Si è conclusa la 19ma edizione della più importante fiera dedicata alle eccellenze agroalimentari italiane. Grandissima affluenza di pubblico e di buyer internazionali accorsi nella capitale della Food Valley d’Italia a conoscere e gustare tutte le novità. Tema dell’edizione 2018 l’Innovazione

Si è conclusa ieri, 10 maggio, la 19ma edizione di Cibus, il più importante salone internazionale che, con cadenza biennale e una durata di quattro giorni, mette in mostra nei padiglioni delle Fiere di Parma, le eccellenze del vero agroalimentare made in Italy. Quella di quest’anno è stata un’edizione molto positiva per le centinaia di aziende italiane che hanno esposto i loro prodotti migliori negli stand, molti dei quali si presentavano come vere e proprie boutique dell’accoglienza.

Stand Molino Quaglia www.molinoquaglia.com

Ben tremila gli espositori presenti e oltre mille i nuovi prodotti alimentari, alcuni dei quali sono stati selezionati da una giuria composta da esperti del settore Food & Retail (tra cui Paola Caniglia, Direttore Retail di Doxa; Francesco Maietta, Responsabile Politiche Sociali del Censis; Denis Pantini, Responsabile Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma; Pierluigi Spagoni, Responsabile Marketing Fiere di Parma; Cristina Ziliani, Associate Professor dell’Università di Parma; Guia Pirotti, Professor presso la SDA Bocconi; Romolo De Camillis, Retail Director di Nielsen Italia) ed esposti nell’area ‘Cibus Innovation Corner’, ricavata all’interno del nuovo padiglione 4.1, dove si sono svolti anche diversi dibattiti e talk sui nuovi scenari del settore agroalimentare. Oltre 80mila i buyer e gli operatori di settore (di cui il 20% dall’estero) che hanno animato i quattro giorni di Cibus con migliaia di presentazioni, degustazioni e accordi commerciali.

Il tema di Cibus 2018 è stata l’Innovazione applicata all’agroalimentare (lunedì 7 maggio si è svolto il convegno dedicato ‘Food R-Evolution’), con un focus su tutti quei cibi che entreranno a far parte dei consumi quotidiani nei prossimi anni, mentre la sfida più importante sarà quella di compattare l’intero settore agroalimentare italiano verso l’obiettivo comune dell’alta qualità dei prodotti e di un impegno sempre più incisivo nella lotta alle contraffazioni del made in Italy (ma anche alle fake news) che continuano a infestare il mercato agroalimentare internazionale. Oggi più che mai è necessario abbandonare ogni forma di individualismo e perseguire uniti la conquista di nuovi mercati esteri, facendo riconoscere (in primis presso il Parlamento Europeo) l’altissima qualità delle tante Indicazioni Geografiche e Denominazioni d’Origine Protetta italiane, che sono e rimarranno indiscutibilmente uniche al mondo, auspicando politiche sempre più rivolte alla sostenibilità ambientale e alla promozione del made in Italy nel mondo.

CLAI (Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi) www.clai.it

In proposito, proprio a Parma (eletta dall’Unesco Città Creativa della Gastronomia) presso Palazzo Soragna martedì 8 si è svolta la seconda edizione di ‘Origo, Geographical Indications’ Global Forum’, dedicato al confronto e alle strategie per la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche dell’Unione Europea e organizzato dal Ministero Italiano delle Politiche Agricole, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Parma, dall’Unione Parmense degli Industriali e da Fiere di Parma, con il patrocinio ed il supporto della Commissione Europea. Il Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Phil Hogan è stato l’ospite d’onore e, in merito al tema di Cibus 2018, ha dichiarato che “L’innovazione in un contesto che conta circa 3400 prodotti europei a IG – uniti dalla condivisione degli elementi di tradizione e qualità – rappresentativi del 15% circa delle esportazioni europee, è un fattore imprescindibile. Ma non basta: per il futuro delle IG dobbiamo guardare alla sostenibilità, elemento che dovrà necessariamente essere inserito nella nuova PAC, in cui verrà dato maggiore spazio ad obiettivi di sviluppo, coinvolgendo sempre di più gli agricoltori che intendono uniformarsi alle regole. Dobbiamo abbracciare il contesto internazionale se vogliamo garantire un futuro alle IG e in tale processo gli agricoltori devono essere i veri protagonisti: buon cibo prodotto in modo sostenibile vuol dire più business. Unire criteri di sostenibilità con un reddito equo per gli agricoltori, favorisce le IG.

Stand Prosciuttificio Fratelli Galloni di Langhirano www.galloniprosciutto.it

Non è mancata la partecipazione di Cesare Baldrighi, Presidente dell’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG), secondo il quale “Molti sono i topics su cui l’Unione Europea dovrebbe soffermarsi (dall’abbattimento delle barriere tariffarie e non tariffarie al difficile ed articolato riconoscimento dei marchi), per cui auspico un maggior coinvolgimento e confronto con i Consorzi per supportare la Commissione nel difficile lavoro negoziale”. Oltre ad AICIG, hanno partecipato al Forum altri stakeholder (portatori d’interesse) quali oriGIn, AREPO, A.R.E.F.L.H., Fondazione Qualivita che si sono confrontati su tre temi di settore: ‘Accordi commerciali e IG, da accordi bilaterali ad un quadro multilaterale’; ‘Indicazioni geografiche e sostenibilità: sfide e opportunità’; ‘Tradizione e innovazione: un’esigenza o un’opportunità?’.

Arrosticini abruzzesi

Il padiglione 8 ha ospitato le Food Court, degli spazi speciali allestiti nella parte centrale dello stesso (corrispondente al punto di maggior flusso dei top buyer esteri), dedicati alla preparazione e alla degustazione dei migliori prodotti tipici, dando la possibilità agli operatori professionali di scoprire i sapori, le modalità d’impiego e il consumo delle tantissime specialità regionali italiane. Fondamentale è stato il contributo di tanti cuochi che hanno cucinato tali specialità e, tra di loro, si sono distinti gli associati della Federazione Italiana Cuochi (FIC), guidati dall’infaticabile Presidente Rocco Pozzulo.

Stand Acetaia Giusti di Modena, la più antica d’Italia www.giusti.it

Non sono mancati gli show cooking esclusivi da parte di chef stellati del calibro di Heinz Beck (tristellato Michelin del ristorante La Pergola, all’interno dell’Hotel Rome Cavalieri di Roma, nonché proprietario di molti ristoranti sparsi per il mondo) presso lo stand del Prosciuttificio Ruliano, Antonino Cannavacciuolo (bistellato Michelin del ristorante Relais&Chateaux Villa Crespi a Orta San Giulio in provincia di Novara e anche lui proprietario di altri locali, quali un Caffè Bistrot e una pasticceria a Novara e un Bistrot a Torino) presso lo stand del Gorgonzola Igor; Anthony Genovese (bistellato del ristorante Il Pagliaccio di Roma), Massimiliano Mascia (bistellato del ristorante San Domenico di Imola), Claudio Sadler (1 stella Michelin con l’omonimo ristorante di Milano) e Franco Pepe (pizzeria Pepe in Grani a Caiazzo, in provincia di Caserta, e La Filiale presso il Relais&Chateaux L’Albereta ad Erbusco, nel cuore della Franciacorta) presso lo stand del pastificio La Molisana.

Antonino Cannavacciuolo presso lo stand Gorgonzola Igor (dopo un affollatissimo show cooking) con alcuni pizzaioli napoletani. In primo piano da sx Gino Sorbillo, uno dei migliori pizzaioli d’Italia

Dal 5 al 13 maggio prossimo, si sta svolgendo in città Cibus Off, kermesse dedicata a tutti i food lover che nei luoghi più suggestivi di Parma (piazza Garibaldi su tutti) hanno la possibilità di degustare i piatti d’autore (compresa la pizza d’autore) di chef quali Massimo Spigaroli (Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense, 1 stella Michelin), Matteo Baronetto (Del Cambio di Torino, 1 stella Michelin), Paolo Lopriore (Il Portico ad Appiano Gentile), Rosanna Marziale (Le Colonne a Caserta) e Isa Mazzocchi (Palta a Borgonovo Valtidone, provincia di Piacenza).