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No, non stiamo viaggiando nel tempo: in Thailandia vige il calendario buddista, che prende l’avvio dal nostro 543 a.c., anno della morte di Buddha.

Quindi no, non siamo nel futuro… Eppure, se vi capita di passeggiare di sera nel distretto dei grandi centri commerciali intorno a Siam Square, avrete la netta sensazione di ritrovarvi in una scena di Blade Runner: schermi giganti che proiettano pubblicitA� avveniristiche, treni sopraelevati che sfrecciano veloci nella notte, grattacieli che si accendono di luci psichedeliche e cambiano colore ad ogni battito di ciglia, e soprattutto una miriade di gente che sembra non fermarsi mai.

Bangkok, con i suoi otto milioni di abitanti (che arrivano a piA? di quattordici se si conta l’intera area metropolitana) A? una cittA� che non dorme mai, un flusso continuo di gente, di auto, di luci, di suoni. Se il tutto, visto dallo Skytrain (la metropolitana che viaggia a parecchi metri d’altezza) puA? avere il suo fascino, ce l’ha molto meno se siete su un taxi e ci mettete un’ora per fare due chilometri.

Se siete pronti a lasciare la frescura dei mall, dirigetevi al Suan Pakkard Palace, un’oasi di tranquillitA� e di verde, un’antica residenza reale ora trasformata in Museo. Pochi la conoscono, e cosA� vi potrA� capitare di passeggiare per il magnifico giardino quasi in solitudine.

Per rimanere in questa atmosfera, non c’A? nulla di meglio che prenotare un giro dei canali rurali a bordo delle “long tail boat”, barchette di legno dall’equilibrio alquanto instabile che, dotate di un piccolo motore diesel puzzolente quanto rumoroso, vi faranno navigare sui “klongs” di Thonbury, ovvero i canali che si trovano nella parte vecchia della cittA�, sulla riva occidentale del Chao Praya, il fiume che attraversa sinuoso tutta Bangkok.

Bangkok A? ricca di templi e palazzi, e sarebbe troppo lungo elencarli qui tutti, a partire dal complesso del Palazzo Reale, che merita sicuramente una visita purchA? non vi facciate scoraggiare dalle migliaia di turisti che ne affollano i cortili. Noi siamo rimasti affascinati dal Wat Pho, ovvero il tempio del Buddha sdraiato, un’imponente statua ricoperta da foglie d’oro, lunga 46 metri e alta 15. La suggestione del luogo A? acuita dal suono cristallino delle monetine che vengono lasciate cadere dai fedeli nelle 108 ciotole di bronzo disposte lungo le pareti del tempio: pare sia di buon auspicio metterne una in ogni contenitore, per cui potete comprare un sacchettino di monete all’ingresso e provare anche voi a ingraziarvi la divinitA�. Che funzioni o meno, sappiate che i soldi vengono raccolti comunque per una buona causa, e distribuiti ai monaci all’interno del complesso.

Ma il tempio piA? incredibile A? il Wat Pathum Wanaram, ovvero il “Tempio dei fiori di loto”, che si trova in pieno centro, a pochi passi dai negozi di Central World.

A Bangkok i mercati hanno un fascino tutto particolare, soprattutto quelli galleggianti. Il mercato piA? particolare A? il Maeklong Train Market, dove, a causa della mancanza di spazio, molte bancarelle si trovano direttamente sulle rotaie! Niente paura, quando il capostazione avvisa dell’arrivo del treno, i commercianti ritirano in fretta e furia le bancarelle, per poi risistemarle a tempo di record quando il treno A? passato! Vale la pena assistere a questa insolita procedura, quindi meglio informarsi sugli orari dei treni e visitare il mercato in funzione di essi.

A sera arriviamo a Khon Khaen. La zona A? ricca di templi, e la cittadina A? vivace e colorata. In centro si susseguono piccoli bar all’aperto con musica dal vivo, ristorantini illuminati da luci multicolor, centri massaggi (da provare assolutamente il massaggio Thai!) e take away con food street di cui forse A? meglio ignorare gli ingredienti. PerA? l’impressione generale A? piacevole, ed A? bello godersi una passeggiata.

L’indomani continuiamo a risalire verso nord. Passiamo dal Phu Kao-Phu Phan Kam National Park, dove alcuni monti circondano vallate piene di pace, e arriviamo al Red Lotus Sea, un lago che da dicembre a febbraio A? letteralmente ricoperto da milioni di fiori di loto che virano dal rosa al rosso. D’obbligo un giro in barca per scivolare piano in questo scenario cosA� romantico, dove il mondo intero sembra tinto di rosa.

La sera arriviamo a Udon Thani, una cittA� moderna e vivace. In centro ristoranti alla moda e bar con musica dal vivo si alternano a bancarelle del mercato e giardini curatissimi.

L’indomani eccoci pronti per virare verso est e il confine con il Laos. La strada ci porta a visitare i piccoli villaggi di campagna dove le donne, riunite in piccole cooperative, raccolgono il cotone, lo lavorano, lo filano e lo tingono a mano in un bellissimo blu indaco.

Sono fiere di mostrarci il loro lavoro, e orgogliose di contribuire con esso alla vita della comunitA�. E’ un piacere fermarsi un po’ con loro, e vedere come le mani, seppur affaticate dal duro lavoro, sappiano ancora muoversi con un’agilitA� straordinaria.

Da qui il viaggio puA? proseguire attraversando via terra il confine col Laos, grazie ai vari ponti che uniscono le due rive, oppure tornando in volo verso Bangkok.

L’Isaan A? una terra vera e ricca di tradizioni, lontana dai grandi flussi turistici e proprio per questo non ancora inquinata dalle esigenze del turismo di massa. Vale la pena visitarla ora, prima che perda la sua essenza…e pazienza se in molti posti non capiranno il vostro inglese, o se i piatti locali hanno sapori completamente diversi da quelli a cui siete abituati. Verrete ripagati dalla bellezza dei luoghi , e dal sorriso che qui non manca mai.

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