proprietà dell’omonima famiglia, venne progettato dall’architetto John Simmons e edificato tra il 1725 e il 1728; nel 1931 Hugh Grosvenor lo concesse in usufrutto al Governo Italiano per un periodo di ben duecento anni e fu così adibito come sede dell’Ambasciata d’Italia, i cui uffici diplomatici della connessa Cancelleria si trovano sul retro del Palazzo che affaccia su Three Kings Yard.

La facciata di Palazzo Grosvenor, al civico 4 di Grosvenor Square a Londra, sede dell’Ambasciata Italiana (Foto: Romano Riva)
La bellissima scalinata, adorna di meravigliosi arazzi, che porta ai piani superiori di Palazzo Grosvenor (Foto: Romano Riva)
Particolare di uno degli eleganti ed accoglienti ambienti del piano terra di Palazzo Grosvenor (Foto: Romano Riva)
Particolare di uno degli accoglienti ambienti di Palazzo Grosvenor (Foto: Romano Riva)
Particolare di uno degli enormi e preziosi arazzi che si possono ammirare a Palazzo Grosvenor (Foto: Romano Riva)

Ma ‘4 Grosvenor Square’ è anche il titolo dell’interessantissimo e prestigioso libro scritto dall’Head Chef dell’Ambasciata Italiana, l’abruzzese Danilo Cortellini (www.danilocortellini.com) che, insieme al suo impeccabile staff (i bravissimi Elena Silvestro, Francesco Tribuzii, Alessandro Trida, Jiri Dvorak, Brunilda Jakup), cura l’intera parte organizzativa ed operativa della cucina, deliziando sia i palati dell’Ambasciatore Pasquale Terracciano e della moglie (la signora Karen), sia quelli di tutti coloro che si ritrovano a frequentare l’Ambasciata durante le svariate iniziative organizzate a Palazzo Grosvenor.

Da sx: l’Ambasciatore S.E. Pasquale Terracciano, sua moglie Karen, la signora Gaia, moglie dell’Head Chef Danilo Cortellini (Foto: Flora Luna)
Danilo Cortellini e sua moglie Gaia (Foto: Flora Luna)
Danilo Corrtellini insieme ad una parte del suo ottimo staff. Da sx: Jiri Dvorak, Alessandro Trida e Brunilda Jakup (Foto: Marc Barker)
Da sx: Brunilda Jakup, Danilo Cortellini, Elena Silvestro e Francesco Tribuzii (Foto: Romano Riva)
Da sx: la signora Karen Lawrence Terracciano, moglie dell’Ambasciatore, Danilo Cortellini e il suo staff al gran completo (Foto: Flora Luna)

Il libro è stato scritto da Danilo Cortellini ed Elena Silvestro, revisionato da Roberta Tarquini e corredato dalle foto di Marc Barker; la progettazione è a cura di Paul Cocker, Marc Barker e Matt Crowder; la stampa è a cura di ‘Bell and Bain Ltd’ di Glasgow e la pubblicazione di ‘Meze Publishing Limited’ di Sheffield; è disponibile sia in inglese che in italiano su Amazon e nelle migliori librerie del Regno Unito dal 30 novembre 2016 e in Italia da aprile 2017.

La copertina del bellissimo libro di Danilo Cortellini (Foto: Romano Riva)
Danilo Cortellini e il suo libro di ricette ‘4 Grosvenor Square’ (Foto: Romano Riva)

Da italiani veraci, sia l’Ambasciatore Terracciano, di origini napoletane, che lo Chef Cortellini danno quotidianamente moltissima importanza alla freschezza e alla qualità dei prodotti del vero Made in Italy, ben consapevoli che dei piatti buoni e salutari, preparati attingendo dalle tantissime prelibatezze territoriali italiane ed insieme a dell’ottimo vino italiano, contribuiscono ad impreziosire ogni evento diplomatico ufficiale, regalando ad ognuno degli ospiti non solo un grande piacere culinario ma anche e soprattutto una speciale gratificazione mentale. E ciò favorisce certamente la buona riuscita delle intese, delle relazioni e degli incontri internazionali che sono il pane quotidiano dell’Ambasciatore, il quale deve poter contare sull’esperienza e sulla professionalità di un ottimo Chef qual è l’eccellente Danilo Cortellini.

Danilo Cortellini nella splendida sala da pranzo di Palazzo Grosvenor, seduto ad una tavolata apparecchiata in modo impeccabile (Foto: Romano Riva)

“Danilo è un grande Chef; ha la capacità di trasmettere l’idea di tradizioni culturali attraverso la più raffinata cucina italiana. I suoi menu riflettono lo stile di vita e l’atmosfera che si ritrovano in Italia. E’ in grado di abbinare ingredienti molto differenti, in modo tale da ottenere qualcosa di sofisticato ma al contempo semplice nei sapori. Danilo ha l’abilità di mostrare, valorizzandole, le peculiarità di ogni singolo ingrediente, sempre innovando su modelli tradizionali. Esattamente come musica, i suoi piatti sono variazioni su un tema e ovviamente la presentazione è sempre eccezionale” – sono le parole dell’Ambasciatore Pasquale Terracciano.

Veduta del piccolo borgo di Senarica, in provincia di Teramo, paese natale del padre di Danilo, il signor Pietro Cortellini (Foto: Valerio Di Filippo)
Uno scorcio del borgo di Senarica (Foto: Valerio Di Filippo)
Il signor Pietro Cortellini, padre di Danilo, nel suo bellissimo orto. Prodotti a km zero garantiti al 100% (Foto: Valerio Di Filippo)
Lo splendido paesaggio nei dintorni di Senarica (Foto: Valerio Di Filippo)

Le origini di Danilo Cortellini affondano nel cuore di Senarica, nel teramano, uno dei borghi più piccoli d’Abruzzo, una regione che gode di una biodiversità incredibile, distribuita su un territorio che ospita tre Parchi Nazionali (‘Parco Nazionale d’Abruzzo’, ‘Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga’, ’Parco Nazionale della Majella’), un Parco Regionale (‘Sirente-Velino’) e 38 tra Oasi e Riserve regionali e statali, peculiarità che gli vale la fama di ‘Regione Verde d’Europa’. I paesaggi sono mozzafiato e diversi tra loro: dalle estese piane carsiche del Gran Sasso agli Altopiani Maggiori (‘Altopiano delle Cinquemiglia’, ‘Altopiano del Quarto Grande’, ‘Altopiano di Quarto Santa Chiara’, con una quota compresa tra 1200 m. e 1300 m. s.l.m.), dai canyon del massiccio della Majella alle estese boscaglie dei Monti della Laga, dai pascoli di montagna ai selvaggi ambienti rupestri, dalle grotte alle cascate e, come se non bastasse, anche l’unico ghiacciaio presente in Appennino, nonché il più meridionale d’Europa: il ‘Calderone’.

Il massiccio del Corno Grande visto dal laghetto della Piana di Pietranzoni, compresa nella più vasta Piana di Campo Imperatore (Foto: Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga)
Il massiccio della Majella (Foto: HRS)

Ma l’Abruzzo vanta anche un patrimonio enogastronomico di tutto rispetto, impreziosito da ben 34 prodotti che hanno ricevuto la certificazione come ‘Presidi Slow Food’ e che offrono al settore  culinario regionale il grande privilegio di utilizzare materie prime freschissime e genuine. Queste prelibatezze, da sempre, sono alla base della cucina tradizionale abruzzese e Danilo Cortellini, sin da bambino, ha avuto modo di apprezzarle, grazie soprattutto alla cura che in casa sua nonna dedicava quotidianamente nella preparazione dei piatti, su tutti la mitica pasta fresca tirata rigorosamente con il mattarello. Proprio da quell’umile casetta in pietra, proprio da quel semplice ma glorioso tavolino in legno sul quale sua nonna stendeva farina, acqua e uova con le sue mani cariche di esperienza, fatica e amore verso figli e nipoti, realizzando una sfoglia perfetta da cui ricavava una pasta sublime, Danilo fu rapito e non tardò molto a maturare dentro di lui una passione che, negli anni, lo convinse ad iscriversi alla Scuola Alberghiera di San Benedetto Del Tronto.

L’originale tavolo in legno dell’umile casa dove la nonna di Danilo lavorava la pasta fresca tirata a mano. Un luogo magico (Foto: Valerio Di Filippo)
Pasta fresca rigorosamente tirata a mano con il mattarello (Foto: Valerio Di Filippo)

I ricordi della pasta sfoglia lavorata da sua nonna divennero quotidiana e concreta realtà nelle mani di Danilo allorchè ebbe modo di lavorare nel ristorante veronese ‘Tre Corone’ di un certo Giovanni Rana, dove veniva proposta ai clienti una selezione di pasta fresca a dir poco unica. Il giovane Danilo trascorreva tante ore a creare svariate tipologie di pasta fresca (‘Ho passato giorni interi a fare tortellini e ravioli, devo averne fatti a milioni!’), un lavoro che magari avrebbe generato e, forse ancora oggi, genera in molti apprendisti per lo più noia e fatica, mentre in lui fece nascere un vero e proprio amore per la pasta fresca.

Eccellenza artigianale pura (Foto: Valerio Di Filippo)

La sua vita professionale iniziò a definirsi ancor più presso un famoso ristorante romagnolo bistellato della Guida Michelin (prima stella nel 1975, seconda nel 1977), il famoso ‘San Domenico’ di Imola, di proprietà dei fratelli abruzzesi Valentino (Chef) e Natale (Maitre) Marcattilii, ristorante tra l’altro premiato lo scorso novembre dalla stessa prestigiosissima guida francese con un nuovo premio, dedicato alla ‘Qualità nel Tempo’ Michelin Italia 2017. In proposito, scrive Danilo nel suo libro: ‘E’ stato proprio durante gli anni spesi qui che ho svolto la maggior parte del mio apprendistato, all’interno di un team fantastico che mi ha accolto come fossi parte della famiglia. Ero molto giovane e lo Chef e proprietario Valentino Marcattilii, insieme con lo Chef Massimiliano Mascia (oggi comproprietario del ristorante) hanno avuto su di me e su tutta la mia carriera una grandissima influenza’.

Dopo il San Domenico, Danilo ha avuto l’opportunità di lavorare nella brigata di un altro ristorante bistellato Michelin, il ‘Ristorante Perbellini’ a Isola Rizza in provincia di Verona, dove si è formato moltissimo nel settore della pasticceria, per poi vivere la sua prima esperienza come Capo Cuoco all’’Esprì’, un piccolo ed accogliente ristorante vegetariano a Colonnella (in provincia di Teramo), maturando l’interesse e l’ispirazione anche per la cucina vegetariana.

Danilo Cortellini intento ad impiattare uno dei suoi buonissimi dolci (Foto: Mario Silvestrone PH)

Tutti i ristoranti italiani in cui ha lavorato sono stati per Danilo fonte di grandissima ispirazione per delineare la sua definitiva idea di cucina ma nel 2010 ha avvertito il bisogno di allargare ancor più il suo focus cognitivo ed esperienziale, ben consapevole che era arrivato il momento di vivere in prima persona un progetto al di fuori dell’Italia, dimostrando così di avere già le idee chiare su come arricchire le conoscenze e le tecniche apprese in patria. Così agli inizi del 2010, a 24 anni, si è trasferito nella cosmopolita Londra, una piazza che offre tantissimo ma dove non è assolutamente semplice affermarsi per via della grande competitività che la caratterizza. Con umiltà e tanta determinazione, Danilo si è subito reso conto che si trovava di fronte ad un impegnativo banco di prova e ad una vera e propria sfida con se stesso, una sfida da affrontare attingendo il meglio dal suo bagaglio professionale e guardando ogni giorno in faccia la realtà intorno a lui (‘I primi mesi sono stati quasi surreali. Il passo da un ristorante 2  Stelle Michelin in Italia alla capitale britannica è stato difficile, pensavo di essere preparato, ma Londra è una piazza incredibilmente competitiva; è stato un passaggio importante, duro ma istruttivo, e apprezzo ogni giorno ciò che le difficoltà di quel periodo mi hanno insegnato. A Londra non ero nessuno, non importava dove avessi lavorato, è stato un ritorno con i piedi per terra, un esercizio a lasciare il mio ego fuori dalla porta’).

Durante il suo primo periodo londinese, Danilo ha avuto modo di riapprezzare la semplicità della cucina (prerogativa che lo accomuna ad uno Chef suo conterraneo, il grandissimo e talentuoso Niko Romito), fatta dei migliori ingredienti che riusciva a trovare nei mercati del centro della City dove, giorno dopo giorno, ha tessuto rapporti di fiducia con fornitori e soprattutto con produttori, i primi protagonisti di una filiera corta e di qualità che consenta al consumatore finale di gustare prodotti buoni e genuini. Il primo ed importante step professionale raggiunto da Danilo a Londra è stato il ruolo di Sous Chef del ‘Dolada’, un raffinato ristorante italiano nella zona di Mayfair nel centro della città, dove ha lavorato per quasi due anni al fianco dell’Executive Chef Riccardo De Prà, il quale gli ha fatto comprendere di quanto sia importante tenere in grande considerazione l’esperienza dei propri ospiti e dei clienti mettendosi nei loro panni. Particolare che gli ha permesso di spostare il suo focus da cosa poteva fare affinchè potessero stupirsi, a cosa loro desiderano realmente, ponendosi praticamente al loro stesso livello. Un ragionamento che ha convinto Danilo a cucinare per loro piuttosto che per soddisfare se stesso (‘Lavorare per Riccardo è stato un passaggio fondamentale, davvero uno Chef molto intelligente’).

Il 2011 è stato l’anno del grande salto di qualità verso una realtà ristorativa di un livello completamente diverso, il più alto concepibile, qual è il famoso ristorante tristellato Michelin ‘Hotel Dorchester’ del grande Chef francese Alain Ducasse: un’esperienza completamente diversa per Danilo, un luogo in cui l’attenzione per ogni minimo particolare era (ed è) meticolosa, tanto da rasentare la maniacalità, ma dove il giovane Chef abruzzese ha avuto modo di testare concretamente la differenza tra l’alta ristorazione e una concezione più rustica d’intendere la gastronomia. Tale esperienza si è trasformata in un energico input che ha permesso a Danilo di capire definitivamente su cosa volesse dal suo lavoro e dove sarebbe voluto arrivare: Danilo Cortellini aveva cioè dettagliatamente visualizzato la sua mission professionale! (‘Avendo attraversato tutte le tappe successive, dalla base verso la vetta, ho maturato una tale esperienza in tutti i livelli del settore da poter affermare di averne una visione complessiva ben fondata e piuttosto dettagliata’).

Danilo Cortellini e l’Ambasciatore S.E. Pasquale Terracciano (Foto: Flora Luna)

Il lavoro nella prestigiosa cucina dell’’Hotel Dorchester’ gli ha poi aperto le porte di uno storico ristorante italiano situato nella zona residenziale di Knightsbridge, lo ‘Zafferano’, premiato allora con una Stella Michelin e di cui Danilo ricorda in particolar modo le centinaia di piatti di tagliatelle preparati per i clienti. Lo step successivo è stato quello della proposta a ricoprire il ruolo di Chef presso l’Ambasciata Italiana al civico 4 di Grosvenor Square, proposta su cui Danilo non ci ha pensato due volte.

Il lavoro in Ambasciata è iniziato nel marzo 2012 quando l’Head Chef di allora Paolo Vagnozzi si è congedato dal rapporto lavorativo con il precedente Ambasciatore, S. E. Alain Giorgio Maria Economides. Per dimostrare le proprie competenze culinarie e superare le selezioni di altri colleghi, Danilo ha dovuto preparare un pranzo per degli ipotetici ospiti di grande importanza, avendo a disposizione 6 ore per creare un menu praticamente da zero e, per di più, pensato per degli ospiti a lui sconosciuti. Nello specifico, delle quattro portate preparate, Danilo ne ha realizzato due attingendo dal suo stage presso il ‘San Domenico’ di Imola: il famoso ‘Uovo in raviolo’, ossia un raviolone di pasta fresca con ripieno di ricotta e spinaci e un tuorlo d’uovo intero, servito con parmigiano, burro nocciola e tartufo a scaglie (‘Ho dedicato a questa ricetta una pagina del libro come tributo alla fantastica esperienza presso il ‘San Domenico’, che tramite questo piatto mi ha permesso di ottenere il lavoro qui in Ambasciata’) e la gustosissima ‘Torta fiorentina’, una torta al cioccolato con pastafrolla e ganache al cioccolato.

Il famoso ‘Uovo in raviolo’, uno dei 4 piatti che Danilo Cortellini ha proposto nel 2012 durante la selezione per diventare Head Chef dell’Ambasciata Italiana a Londra (Foto: Marc Barker)

Solitamente è consuetudine per ogni Ambasciatore scegliere il proprio staff, a cominciare proprio dallo Chef, ma grazie alla sua bravura e alla sua professionalità Danilo è stato confermato Head Chef anche dal nuovo Ambasciatore S. E. Pasquale Terracciano che è subentrato a S.E. Economides nel maggio 2013 e proprio quest’anno ultimerà il suo mandato. Ciò che ha convinto il nuovo Ambasciatore a trattenere il talentuoso Chef abruzzese è principalmente l’amore di Danilo per la cucina in generale ma per quella presso l’Ambasciata in particolar modo, una location particolarmente impegnativa dal punto di vista lavorativo per via del suo prestigio internazionale e quindi dei protocolli ufficiali da tenere in considerazione e da applicare con rigore e professionalità in ogni evento che si svolge presso la sede diplomatica. Una sede in cui lo Chef ha l’opportunità di proporre il meglio del Made in Italy ogni giorno e che gli ha permesso di tornare alle sue radici abruzzesi, dove il cibo è un mezzo per ricreare quella sensazione di benessere che sa di casa e che rappresenta per Danilo una presa di distanza rispetto alla ristorazione blasonata dei ristoranti premiati con le prestigiose ed ambite Stelle della Guida Michelin

Altro famoso piatto d’autore di Danilo Cortellini: ‘Tortellini multicolore con gamberi siciliani’ (Foto: Marc Barker)

(‘Può sembrare strano, in un ambiente professionale ricco di protocolli ed etichette, ma è la realtà: attraverso i miei piatti cerco di aggiungere qualcosa di personale alla vista dei nostri ospiti, e l’obiettivo è sempre quello di farli sentire accolti, proprio come in una famiglia. Da noi si aspettano qualcosa di particolare. Se non è possibile gustare dell’autentica cucina italiana qui, dove altro sarebbe possibile? Credo che i nostri molti ospiti italiani, visitando l’Ambasciata, gioiscano nel ritrovare sapori di casa, mentre gli ospiti stranieri si aspettano di provare una cucina assolutamente sincera e genuina’).

L’eleganza e la raffinatezza della sala da pranzo di Palazzo Grosvenor (Foto: Flora Luna)

Danilo Cortellini non si limita ad essere Head Chef della cucina dell’Ambasciata Italiana a Londra ma, grazie alla sua perfetta conoscenza delle tecniche di lavorazione della materia prima e alle sue doti manageriali, fornisce programmi di formazione a Chef che arrivano dall’Italia, aiutandoli ad avanzare nella loro carriera nel Regno Unito. La sua grande professionalità e voglia di migliorare sempre più, quasi in una continua sfida con se stesso, unite alla volontà di accendere un faro sull’Ambasciata Italiana a Londra e mettere in risalto il fantastico lavoro svolto dall’intero staff, lo ha portato nel 2015 a partecipare all’edizione di ‘MasterChef: The Professionals’ UK, andata in onda sulla BBC e dove è arrivato meritatamente ed orgogliosamente in finale.

Danilo Cortellini nella cucina di ‘MasterChef: The Professionals’ UK nel dicembre 2015 (Foto: Francesco Ragni)

(‘Nonostante mi aspettassi fosse difficile, MasterChef si è rivelata una delle sfide più ardue della mia carriera. È stato incredibilmente snervante, un continuo mettere in dubbio le mie capacità. Per chi guarda da casa, si tratta di un’ora di programma in tv, ma per noi girarlo significò un’intera giornata in una cucina a cui non eravamo abituati, sotto richieste che non avevamo mai affrontato. È stata davvero una delle situazioni più impegnative in cui mi sia mai trovato’). Per Danilo la partecipazione a MasterChef UK ha rappresentato un’esperienza molto importante che lo ha spronato a tirare fuori il meglio di sè, un esclusivo banco di prova che gli ha permesso di dare il giusto impulso alla sua creatività, di scoprire risorse che nemmeno lui sapeva inconsciamente di avere e di crescere tantissimo in un arco temporale così breve, di soli due mesi. Anche se si è classificato quarto, il risultato è da considerarsi ottimo, poiché è stato l’unico Chef non inglese dei 48 concorrenti ad aver raggiunto una finale così prestigiosa.

‘Spaghetti alla chitarra e Grana Padano’ (Foto: Marc Barker)
‘Risotto alla quaglia’ (Foto: Marc Barker)
‘Timballo di lasagne’ (Foto: Marc Barker)
‘Gnocchi di patata in Grana Padano’ (Foto: Marc Barker)

Come accennato, la peculiarità della filosofia gastronomica di Danilo Cortellini corrisponde alla semplicità del piatto, un fattore indispensabile affinchè gli ingredienti possano offrire il meglio delle loro qualità e nella città di Londra fortunatamente ci sono decine di negozi, mercati (su tutti il ‘Borough Market’, vicino il London Bridge) e grossisti presso i quali lo Chef ha la possibilità di trovare tantissimi prodotti di altissimo livello, anche se i prezzi sono molto diversi da quelli a cui siamo abituati in Italia (‘Siamo una vera e propria rappresentanza del nostro Paese, e il cibo che cuciniamo e offriamo deve essere all’altezza del ruolo, mettendo in mostra piatti e prodotti di tutte le regioni’).  

‘Guancia di vitello alla pizzaiola’ (Foto: Marc Barker)
‘Arrosto di agnello’ (Foto: Marc Barker)
‘Sgombro con asparago selvatico e mozzarella’ (Foto: Marc Barker)
‘Uovo in crosta d’asparago’ (Foto: Marc Barker)
‘Sarde a beccafico’ (Foto: Marc Barker)
‘Polpette di formaggio e pane’ (Foto: Marc Barker)
‘Burger di melanzana’ (Foto: Marc Barker)

Tra i signature dishes dello Chef Cortellini, ricordiamo il famoso ‘Uovo in raviolo’, i ‘Tortellini multicolore con gamberi siciliani’, gli ‘Spaghetti alla chitarra e Grana Padano’, il ‘Riso alla quaglia’, il ‘Timballo di lasagne al forno’, gli ‘Gnocchi di patata nel Grana Padano’, l’‘Uovo in crosta con asparagi’, lo ‘Sgombro con asparago selvatico e mozzarella’, le ‘Sarde a Beccafico’, le ‘Polpette di formaggio e pane’, il ‘Burger di melanzane’, la ‘Guancia di vitello alla pizzaiola’.

E poi ancora la ‘Panna cotta con torta caprese e fragole’, il ‘Tiramisù al cioccolato’ e i buonissimi ‘Bocconotti e Cagionetti’, tipici dolcetti della tradizione dolciaria abruzzese.

‘Panna cotta, torta caprese e fragole’ (Foto: Marc Barker)
‘Tiramisù al cioccolato’ (Foto: Marc Barker)
‘Bocconotti e Cagionetti’, tipici dolcetti della tradizione abruzzese (Foto: Marc Barker)

Questi e altri piatti d’autore, ricchi di semplicità, tecnica e gusto, rappresentano l’alto profilo professionale dello Chef Danilo Cortellini ma ci piace ricordare anche la sensibilità e la grande generosità dell’uomo Danilo Cortellini che, da anni, collabora con ‘Food Cycle’, la locale Onlus che recupera il cibo in surplus dai supermercati di varie città inglesi e li utilizza per offrire dei pasti ai tanti poveri bisognosi. Inoltre, il 6 dicembre dello scorso anno, ha organizzato una cena con tanto di asta benefica per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto nell’agosto 2016 e alla quale hanno partecipato importanti personalità del mondo dello spettacolo (l’attore Colin Farrell su tutti), della finanza e della Croce Rossa Italiana.

Danilo Cortellini a fianco di Colin Farrell, durante la cena benefica del 6 dicembre 2016, in favore delle popolazioni colpite dal sisma a fine agosto 2016 (Foto: FloElo)

Visitare l’Ambasciata Italiana a Londra e conoscere personalmente lo Chef Danilo Cortellini ed il suo efficientissimo staff è veramente un’esperienza unica e preziosa che permette di comprendere l’enorme lavoro di squadra svolto a Palazzo Grosvenor, un lavoro eseguito alla perfezione da parte di professionisti come l’Ambasciatore Terracciano e lo Chef Cortellini: due grandissimi italiani che, ogni giorno, tengono alto il nome dell’Italia e del vero Made in Italy all’estero. Chapeau!

PRINCIPALI SPONSOR DELLO CHEF DANILO CORTELLINI:

‘CONSORZIO PROSECCO DOC’ (www.consorzioprosecco.it)

‘RISO GALLO’ (www.risogallo.it)

‘GRANA PADANO’ (www.granapadano.it)

‘DELITALIA’ (www.delitalia.co.uk)

‘IMPERIALE D’ABRUZZO’ (www.imperialedabruzzo.it)

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